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"Tornerò a Mosca con la bandiera della NATO". La resurrezione di Babcenko, tra commedia e realtà

 

"Con la partecipazione alla clownesca messinscena, Babcenko ha screditato la memoria di tutti i colleghi morti e di quelli che verseranno ancora sangue. E' stato spregevole. Credo si renda conto di esser diventato un figurante del gioco chiamato . Ha collaborato scientemente coi servizi esclusivamente per lo spettacolo. Arrivederci”.

 

 

“Tornerò senz'altro a Mosca. Là ho ancora un affaruccio da sistemare. Lo farò a bordo del primo “Abrams” che passerà per la Tverskaja; sarò sulla torretta, con la bandiera della NATO. E i russi riconoscenti, dimenticando la Crimea, lanceranno fiori ai liberatori e, abbassando gli occhi, imploreranno carne in scatola umanitaria...”. Questa, una delle prime esternazioni di Arkadij Babcenko, ieri sera, dopo la resurrezione dal sepolcro in cui, secondo le parole del Ministro degli esteri ucraino Pavel Klimkin, pronunciate ieri mattina al Consiglio di sicurezza ONU, lo aveva sepolto la Russia, paese malvagio cui "la comunità internazionale unita” era chiamata a “dare una risposta".
 

A metà strada tra l'omelia mattutina del Ministro (?) e la profezia notturna del redivivo, la rivelazione pomeridiana del capo dei Servizi di sicurezza ucraini (SBU), Vasilij Gritsak, che aveva detto essersi trattato di un'operazione messa in piedi per scongiurare l'omicidio autentico  preparato dai servizi segreti... russi. Così, nel corso delle ore in cui Bab?enko risultava ancora “morto”, pianti a dirotto e spergiuri da parte della polizia ucraina – e, a ruota, delle reti propagandistiche di mezzo mondo - sul fatto che la colpa fosse di Mosca. Naturalmente, con l'obiettivo di “destabilizzare la situazione ucraina”, come giurato da Petro Porošenko. Diffuso addirittura l'identikit del “sicario” e, dopo pochi attimi, il video della sua “cattura” in diretta.


Non si è fatta attendere la reazione dei social, nella stessa Ucraina. Il minimo che è stato detto è che si sia trattato di uno “spettacolo trash”. Oppure: "Questo è al di là del bene e del male. Sono in assoluto shock. E' molto crudele. Sono felice che Arkadij sia vivo". Il politologo Oleg Vološin: "L'ambasciata USA, il Consiglio d'Europa, l'OSCE – anche a loro il nostro governo e i suoi leali blogger-porokhoboty (nel nuovo slang giornalistico ucraino, sono definite “porokhoboty” quelle persone abbastanza istruite, prive di talento, ma ricche di un'abilità che vendono al potere per formare l'opinione pubblica sui social. ndr) racconteranno di Watson e Holmes?! È semplicemente il circo dell'anno. Mi immagino le espressioni dei diplomatici occidentali: "State scherzando?!".
 

Il giurista Andrej Portnov: “Particolarmente straordinario è stato il fatto per cui, al Presidente tedesco Steinmeier, che esprimeva preoccupazione per l'omicidio, Porošenko, che ha trascorso mezza giornata con lui, si sia dimenticato di dire che si trattasse di una messinscena del SBU”. L'osservatore politico Ruslan Bortnik: “Grazie a dio Babcenko è vivo, ma di fatto un attacco terroristico eccome se si è verificato: contro l'opinione pubblica, contro l'opposizione, contro la fiducia verso il potere”. Il giornalista Jurij Dudkin: “In 27 anni, nessun candidato aveva mai dato avvio in questo modo alla campagna presidenziale”.


Poi, l'ironia: “Ancora 5 minuti, ho pensato, e ci mostrano anche Kurt Cobain!”. Qualcuno ha chiesto al SBU se anche Viktor Tsoj fosse vivo. Il blogger Ivan Maruni? ha pubblicato la foto di John Kennedy con la didascalia . C'è chi domanda a Babcenko, prestatosi a tale sceneggiata del SBU, se non teme di finire come nella barzelletta dell'uomo portato al cimitero per essere seppellito e che, all'improvviso, si mette a sedere nella bara “Ops: sono vivo, urla.

Quello che non successe dopo: tutti felici, esplodono petardi, si lanciano palloncini colorati, la moglie piange di gioia... Per farla breve: a fatica riuscirono a seppellirlo!”.
 

E la rabbia. La giornalista Elena Solodovnikova: "Con la partecipazione alla clownesca messinscena, Babcenko ha screditato la memoria di tutti i colleghi morti e di quelli che verseranno ancora sangue. E' stato spregevole. Credo si renda conto di esser diventato un figurante del gioco chiamato . Ha collaborato scientemente coi servizi esclusivamente per lo spettacolo. Arrivederci”.


E poi il diretto interessato, che, nelle prime righe su Facebook dopo il miracolo: ”Che vadano a quel paese. Non l'avranno vinta. Non ho forse promesso di morire a novantasei anni, ballare sulla tomba di Putin e farmi un selfie a bordo di un "Abrams" sulla Tverskaja? Farò di tutto per riuscirci. A quanto pare, il destino è quello di resuscitare ogni quattro anni. Oh dio, come mi sono stufato di morire. Buongiorno”.


Più sul serio, Russkaja Vesna ricorda come Babcenko lavorasse ora per il canale dei tatari di Crimea filoucraini “ATR”, diretto da quel Ajder Muzdabaev, foraggiato dal SBU e a suo tempo già sponsor mediatico del gruppo Hizb ut-Tahrir al-Islami. Russkaja Vesna si chiede se, con questa commedia, si sia davvero già dato avvio alla campagna presidenziale, con il SBU per ora controllato da Porosenko, ma con Kiev di fatto in mano alla Guardia nazionale e ai nazisti di Biletski, controllati dal Ministro degli interni Arsen Avakov e, a quanto pare, con l'ex rivale di Porošenko, l'altro oligarca Igor Kolomojskij, disposto a sponsorizzare nella corsa presidenziale l'ex martire del gas Julija Timošenko, a sua volta in trattative con Avakov. Non è dunque escluso che tutta la messinscena sia stata architettata da Kolomojskij, che ha ancora diverse questioni d'affari in sospeso con Porošenko, per screditare il SBU e, di conseguenza, il presidente.
 

Ma c'è anche la possibilità che questo sia solo il primo atto dell'intera commedia e che Babcenko sia destinato a esser sacrificato per davvero. Un'altra ipotesi è che tutti i liberali russi passati in Ucraina, a partire da Marija Gajdar, Evgenij Kiselëv, Mota Ganapolskij, Ilja Ponomarëv, si preparano a ricongiungersi ai parenti nell'altro mondo e il SBU dirà: "Arkadij siamo riusciti a proteggerlo, ma per Masha, Iljusha, Mota, Ženja non abbiamo potuto far nulla. E' così triste. Il sanguinario regime di Mosca è riuscito a raggiungere queste persone coraggiose e oneste, anche nel nostro paese". In generale, conclude Russkaja Vesna, Bab?enko è la personificazione dell'Ucraina. Nonostante sia vivo fisicamente, mediaticamente e moralmente è morto da molto tempo. Così come l'Ucraina.
 

Secondo il canale-telegram Nezygar, il SBU sta preparando una azione giudiziaria su larga scala contro la Russia e, contemporaneamente, cerca di epurare quei veterani della cosiddetta ATO (l'aggressione al Donbass) scomodi per il regime di Kiev. Le cause contro Nadežda Sav?enko e Kirill Višinskij (il caporedattore di RIA Novosti Ucraina arrestato pochi giorni fa), le conclusioni delle “indagini” sull'abbattimento del Boeing malese, tutto lascia prevedere un'azione su larga scala di fronte al Tribunale de L'Aja.  Il “caso” Bab?enko non è che un tassello.

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