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Audio trapelato. Ambasciatore colombiano negli Usa: "Il golpe militare in Venezuela non è la soluzione perché l'esercito è con Maduro".

 


Non c'era da stupirsi che le intercettazioni fuoriuscite ieri tra l'Ambasciatore colombiano a Washington, Francisco Santos, e il suo ministro degli esteri Claudia Baum non sia stato considerato una notizia degna di nota nell'"informazione" in Italia. Le intercettazioni confermano che per mesi tutto il mainstream italiano, seguendo il diktat golpista nord-americano, vi ha raccontato una serie di fake news contro il Venezuela, spalleggiando appunto le mira bellicche e golpiste degli Stati Uniti. 


Nelle intercettazioni, l'Ambasciatore Francisco Santos dichiara onestamente: "Non so più che cosa inventarmi perché Washington mantenga in testa il tema del Venezuela". Dopo l'uscita di questo audio, apparentemente registrato la scorsa settimana in una caffetteria a Washington DC, il presidente colombiano Iván Duque è stato costretto a richiamare Santos a Bogotá. Ma per la stampa italiana, incredibilmente, non è una notizia.



Dal decimo minuto di questo dialogo di quasi mezz'ora totale, Santos inizia a parlare del "problema" Venezuela, definendolo il "secondo argomento" più importante nell'agenda nazionale. Sia l'ambasciatore che Blum si rammaricano che "la cosa di Guaidó si sia fermata". "Qui c'erano diversi capi che gestivano il Venezuela in modo diverso", ha detto l'ambasciatore colombiano negli Stati Uniti. "Riguardo al TIAR [Trattato interamericano di assistenza reciproca], il Dipartimento di Stato lo voleva, la Casa Bianca no. Non so quando la politica alla Casa Bianca è cambiata. Ma non sono ancora d'accordo qui", ha detto.


Inoltre, Santos ha affermato che "Trump non entrerà in Venezuela". Significative le parole su Nicolás Maduro, "Se non va via, la Colombia non avrebbe futuro. Se quest'uomo non se ne andrà, renderà impossibile le nostre vite", ha avvertito.



L'ambasciatore ha anche definito vergognoso i "120 milioni di dollari di aiuti dai paesi più ricchi del mondo". "L'Europa non sa che c'è una crisi in Venezuela", ha detto e aggiunto che "è per questo che è tempo di parlare con gli ambasciatori e invitare i parlamentari europei". "È molto importante costruire una cosa strategica con il Venezuela dal nostro lavoro, con le ambasciate che il governo (sic) di Guaidó sta già guidando, lì che ha persone che conosco, lavoro molto a braccetto e ti aiuto in tutto quello che hai bisogno", ha sottolineato.


Il nuovo cancelliere ha anche preso in considerazione alcuni modi per impegnarsi nella politica interna del Venezuela. "Pachito (come Francisco Santos è conosciuto in Colombia o 'Pacho'), aiutami a pensare. La soluzione non è un colpo di stato militare, perché l'esercito non lo porterà fuori [a Maduro]", ha riflettuto Blum.


L'ambasciatore ha poi criticato inoltre diversi funzionari dell'amministrazione Duque, come il ministro degli Esteri uscente e il nuovo ministro della Difesa, Carlos Holmes Trujillo, che "non ha fatto nulla", e l'ex ministro della Difesa Guillermo Botero, che "non ha funzionato, non ha parlato. " Le critiche hanno anche raggiunto il gruppo di Lima, che il cancelliere definisce un "chicharron" (caso problematico) molto "indebolito", mentre Santos afferma che "deve essere rafforzato, ma non vedo cosa fare".  

 
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