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Il programma politico dei Verdi, un partito liberale di centro

 

di Carlo Formenti


Se qualcuno avesse ancora dubbi che i Verdi (in primis i tedeschi, ma non solo) sono ormai a tutti gli effetti un partito liberale di centro, si legga la lunga intervista della co-presidente dei Grunen, Annalena Baerbock, al Corriere di oggi (tutta pagina 9).

pprendiamo che la nostra: 1) ha studiato alla London School of Economics (nota fabbrica di neoliberisti radicali);

2) indica fra gli obiettivi prioritari del partito il rafforzamento dell'Europa "che ha garantito 70 anni di pace" (fino a quando dovremo ascoltare questa idiozia: fra l'altro è proprio il verde Joschka Fischer che segnò la fine del pacifismo europeo - e verde - legittimando la guerra "umanitaria" nei Balcani);

3) bacchetta l'Italia che non rispetta le regole su deficit e debito (proporrà una cura greca per il nostro Paese, immemore dei disastri umanitari che gli interessi delle banche tedesche hanno provocato a quel Paese?)

4) per risolvere i problemi delle disuguaglianze crescenti indica la via della "economia sociale di mercato" (cioè la formula ordoliberista).

Insomma: è possibile che la Germania in un futuro prossimo abbia un'altra cancelliera, sarà verde ma non sarà meno nemica degli interessi popolari della democristiana Merkel...
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