In Finlandia non ci sono i numeri per ratificare il Recovery Fund?

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Il governo Draghi viaggia deciso per rispettare il compitino assegnato da Bruxelles e consegnare entro la scadenza del 30 di aprile il Recovery Plan elaborato dall’Italia alla Commissione Europea, così l’occhiuta presidente Von der Leyen potrà controllare se l’esecutivo guidato dall’ex presidente della Banca Centrale Europea sia stato ligio nel rispettare i dogmi europeisti. 

L’iter di approvazione del PNRR di Roma da parte della Commissione europea potrebbe durare circa due mesi. 

Ma non è finita qui: lo sblocco dei fondi è infatti subordinato alla ratifica della decisione sulle risorse proprie (DRP) da parte di tutti gli Stati membri. E siamo così sicuri che tutti gli Stati membri ratifichino il pacchetto di stimoli e aiuti per economie devastate dalla pandemia?

Da Helsinki non arrivano notizie positive in tal senso. Il governo finlandese - secondo quanto riferisce Bllomberg - dovrà convincere due terzi dei legislatori a sostenere il Recovery Fund dell'Unione europea per poterlo approvare in parlamento. La commissione costituzionale del Parlamento ha stabilito che una maggioranza semplice non sarebbe sufficiente per approvare il pacchetto di stimoli, secondo una dichiarazione inviata oggi per e-mail. La decisione comporta che il governo dovrà raccogliere 133 voti per l'approvazione. Tuttavia il governo, già sull'orlo del collasso, può contare su soli 116 voti su 199 in questa legislatura. Tra le opposizioni, il Partito Finlandese, con 38 voti, si oppone al pacchetto e la Coalizione Nazionale, anche questa con 38 voti, non ha ribadito il suo punto di vista. 

Il pacchetto di stimoli del blocco dei 27 membri richiede la ratifica di ogni Stato membro.  

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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