"Grazie per aver dato la forza di lottare contro l’ingiustizia". La lettera ad Assange di una giovane scrittrice del Donbass

"Grazie per aver dato la forza di lottare contro l’ingiustizia". La lettera ad Assange di una giovane scrittrice del Donbass

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Il 3 luglio Julian Assange ha compiuto 51 anni di età. Richiuso in carcere come un criminale di estrema pericolosità. Il “democratico” Occidente teme la sua verità, per questo lo ha condannato alla morte. Calpestando i suoi stessi valori e principi tanto sbandierati di “libertà e democrazia” del mondo occidentale dove tutti possono esprimere la propria opinione, senza venir censurati o inclusi nella lista nera. Julian Assange, simbolo della libertà di stampa, condannato a finire i suoi giorni in carcere per aver pubblicato informazioni vere, ha rivelato al mondo non solo i crimini degli Stati Uniti, ma anche quanto sia falso, ipocrita e disumano questo mondo occidentale.

Allego la mia traduzione della lettera che la nostra piccola scrittrice del Donbass, Faina Savenkova ha scritto a Julian Assange.

 

 

Più cresci e più capisci che il mondo è ingiusto. Quando da noi iniziò la guerra 8 anni fa, pochi si  potevano immaginare che la pacifica Ucraina sarebbe stata fatta a pezzi dai suoi governanti e trasformata in un paese infelice, dove un odio feroce ha messo una parte dei suoi abitanti contro gli altri. Ma così è successo. Quell’Ucraina - con la letteratura russa, i grandi successi e i rapporti normali fra i suoi cittadini -  non ci sarà più.  Così come non ci sarà più quell’Occidente, di cui parlano le leggende: con la sua storia, libertà, le persone a cui si può credere e che costituiscono un modello a cui ispirarsi.  Musicisti, attori, presentatori, politici … sono tutti uguali.

Lo stesso mondo cambia.  La televisione vi sostituisce le passeggiate sotto la pioggia e Internet - i libri.  Perché leggere quando si può guardare un film? E poi perché essere istruito?  Basta semplicemente contare fino a 100 e mettere una crocetta.  Così era già successo.  Un mondo così probabilmente è molto comodo per qualcuno. Ma non quelli che ricordano, che fanno le domande giuste. Perché facendo quelle domande si può distruggere quel mondo di cartone che ci propongono di ritenere reale. Così è successo anche con Julian Assange, diventato esempio per molti.  Lui è stato uno di quelli che non ha avuto paura e ha dichiarato apertamente che le persone hanno diritto a sapere la verità, distruggendo la così nota e abituale illusione. Lui ha fatto breccia in questo muro di cartone scrupolosamente costruito a prezzo della sua “normale” vita.  Speriamo che ciò non sia vano,  che altri, desiderosi di vivere nella verità, spostino questo spiraglio di luce da orizzonte in orizzonte.  Io continuerò mattone dopo mattone a distruggere questa parete informativa con cui cercano di circondare il Donbass e col tempo essa sicuramente cadrà. Buongiorno signor Assange!

Ho pensato a lungo come iniziare questa lettera. Durante questi ultimi anni ho scritto molti appelli a presidenti, politici e artisti d’Europa e Stati Uniti. Perfino al Papa. Sono stata ignorata, solo impiegati e piccoli funzionari mi hanno risposto con risposte formali. Ma io ho continuato a scrivere e chiedere.  La mia richiesta era solo una: aiutare a fermare la guerra nel Donbass e influire sull’Ucraina perché cessasse di uccidere i bambini a Donetsk, Lugansk, Makeevka, Pervomajsk.  Molti mi hanno detto che il mio sforzo è inutile, è una perdita di tempo ma ascoltando loro, io mi sono ricordata di Lei, perché Lei era ed è un esempio per me. Lei avrebbe potuto non dire niente al mondo di ciò che ha fatto l’America, poteva tacere e vivere tranquillo, così come hanno fatto molti giornalisti, ma la verità serve e la cosa più semplice e difficile allo stesso tempo è dirla alle persone.

Lei è diventato un esempio per molti. La ringrazio per la Sua onestà, per la Sua forza di volontà e per non aver ceduto ai colpi del destino. Grazie per aver dato la forza di lottare contro l’ingiustizia. Che Dio protegga Lei e i suoi cari.

 

Faina Savenkova, 13 anni. Lugansk.

 

Marinella Mondaini

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Scrittrice, giornalista, traduttrice. Vive e lavora a Mosca

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