"Non significa che ce ne andiamo". Confermato il bluff del "ritiro Usa in Afghanistan"

"Non significa che ce ne andiamo". Confermato il bluff del "ritiro Usa in Afghanistan"

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

Il segretario di Stato americano Antony Blinken raffredda gli entusiasmi degli illusi, ribadendo che ci sarà ancora una presenza statunitense in Afghanistan dopo il completamento del ritiro delle forze di Washington.

"Siamo impegnati in Afghanistan da 20 anni ed a volte dimentichiamo il motivo per cui siamo andati lì in primo luogo, ed era per occuparci delle persone che ci hanno attaccato l'11 settembre. E lo abbiamo fatto. Tornare a casa non significa che ce ne andremo", ha ribadito Blinken, ieri, durante la trasmissione Tv della CBS News" 60 Minutes ". Che smemorato Blinken, spiegando i motivi di una presenza illegale e criminale in Afhanistan, ha dimenticato che il commando dell'11 settembre era composto in maggioranza da sauditi.

Blinken ha sottolineato che l'ambasciata americana rimarrà in Afghanistan e gli Stati Uniti continueranno a fornire sostegno economico, umanitario e per lo sviluppo nel paese.

Alla domanda se i talebani potrebbero finire per prendere il sopravvento in Afghanistan, Blinken ha dichiarato che "Dobbiamo essere preparati per ogni scenario e ce ne sono diversi ". Inomma, ci sarà sempre il pretesto per la loro presenza.

La scorsa settimana, la vice segretaria stampa principale della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre, ha confermato che gli Stati Uniti hanno iniziato a ritirare le forze dall'Afghanistan. Jean-Pierre ha detto ai giornalisti che la task force Ranger dell'esercito americano sarebbe stata inviata in Afghanistan durante il ritiro delle truppe statunitensi in corso.

Il mese scorso, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha annunciato l'intenzione di ritirare completamente le truppe statunitensi dall'Afghanistan entro l'11 settembre, il 20° anniversario degli attacchi dell'11 settembre, nonostante l'accordo di pace tra Stati Uniti e talebani del 2020 abbia fissato il 1 maggio 2021 come termine ultimo per il ritiro. I talebani hanno accusato gli Stati Uniti di violare l'accordo di Doha per il mancato rispetto della scadenza e hanno minacciato di abbandonare i colloqui di pace inter-afghani fino a quando tutte le truppe straniere si ritireranno dall'Afghanistan. Il movimento ha anche emesso un avvertimento che la clausola di non aggressione contro le forze statunitensi diventerà nulla a partire dal 1 maggio.

Gli Stati Uniti e il movimento talebano hanno firmato un accordo di pace a Doha, in Qatar, il 29 febbraio 2020, stabilendo un graduale ritiro delle truppe statunitensi, nonché l'inizio dei negoziati intra-afgani e degli scambi di prigionieri.

Il rappresentante speciale degli Stati Uniti per l'Afghanistan Zalmay Khalilzad ha annunicato la scorsa settimana che dopo il ritiro delle forze americane c'è la possibilità che i caschi blu delle Nazioni Unite vengano schierati in Afghanistan.

80 ANNI FA L’INFAMIA DELL’ITALIA VERSO LA JUGOSLAVIA di Giorgio Cremaschi 80 ANNI FA L’INFAMIA DELL’ITALIA VERSO LA JUGOSLAVIA

80 ANNI FA L’INFAMIA DELL’ITALIA VERSO LA JUGOSLAVIA

Nel paese più vaccinato al mondo i casi Covid si impennano di Francesco Santoianni Nel paese più vaccinato al mondo i casi Covid si impennano

Nel paese più vaccinato al mondo i casi Covid si impennano

Rai, ma quale "lottizzazione" si chiama democrazia di Thomas Fazi Rai, ma quale "lottizzazione" si chiama democrazia

Rai, ma quale "lottizzazione" si chiama democrazia

Il vero "dividendo dell'euro" di Gilberto Trombetta Il vero "dividendo dell'euro"

Il vero "dividendo dell'euro"

Lavoratori manganellati: gli anni '90 finiscono oggi di Pasquale Cicalese Lavoratori manganellati: gli anni '90 finiscono oggi

Lavoratori manganellati: gli anni '90 finiscono oggi

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti