La guerra ucraina entra ufficialmente in una nuova fase

La guerra ucraina entra ufficialmente in una nuova fase

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La guerra ucraina, come preannunciato, sta entrando in una nuova fase. Dopo la caduta di Mariupol, ormai presa al di là di una cellula di resistenza presso l’acciaieria Azovstal, l’esercito russo si sta organizzando per prendere il pieno controllo del Donbass (si prospettano battaglie più pesanti).

Ma iniziamo dall’acciaieria di Azovstal, a Mariupol, dove i resistenti hanno rifiutato di arrendersi nonostante i ripetuti appelli: di fatto un suicidio collettivo che porterà la morte di parte dei civili che si trovano lì col battaglione Azov, presumibilmente contro la loro volontà (arduo, infatti, immaginare che siano anch’essi votati al suicidio). Tali civili sono scudi umani, cosa che spiega tanto delle metodologie del battaglione, ma non si può dire…

Insieme all’Azov anche dei “volontari” occidentali, il cui numero e grado è imprecisato. I russi hanno mostrato i video dei due britannici catturati, ma è da presumere che ce ne siano altri e di altre nazionalità.

Il fatto che forze d’élite Nato siano intruppate con il battaglione Azov – neo-nazista anche se lo si nega (ma prima della guerra lo dicevano tutti i media occidentali) -, non aiuta l’immagine dell’Occidente che si erge a difesa della democrazia.

Si spera in qualche ripensamento degli assediati e dei loro partner, perché i russi ormai non possono far altro che attaccare.

In questo momento di stallo, in attesa (purtroppo) dell’inizio della nuova fase che si aprirà dopo la caduta di Mariupol, alcune considerazioni tratte da media americani.

Dal Washington Post: gli “ucraini hanno eseguito oltre 8.600 operazioni di riconoscimento facciale su soldati russi morti o catturati […] utilizzando le scansioni per identificare i corpi e contattare le loro famiglie in quella che ad oggi potrebbe essere una delle applicazioni più raccapriccianti della tecnologia“.

Questa storia circolava da tempo: gli ucraini sostenevano di usare i cellulari delle vittime e dei prigionieri per chiamare le famiglie e irridere alla loro sventura. Una pratica che, come spiega il Wp, è semplicemente “raccapricciante” e che ora si scopre più sofisticata, dal momento che usano il riconoscimento facciale.

Ovviamente, gli ucraini non hanno la tecnologia, ma soprattutto non hanno l’archivio dei volti russi e i contatti delle loro famiglie. A questo ci pensa la ditta americana Clearview AI, spiega il Wp, che ha rubato dati biometrici in tutto il mondo, tanto che si è anche attirato addosso alcune indagini del governo.

Secondo i fautori di questa barbarie, si vuole far vedere ai russi l’orrore della guerra nell’idea di creare un malcontento interno, ma qualcuno, annota il Wp, ha ovviamente fatto notare che si crea solo odio nella controparte.

Il Wp riporta che, qualcuno ha anche chiesto alla ditta di smetterla, ma si va avanti, evidentemente col consenso degli Stati Uniti. Chiudiamo questa parentesi più che miserevole con un commento preso dall’articolo.

“La solidarietà dell’Occidente con l’Ucraina rende allettante sostenere un atto così radicale progettato per capitalizzare il dolore delle famiglie, ha affermato Stephanie Hare, ricercatrice britannica specializzata in sorveglianza [digitale]. Ma contattare i genitori dei soldati, ha detto, è ‘una classica guerra psicologica’ e può costituire un nuovo e pericoloso standard per i conflitti futuri“.

“‘Se fossero i soldati russi a fare questo alle madri ucraine, diremmo: ‘Oh, mio ??Dio, è una barbarie”, ha affermato la Hare. ‘E funziona davvero? [cioè scoraggia la guerra?] O li sta solo facendo dire: ‘Guarda questi ucraini senza legge e crudeli, che fanno questo ai nostri ragazzi'”.

Barbarie, si può aggiungere, pagate con i nostri soldi, perché l’Ucraina paga per questi servizi (si può esserne certi) e paga con gli aiuti occidentali, ché loro di soldi non ne hanno… ovviamente, conclude il Wp, la Clearview AI spera che il lancio pubblicitario nella guerra ucraina gli attiri altri clienti….

Un altro media Usa, un altro tema, quello del genocidio, accusa lanciata da Biden contro i russi. La Nbc, uno dei media mainstream più importanti d’America, riporta la smentita secca dei servizi segreti: “Le agenzie di intelligence statunitensi raccolgono informazioni quando vengono mosse accuse di azioni che potrebbero essere definite genocidio […] I rapporti dell’intelligence sull’Ucraina attualmente non supportano una designazione di genocidio, hanno affermato i funzionari” dell’intelligence interpellati da Nbc.

Smentita che fa ben capire come in questa guerra realtà e propaganda si mescolino in un viluppo inestricabile, dove però quel che arriva all’opinione pubblica è solo quest’ultima.

Non che la guerra sia esente da orrori, ma anche qui c’è da stare attenti e procedere con la cautela del caso. Così veniamo agli asseriti crimini di guerra, quelli di Bucha. Su quanto avvenuto in questo sfortunato centro abitato abbiamo già evidenziato le tante criticità della narrativa dominante in note pregresse.

Queste e altre criticità vengono riproposte in un articolo di llewellyn H. Rockwell, jr. in un articolo pubblicato dal Ron Paul Institute che ricorda come, per parlare di crimini di guerra, siano necessarie indagini indipendenti che appurino le circostanze, cosa che non è stata fatta in Ucraina.

“Uccidere civili o prigionieri di guerra senza processo, o umiliarli per vendetta, sono indubbiamente crimini di guerra”, spiega Rockwell, che ricorda come mentre abbiamo immagini di tali crimini di guerra commessi dagli ucraini (video di militari e civili torturati e uccisi), degli asseriti crimini russi abbiamo solo dei cadaveri e spiegazioni/testimonianze dagli ucraini.

E ricorda come tante volte in passato si è usato strumentalmente di asseriti crimini di guerra per alimentare interventi militari. A tale proposito rammenta i racconti mendaci dei soldati iracheni che “strappavano i bambini dalle incubatrici” In Kuwait, che accompagnarono la guerra contro Saddam; oppure lo “stupro del Belgio“, quando racconti e testimonianze di terribili quanto astruse atrocità tedesche contro i belgi alimentarono l’interventismo britannico. Racconti e testimonianze risultate poi false.

Chiudiamo con una nota sorprendente di Bloomberg, che spiega come le forniture di armi agli ucraini stanno creando qualche inconveniente ai fornitori, i quali stanno svuotando i loro arsenali con carenze difficilmente colmabili nel breve e medio periodo.

Tanto che i Paesi occidentali dovranno presto affrontare una “scelta netta tra inviare altri rifornimenti in Ucraina o iniziare a gestire le proprie limitate capacità, delle quali potrebbero aver bisogno per la propria difesa”.

 Piccole Note

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a cura di Davide Malacaria

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