Tutti i lavoratori sono minacciati dalle decisioni di Draghi e UE su Alitalia

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Tutti i lavoratori sono minacciati dalle decisioni di Draghi e UE su Alitalia

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Si può fare peggio di Marchionne quando undici anni fa ricattò con la minaccia di licenziamento i lavoratori di Pomigliano e Mirafiori, imponendo loro la rinuncia al contratto nazionale? Si può fare peggio del Jobsact di Renzi che, ispirato proprio dalla Fiat, tolse a tutti i lavoratori la tutela contro i licenziamenti ed estese ancora la precarietà?

Sì lo si sta facendo in Alitalia, primi colpevoli Draghi e Franco e i loro predecessori Conte e Gualtieri, dietro loro la Confindustria e dietro tutti la UE.

La chiusura di Alitalia, e le migliaia di licenziamenti, non sono solo la distruzione della compagnia in favore di AirFrance e Lufthansa, come da tempo deciso nella UE con l’accordo prima di Prodi e poi di tutti i governi italiani.

Non sono solo il fallimento della privatizzazione di Berlusconi e di tutti i padroni italiani, nonché dei prenditori esteri che si sono succeduti nel distruggerla.

Oggi all’Alitalia non solo si vuole imporre un piano industriale indecente e destinato a a fallire, per l’idiota proposito di fare una piccola Ryanair senza voli e senza futuro.

Ma la assoluta non credibilità del progetto ITA , non vuol dire che da esso non vengano risultati per tutti i padroni italiani; e non a caso lo stato, formalme padrone, si è affidato ad un manager di Marchionne.

Con la distruzione di Alitalia si afferma una nuova devastazione dei diritti dei lavoratori, andando oltre lo stesso patto capestro imposto nel 2010 In Fiat.

A Pomigliano infatti fu creata una nuova società, la newco, che aveva il compito di assumere, a condizioni peggiori, i dipendenti della vecchia azienda. Però la newco era obbligata ad assumere SOLO lavoratori della Fiat Pomigliano.

Invece la newco ITA non solo fa tutto quello che aveva fatto Marchionne, non solo pretende di abolire il contratto nazionale, ma con in il suo manager va oltre, perché può assumere i suoi pochi dipendenti anche FUORI da quelli Alitalia. Lo Stato che si comporta come i peggiori padroni in attesa di far fare affari ai padroni peggiori. Una finta nazionalizzazione e un precedente pericolosissimo per tutto il mondo del lavoro, per le crisi aziendali, gli appalti, le esternalizzazioni. Un precedente che cancella il principio di legge per cui se uno compra un’azienda, ne assume anche i lavoratori. È chiaro che questa è una minaccia per tutti i lavoratori delle fabbriche chiuse, e per tutti coloro che saranno soggetti a ristrutturazioni aziendali.

Per superare questo sacrosanto principio occorrevano atti formali di governo e questi li hanno fatti i ministri del governo Draghi e anche il ministro di Conte, Gualtieri. Sì proprio il candidato sindaco a Roma per quel centrosinistra di cui tanti esponenti oggi solidarizzano con i licenziati Alitalia. Licenziati dal loro candidato. Sacrosanta la marea di fischi che ha ricevuto. E a loro volta i partiti di destra, che considerano fannullone chi cerca di non lavorare per tre euro all’ora e che hanno condiviso tutto di Alitalia, ora portano infame carità ai lavoratori, offrendo loro di pagarli con i soldi del reddito di cittadinanza tolti ai poveri.

Tutti i partiti che hanno governato sono colpevoli e la loro falsa solidarietà ai lavoratori Alitalia è un danno e una beffa.

Tutti i lavoratori italiani sono colpiti da ciò che il governo Draghi e la UE vogliono fare all‘ Alitalia. Tutti i lavoratori italiani debbono sostenere i lavoratori Alitalia non solo per solidarietà, ma per diretto interesse.

PS:Grazie signor Gualtieri ma noi di #PoterealPopolo non siamo ancora così tanti.

Ci accusa per i fischi presi nella manifestazione dei lavoratori Alitalia, ma con noi c’era tutta la piazza che non dimentica che lei è corresponsabile dei licenziamenti come ex ministro e politico.

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