Regno Unito: La May tramonta a maggio

Regno Unito: La May tramonta a maggio

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!



Piccole Note
 

Le dimissioni di Theresa May dominano le prime pagine mondiali. Mossa ovvia, che avevamo anticipato, ma che cade in un momento particolare, ovvero dopo lo svolgimento del voto britannico, dato che qui le elezioni europee si sono tenute giovedì, in anticipo rispetto  altri Paesi (che voteranno domenica).


I risultati della consultazione britannica non sono ancora noti, dato che saranno resi pubblici con gli altri per evitare indebite influenze, ma si possono intuire da un cenno del Guardian: “I sondaggi suggeriscono che i Tories si stanno dirigendo verso il peggior risultato elettorale della loro storia e potrebbero addirittura essere ridotti a una percentuale a una sola cifra”.


È alquanto ovvio che tali risultati, ignoti ai più, siano però noti ai pochi, tra cui la May, che, avendo preso atto dell’ancor segreta débacle, ha imboccato l’uscita di sicurezza per evitare il pubblico ludibrio.


Onore delle armi per una figura politica che ha dato prova di una tempra più che battagliera, resistendo a rovesci che avrebbero travolto i più.


Caratteristica che però, miscelandosi a una invero scarsa lucidità e a una estrema rigidità, ha prodotto il disastro che è sotto gli occhi di tutti: anni di trattative con la Ue andati in fumo, con grave nocumento alla possibilità di una Brexit concordata.


I suoi tanti avversari, soprattutto interni, brindano. Ma il futuro resta incerto, dato che le sue dimissioni saranno effettive dal 7 giugno e non è ancora chiaro se sarà designato un successore senza passare per le urne o se si andrà a elezioni, come da richieste dei laburisti (più difficile).


Il cammino della Brexit, si allunga, dato che per iniziare eventuali nuove trattative occorrerà che si dipani il processo politico di cui sopra. Perché si dia un negoziato, infatti, serve un nuovo governo e un nuovo premier.


Trattative che dovranno ricominciare più o meno da zero, dato che nessun successore della May si arrischierebbe e portare all’approvazione del Parlamento inglese un accordo con l’Unione europea che riprenda quelli concordati dalla May, tutti sonoramente bocciati.


Sempre che il nuovo premier non imbocchi decisamente la via della hard Brexit, che da tempo si defila all’orizzonte ed è sempre più probabile.


Ma anche per questo sviluppo ci vuole tempo, ed è probabile che, prima di abbandonare l’Unione, il futuro leader faccia almeno un tentativo di accordo.


La rottura netta senza una qualche pantomima formale sarebbe alquanto disdicevole dal punto di vista dell’immagine internazionale. Poco british.


Intanto, la profezia di Nigel Farage – il brexiteer duro e puro che col suo nuovo partito anti-Ue presumibilmente ha fatto il pieno di voti – sui tories: due leader Tory pro-UE sono caduti. Adesso “o il partito impara la lezione o muore”.


May in inglese significa maggio, mese nel quale conclude la sua burrascosa quanto inutile carriera. Non lascia rimpianti. Dispiace per la donna, che ha avuto la sfortuna di prendere il governo del veliero inglese nel cuore di una tempesta perfetta.

Potrebbe anche interessarti

Quando Mario Monti parla di "sacrifici".... di Fabrizio Verde Quando Mario Monti parla di "sacrifici"....

Quando Mario Monti parla di "sacrifici"....

"11 BERSAGLI" di Giovanna Nigi di Giovanna Nigi "11 BERSAGLI" di Giovanna Nigi

"11 BERSAGLI" di Giovanna Nigi

Armi ad Israele: a che gioco sta giocando Washington? di Giacomo Gabellini Armi ad Israele: a che gioco sta giocando Washington?

Armi ad Israele: a che gioco sta giocando Washington?

"Il Giornale": il cane da guardia "di destra" dell'atlantismo di Marinella Mondaini "Il Giornale": il cane da guardia "di destra" dell'atlantismo

"Il Giornale": il cane da guardia "di destra" dell'atlantismo

L'austerità di Bruxelles e la repressione come spettri di Savino Balzano L'austerità di Bruxelles e la repressione come spettri

L'austerità di Bruxelles e la repressione come spettri

Ucraina. Il vero motivo di rottura tra Italia e Francia di Alberto Fazolo Ucraina. Il vero motivo di rottura tra Italia e Francia

Ucraina. Il vero motivo di rottura tra Italia e Francia

La dittatura del pensiero liberal di Giuseppe Giannini La dittatura del pensiero liberal

La dittatura del pensiero liberal

Toti e quei reati "a fin di bene" di Antonio Di Siena Toti e quei reati "a fin di bene"

Toti e quei reati "a fin di bene"

Il Piano Mattei (o di quelli che lo hanno ucciso?) di Gilberto Trombetta Il Piano Mattei (o di quelli che lo hanno ucciso?)

Il Piano Mattei (o di quelli che lo hanno ucciso?)

Gli ultimi dati del commercio estero cinese di Pasquale Cicalese Gli ultimi dati del commercio estero cinese

Gli ultimi dati del commercio estero cinese

Il Premio Pullitzer e il mondo al contrario di Andrea Puccio Il Premio Pullitzer e il mondo al contrario

Il Premio Pullitzer e il mondo al contrario

La foglia di Fico di  Leo Essen La foglia di Fico

La foglia di Fico

Lenin fuori dalla retorica di Paolo Pioppi Lenin fuori dalla retorica

Lenin fuori dalla retorica

La Siberia al centro di nuovi equilibri geopolitici? di Paolo Arigotti La Siberia al centro di nuovi equilibri geopolitici?

La Siberia al centro di nuovi equilibri geopolitici?

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti