Ambasciatore russo Paramonov: "La Russia lavora ad un sistema di sicurezza euroasiatica aperto a tutti i paesi interessati"

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In una ricca intervista rilasciata a Franco Battaglia per il sito nicolaporro.it, l'ambasciatore della Federazione russa in Italia Alexey Paramonov ha commentato il vertice svoltosi in Svizzera.  "Il cosiddetto “Vertice di Pace” non ha proprio niente a che vedere con la pace. Esso ha messo in evidenza per l’ennesima volta che il regime di Kiev e i suoi curatori non hanno intenzione di intraprendere una risoluzione pacifica del conflitto. E anche il loro tentativo di ampliare il fronte del consenso antirusso è stato un fallimento. E d’altronde, non sarebbe potuto essere altrimenti: la maggior parte dei Paesi del mondo non si è lasciata trascinare dai promotori del Vertice, riconoscendo quanto insignificante e priva di sbocchi reali sia la “formula di Zelensky”, pure nella sua forma ridotta. La dichiarazione finale del vertice ha ricevuto l’approvazione di soli 77 Paesi".

Dopo aver ricordato i punti chiavi della Proposta di pace di Putin - «il ritiro delle formazioni militari ucraine dalle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk e dalle regioni di Zaporozhye e Kherson, lo status di Paese neutrale, non allineato e denuclearizzato dell’Ucraina, demilitarizzazione e denazificazione del Paese, la piena garanzia del rispetto dei diritti, delle libertà e degli interessi dei cittadini russofoni residenti in Ucraina e il riconoscimento delle nuove realtà territoriali» - l'Ambasciatore ha sottolineato come la Russia, in un contesto che vede l’aggravarsi della situazione sul piano internazionale, «guarda al futuro e propone le sue soluzioni per le problematiche più urgenti, in primo luogo per quelle riguardanti l’ambito della sicurezza. Ed è proprio in questa chiave che occorre considerare l’iniziativa da poco avanzata dal Presidente della Federazione Russa riguardante la creazione di un’architettura di sicurezza continentale che operi per l’intero territorio euroasiatico».

Essa, ha proseguito Paramonov, è resa necessaria dal collasso del modello di sicurezza preesistente, e dall’enorme vuoto di sicurezza venutosi a creare nello spazio euro-atlantico come conseguenza delle condotte irresponsabili messe in atto dall’Occidente. "La Russia ha proposto di fare di tale architettura per la sicurezza in Eurasia un sistema aperto a tutti i Paesi eurasiatici interessati, che non sia inteso come elemento di minaccia per gli interessi di nessun Paese. Tale modello si basa sul principio «soluzioni regionali per problematiche regionali» applicato alla regione eurasiatica e riflette l’attuale tendenza oggettiva legata al processo di regionalizzazione delle relazioni internazionali; tendenza che, di per sé, costituisce una sorta di assicurazione contro i tumulti geopolitici indotti dalla crisi del processo di globalizzazione per come è stato concepito dall’Occidente. Lo scopo di tale iniziativa, in primo luogo, è quello di dare vita a uno spazio euroasiatico che sia libero da conflitti e aperto alla cooperazione, ma anche quello di liberare i processi in corso in Eurasia dall’impatto destabilizzante che gli attori esterni alla regione hanno su di essi».

 

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