Il Pentagono ammette: gli Usa supportano 46 biolab in Ucraina

8165
Il Pentagono ammette: gli Usa supportano 46 biolab in Ucraina

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

Gli Stati Uniti hanno finalmente ammesso di aver “supportato” 46 biolaboratori in Ucraina, dopo aver respinto per mesi le dichiarazioni in tal senso dei suoi antagonisti geopolitici. Lo ha riferito il Pentagono, ovviamente dichiarando che le ricerche ivi svolte erano legittime e non dirette a creare armi biologiche, anzi.

Il documento del Pentagono spiega che l’interesse per tali siti nesce nel 1991, quando fu varato il Programma Nunn-Lugar Cooperative Threat Reduction (CTR) con il compito di trattare le armi di distruzione di massa nei Paesi dell’ex Unione sovietica. Quattro le missioni del Programma, che elenchiamo di seguito.

“1) consolidare e proteggere le armi di distruzione di massa e il materiale relativo alle armi di distruzione di massa in un numero limitato di siti sicuri; 2) inventariare e rendicontare tali armi e materiali; 3) fornire [attrezzature e competenze per] una manipolazione e uno stoccaggio sicuro di tali armi e materiali, come richiesto dagli accordi sul controllo degli armamenti; e 4) offrire assistenza per un ricollocamento retribuito a migliaia di ex scienziati sovietici esperti in armi di distruzione di massa, in materiali relativi alle armi di distruzione di massa e nei trasferimenti delle stesse”.

Questa le missioni, alle quali gli Stati Uniti, spiega il documento, si sono adoperati distruggendo o mettendo in sicurezza le testate nucleari, in collaborazione anche con la Russia, come anche le bio-armi risalenti al tempo sovietico.

“Gli Stati Uniti, attraverso la collaborazione internazionale, hanno anche lavorato per affrontare altre minacce biologiche in tutti i Paesi dell’ex Unione Sovietica. A tale scopo il governo degli Stati Uniti ha ingaggiato esperti in materia di biologia, biodifesa, salute pubblica e campi correlati”.

Quanto all’Ucraina, specifica il documento, gli Usa hanno eliminato la minaccia nucleare, in collaborazione con la Russia (collaborazione durata fino al 2014, l’anno di Maidan), tanto che nel Paese sarebbe rimasto solo un quantitativo poco rilevante di uranio arricchito, non sufficiente per produrre una testata atomica (e una bomba sporca?).

Riguardo alle bio-armi ucraine, si legge, “Gli Stati Uniti hanno lavorato in collaborazione [con Kiev] per migliorare la sicurezza biologica, la protezione e la sorveglianza delle malattie dell’Ucraina, sia per quanto riguarda la salute umana che degli animali, fornendo supporto, negli ultimi due decenni, a 46 laboratori pacifici ucraini, strutture sanitarie e siti diagnostici delle malattie. La collaborazione si è concentrata sul miglioramento della salute pubblica e delle misure di sicurezza agricola, rispettando i dettami della non proliferazione”.

Arduo immaginare che gli Stati Uniti potessero dire il contrario: di certo non potrebbero mai ammettere, anche se così fosse, che questi 46 biolab servivano (servono?) a produrre bio-armi. E, però, leggere nero su bianco che gli Usa ingaggiavano esperti di armi biologiche da tutta l’Unione sovietica, al di là dello scopo dichiarato, vero o falso che sia, fa un certo effetto.

Inoltre, la descrizione dei biolab in oggetto come una sorta di laboratori diagnostici, del tipo di quelli disseminati nelle grandi città italiane, fa un po’ sorridere. Con 46 di tali centri, poi, se lo scopo fosse davvero quello dichiarato, dovremmo presumere che gli ucraini e i loro animali godono di una salute di ferro.

Sul punto, torna prepotentemente alla memoria la famosa dichiarazione di Victoria Nuland al Congresso degli Stati Uniti. Interpellata sui biolab ucraini, allora ancora de facto negati dagli Usa, la sottosegretaria di Stato disse: “Siamo piuttosto preoccupati che l’esercito russo possa cercare di prenderne il controllo”.  Perché preoccuparsi tanto, se si trattava di innocui centri benessere?

Al di là dell’ironia del caso, ce ne scusiamo con i lettori ma era d’obbligo, resta che, dopo tanta reticenza, l’America ha finalmente messo nero su bianco il suo lavoro oscuro nei biolab ucraini (nel documento si parla di trasparenza, ma di trasparente c’è ben poco, se si considera che alcuni mesi fa negavano l’esistenza di tali biolab, bollando le accuse come Fake News)

Concludiamo riprendendo l’inizio della nostra nota, cioè alle missioni assegnate al CTR e chiedendoci, ingenuamente, perché gli incaricati di tale programma non abbiano semplicemente distrutto le bio-armi ereditate dall’era sovietica, perché hanno ingaggiato gli esperti che ci lavoravano perché proseguissero quel lavoro e, infine, quanti saranno i biolab sparsi nei Paesi ex sovietici oggi passati nell’orbita occidentale, supportati dagli Usa, se già 46 sono disseminati in Ucraina.

Ps. Ipotizzare che un biolab possa servire per creare armi biologiche, ad esempio virus che si diffondono tramite insetti, non è necessariamente complottista. Alcuni membri del Congresso degli Stati Uniti, ad esempio, nel luglio 2019, chiesero al Dipartimento della Difesa se avesse creato o usato tali armi biologiche tra gli anni ’50 e la metà degli anni ’70.

Dubitiamo che la richiesta abbia ottenuto risposta, anche perché, di lì a poco, sarebbe arrivato il coronavirus e c’era il rischio di gettare benzina sul fuoco alimentato dai cosiddetti complottisti. 

A pochi giorni dalla richiesta, coincidenza temporale, fu chiuso il più importante biolab della Difesa Usa, Fort Detrick, nel quale si studiavano pericolose “tossine, e germi chiamati agenti selezionati , che secondo il governo avevano ‘il potenziale per rappresentare una grave minaccia per la salute pubblica, animale o vegetale” (New York Times). Le autorità si peritarono di rassicurare che non era successo nulla, solo un problema di sicurezza delle acque reflue, Nessuna informazione ulteriore, perché fu chiuso per ragioni di “sicurezza nazionale”, sulle quali vige il segreto.

 Piccole Note

Piccole Note

 

Piccole Note è un blog a cura di Davide Malacaria. Questo il suo canale Telegram per tutti gli aggiornamenti: https://t.me/PiccoleNoteTelegram

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia di Giuseppe Masala L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo   Una finestra aperta CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN di Alessandro Bartoloni USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN

USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra" di Paolo Desogus "Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

La legge di Netanyahu in Italia di Giorgio Cremaschi La legge di Netanyahu in Italia

La legge di Netanyahu in Italia

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti