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Venezuela, Maduro ha giurato: "Abbiamo rispettato la democrazia, la Costituzione e il nostro popolo"

 


 

Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha prestato giuramento quest’oggi presso la Corte Suprema di Giustizia (TSJ) per il periodo costituzionale 2019-2025.

 

"Ho rispettato la Costituzione. Oggi assumo la presidenza della Repubblica per il secondo mandato per ordine del popolo”, ha dichiarato il presidente operaio dopo aver prestato giuramento.

 

Il Presidente ha ricordato nel suo discorso la campagna mediatica tessuta a reti unificate contro il Venezuela e ricordato che "sono almeno vent’anni che siamo sottoposti a una campagna di manipolazione".

 

“In Venezuela dobbiamo difenderci da manipolazione, menzogne mediatiche, politiche, imboscate (...) Il Venezuela è un paese profondamente democratico, potremmo dire che la democrazia è stata ristabilita nel paese 20 anni fa con la Costituzione e la Costituente" , ha sottolineato.

 

In Venezuela c’è una solida democrazia

 

Ha inoltre rimarcato che nel paese v'è una democrazia solida, profonda, popolare e rivoluzionaria della classe operaia, dei poveri, dei lavoratori, del popolo, "non una democrazia per le élite e i potenti”.

 

"Il Venezuela non è solo una democrazia solida in ambito elettorale, è una democrazia in fase di costruzione con una visione socialista, comunale e rivoluzionaria (...) ha un popolo che partecipa costantemente ai processi sociali, economici e politici della comunità", ha aggiunto.

 

Difesa della libertà e dell'indipendenza

 

Nicolas Maduro ha ribadito l’appello della Rivoluzione Bolivariana per i popoli del mondo a riprendere le bandiere in difesa della libertà e indipendenza contro le pretese dei poteri egemonici di imporre un'ideologia imperialista.

 

"Il mondo è più grande dell'impero degli Stati Uniti e dei suoi governi satelliti, c'è un mondo al di là, qui siamo presenti. Non è più un mondo unipolare”. 

 

Poi ha sottolineato l'importanza di un ulteriore rafforzamento dei blocchi di integrazione come l'Unione delle Nazioni Sudamericane (UNASUR), la Comunità degli Stati dell'America Latina e dei Caraibi (CELAC), l'Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America (ALBA) e Petrocaribe che "sono seriamente minacciati perché vogliono imporre nuovamente l'ideologia interventista, intollerante e imperialista, che ha caratterizzato il XX secolo in America Latina e nei Caraibi".

 

Un chiaro messaggio è stato inviato al presidente colombiano Ivan Duque, sempre in prima fila nell’attaccare il Venezuela: "Mi piacerebbe vedere Ivan Duque, faccia a faccia, e parlare del Venezuela e così potrei parlare della Colombia e delle dozzine di uomini e donne uccisi ogni giorno, leader sociali e leader per i diritti umani", ha spiegato il presidente.

 

Inoltre, ha aggiunto che Caracas potrebbe anche parlare con Bogotà “dell'efficacia della lotta contro la produzione di cocaina e coca" e insegnare alla Colombia come il Venezuela, liberato dalla Drug Control Administration (DEA secondo il suo acronimo in inglese), ha potuto dichiarare il proprio territorio nazionale libero da queste colture.

 

Il presidente entra in carica per un nuovo periodo nel quale si è impegnato a "promuovere i cambiamenti necessari in Venezuela, per difendere il diritto alla pace e il rispetto della Costituzione”.

 

Nicolás Maduro è stato eletto presidente il 14 aprile 2013 dopo la morte del presidente Hugo Chávez. Il 20 maggio dello scorso anno è stato rieletto con il 67,7% dei voti.

 

Normalmente, il giuramento si svolge nell'Assemblea nazionale (AN), tuttavia, dal momento che si trova in oltraggio giudiziario dal 2016, tutti i suoi atti sono nulli.

 

Almeno 112 paesi hanno riconosciuto l'investitura del presidente venezuelano per il nuovo mandato presidenziale.

 

Fonte: teleSUR
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