Lo “scudo democratico”: le mire del fronte filo-imperialista italiano

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Lo “scudo democratico”: le mire del fronte filo-imperialista italiano

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di Leonardo Sinigaglia 


Da Calenda a CasaPound, dalla Picierno a Fratelli d’Italia, tutto il fronte filo-imperialista sta impegnando tutte le sue energie a sostegno del riarmo europeo, spacciato per garanzia di “pace e sicurezza”. Lo scopo di queste forze anti-italiane e anti-popolari è quello di garantire agli Stati Uniti grandi commesse per gli armamenti e ai gerarchi di Bruxelles carne da cannone da utilizzare per una nuova Operazione Barbarossa contro la Federazione Russa. La triste sorte degli ucraini, un popolo privato della sua storia, spinto a venerare traditori e collaborazionisti e obbligato ad andare al massacro contro i propri fratelli in nome della supremazia occidentale, rischia di essere anche la nostra.

In effetti siamo già a buon punto. Come l’Ucraina, anche l’Italia è un paese completamente sprovvisto di indipendenza, controllato da Washington e Bruxelles tramite una schiera di amministratori coloniali appositamente scelti per il loro servilismo e la loro connivenza coi progetti imperiali. Come l’Ucraina, anche l’Italia ha conosciuto almeno a partire dagli Anni ‘90 una terribile offensiva culturale contro la propria coscienza nazionale, fondata sul revisionismo storico, rivolto in particolare verso il Risorgimento e la Resistenza, e sul separatismo regionalista, dalla Lega Nord all’indipendentismo siculo. Come l’Ucraina, l’Italia ha rinunciato a vantaggiosi e consolidati rapporti internazionali in nome degli interessi dell’Occidente collettivo, dall’aggressione alla Libia alle sanzioni alla Russia.

Ancor prima che lo “scudo democratico” di Calenda e la lotta alla “disinformazione del Cremlino” facciano calare il sipario su qualsiasi possibilità di dissenso legale, il processo di "ucrainizzazione" dell’Italia appare in pieno svolgimento. Il progetto ReArm Europe non è destinato solo a sottrarre le risorse dei cittadini italiani per impegnarle nel potenziamento della macchina da guerra europea, ma anche a rafforzare lo stato di sottomissione del nostro paese, che subisce la doppia oppressione dell’imperialismo egemonico statunitense e, all’interno dell’UE, dello sfruttamento congiunto franco-tedesco. Mai come oggi è stato necessario opporsi risolutamente, esplicitamente e senza mediazioni a ogni visione euro-federalista e filo-americana. Nonostante la lotta possa sembrare disperata, in realtà l’Italia ha le risorse materiali e morali per risorgere, liberarsi e partecipare alla costruzione di un nuovo ordine internazionale. La grande maggioranza della popolazione italiana è ostile ai progetti bellici dell’Europa e allo stato di minorità dell’Italia, per quanto ciò si esprima in modi spesso contraddittori, disorganici e limitati. Allo stesso tempo la nostra Storia plurimillenaria ci fornisce gli strumenti spirituali atti alla ricostruzione di un paese indipendente abitato da un popolo dignitoso. Lo sviluppo teorico e pratico del marxismo-leninismo a livello mondiale, in particolare il contributo cinese, garantisce inoltre una infallibile guida per strappare l’Italia dalla dominazione imperialista e inaugurare una ripresa dello sviluppo grazie alla costruzione del socialismo.

Il disfattismo è un prodotto culturale della dominazione imperialista. Chi vuole tenere il paese in catene ripete ossessivamente che “l’italietta” da sola non potrà mai andare da nessuna parte, e per questo deve accettare di essere provincia imperiale. Questa mentalità si è diffusa in maniera pervasiva in tutta la società, finendo per contagiare anche molti settori della popolazione dissidenti rispetto allo stato di cose presente. E’ purtroppo diffusa la convinzione che gli italiani siano “un popolo di pecore”, incapaci di reagire. Una vera e propria profezia autoavverante che mina la fiducia in se stesso del nostro popolo. Il fatalismo e la rassegnazione sono diffusi sui posti di lavoro, nelle scuole, e, in generale, nell’intera società. Essi però convivono con il sentimento opposto, la consapevolezza che serva fare qualcosa per ribaltare una situazione sempre più intollerabile. Serve lottare contro ogni tendenza reazionaria al disfattismo e alla rassegnazione. Gli italiani non sono inferiori a nessun altro popolo, gli italiani hanno il diritto di essere liberi e indipendenti, gli italiani hanno la forza di scacciare i dominatori stranieri e i loro servi locali.

Prendere coscienza di ciò è essenziale per evitare di essere i prossimi “ucraini”. Ma a questo fine serve smetterla di riporre qualsiasi speranza in un miracoloso liberatore che dall’esterno arriverebbe a combattere le nostre battaglie. Non si deve attendere nessun deus ex machina che raddrizzi i torti subiti, ma prendere in mano il nostro destino. Sono le decine di milioni di italiani che vivono del proprio lavoro a mandare avanti, a costruire giorno per giorno il nostro paese. Sono loro ad avere la forza e la capacità di liberarlo e trasformarlo. Non saranno caudilli improvvisati a farlo, e nemmeno la benemerenza dei parassiti che, in nome di Washington e di Bruxelles, ci governano. La forza delle masse è ciò che sarà determinante nel plasmare il nostro futuro. Operiamo quindi per elevare il grado di coscienza politica degli italiani, favoriamo ovunque e in qualunque contesto l’organizzazione delle forze patriottiche e popolari, combattiamo in ogni modo contro la propaganda e le infiltrazioni dell’Europa e degli Stati Uniti nel nostro paese. Impariamo a riconoscerci come degni della libertà per riuscire a conquistarla.

Leonardo Sinigaglia

Leonardo Sinigaglia

Nato a Genova il 24 maggio 1999, si è laureato in Storia all'università della stessa città nel 2022. Militante politico, ha partecipato e collaborato a numerose iniziative sia a livello cittadino che nazionale.

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