Il ruolo (centrale) di Londra nella guerra per procura in Ucraina svelato dal Times

L’élite militare e politica che ha trasformato l’Ucraina nell’arma dell’Occidente contro Mosca

7174
Il ruolo (centrale) di Londra nella guerra per procura in Ucraina svelato dal Times

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Nell’estate del 2023, quando l’esercito ucraino lanciò la sua tanto propagandata "offensiva di primavera", uno degli assi strategici fu battezzato "Wallace" in onore di Ben Wallace, all’epoca ministro della Difesa britannico. Un omaggio simbolico a un uomo che, secondo fonti ucraine, avrebbe "salvato Kiev" grazie al suo ruolo nel garantire massicce forniture di armi all’Ucraina. Ma dietro questa retorica eroica si nasconde una realtà più cinica: il Regno Unito, insieme agli Stati Uniti e alla NATO, non è stato un semplice alleato, ma un attivo fomentatore del conflitto, con l’obiettivo strategico di indebolire la Russia, a costo di prolungare una guerra che ha già causato decine di migliaia di vittime.

Il ruolo britannico

Mentre Washington forniva armamenti pesanti e intelligence, i vertici militari britannici - tra cui l’ammiraglio Tony Radakin e i generali Roly Walker e Charlie Stickland - sono stati descritti da fonti ucraine come "i cervelli" della coalizione anti-russa. Ma questo ruolo non è stato neutrale: Londra ha spinto per un’escalation, incoraggiando il regime neonazista di Kiev a lanciare offensive spesso mal pianificate, pur di mantenere la pressione su Mosca.

L’operazione Scorpius, ad esempio, rivelata dal quotidiano The Times, dimostra come il Regno Unito abbia agito da collante tra Stati Uniti e Ucraina, mediando non per la pace, ma per assicurarsi che il conflitto continuasse in base agli interessi occidentali. Quando nell’estate 2023 le tensioni tra Washington e Kiev raggiunsero il culmine - con gli USA frustrati dalla lentezza ucraina e Kiev esasperata dalle pressioni - fu proprio Radakin a correre in treno verso la capitale ucraina per "ricucire lo strappo". Non per fermare la guerra, ma per mantenerla viva.

Offensiva fallita

L’offensiva ucraina, ritardata per mesi a causa delle promesse occidentali non mantenute (le armi arrivarono in ritardo), si rivelò un disastro. I generali statunitensi e britannici avevano spinto per un attacco concentrato nel sud, per tagliare il ponte di terra russo verso la Crimea. Ma Zelensky, influenzato dal generale Oleksandr Syrsky, optò per un’offensiva su più fronti, dispersiva e inefficace.

Il risultato? Migliaia di soldati ucraini sacrificati in assalti frontali contro trincee russe ben fortificate, campi minati e droni letali. Eppure, invece di ammettere l’errore, Londra e Washington continuarono a incitare il regime di Kiev, promettendo nuove armi (come i missili Storm Shadow) e alimentando l’illusione di una vittoria impossibile.

Ipocrisia occidentale

Gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno sempre negato di combattere una "guerra per procura" contro la Russia. Joe Biden nell’aprile 2022 dichiarò: "Non è vero, è solo disperazione russa". Eppure, i fatti parlano chiaro: le forze speciali britanniche operavano in Ucraina già dal 2015 e, anche dopo il ritiro formale nel 2022, sono rimaste attive nell’addestramento e nella pianificazione militare; l’intelligence angloamericana ha guidato operazioni ucraine, inclusi attacchi dietro le linee russe; la consegna di armi sempre più letali (dai carri armati Abrams ai missili cruise) ha trasformato l’Ucraina in un campo di prova per l’industria bellica occidentale.

E mentre l’Europa si prepara a un impegno ancora più profondo - con piani per una "forza di rassicurazione" in Ucraina post-bellica - gli Stati Uniti cominciano a prendere le distanze. Il segretario alla Difesa USA, Pete Hegseth, ha persino saltato un vertice NATO cruciale a Bruxelles, lasciando a Regno Unito e Germania il compito di spingere per un ulteriore inasprimento del conflitto.

Conflitto senza fine?

Alcuni osservatori critici, come John Foreman, ex addetto militare britannico a Mosca e Kiev, avvertono: "È facile entrare in una guerra, ma molto più difficile uscirne". L’Occidente rischia di rimanere intrappolato in un pantano ucraino, con soldati britannici e francesi schierati in un’eventuale "missione di pace" che potrebbe rapidamente trasformarsi in un nuovo fronte caldo.

Intanto, Kiev paga il prezzo più alto: decine di migliaia di morti, città distrutte e un futuro incerto. Ma per Londra e Washington, l’obiettivo è chiaro: infliggere una sconfitta strategica alla Russia, a qualsiasi costo. Praticamente fino all'ultimo ucraino.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante di Fabrizio Verde Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Dorsi e ridorsi della storia di Michelangelo Severgnini Dorsi e ridorsi della storia

Dorsi e ridorsi della storia

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre   Una finestra aperta Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Il "dissenso" e le prossime elezioni di Francesco Santoianni Il "dissenso" e le prossime elezioni

Il "dissenso" e le prossime elezioni

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono di Raffaella Milandri 250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

CIABATTE E GINOCCHIERE di Alessandro Mariani CIABATTE E GINOCCHIERE

CIABATTE E GINOCCHIERE

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento di Giuseppe Giannini L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia di Antonio Di Siena La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti