‘Cambiamento climatico’. In neolingua le scelte lessicali non avvengono mai per caso

‘Cambiamento climatico’. In neolingua le scelte lessicali non avvengono mai per caso

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di Antonio Di Siena
 

Vi fanno combattere contro il ‘cambiamento climatico’ perché inquinamento è troppo diretto, ha nomi e cognomi.

Perché l’inquinamento è colpa di uno specifico modello di sviluppo, il cambiamento climatico invece è colpa di tutti.


Vi terrorizzano col cambiamento climatico così che ognuno di voi contribuisca coi propri pochi soldi a finanziare l’industria privata delle energie rinnovabili, del fotovoltaico, delle auto elettriche, dei bus a metano, delle tasse sulla benzina, sul gasolio agricolo, sull’acqua potabile.


Mentre la grande industria continua a pagare tasse ridicole sugli inquinanti e viene premiata con l’immunità penale come i vertici di Arcelor-Mittal.


Vi bombardano ogni giorno con gli allarmi sullo stato dell’Artico, mentre sotto casa vostra le falde acquifere sono piene di arsenico e piombo, i terreni vengono trasformati in discariche abusive dalle ecomafie, fiumi e ruscelli vengono prosciugati dall’industria dell’acqua minerale, migliaia di ettari di terreno fertile e rigoglioso vengono stuprati dai parchi fotovoltaici.


Vi trasformano in erbivori facendovi credere che il veganismo serva ad aiutare il pianeta, mentre vi obbligano a nutrirvi di verdure provenienti da monocolture intensive e super produttive che distruggono la biodiversità e la fertilità del pianeta. E i cui brevetti su semi, erbicidi e pesticidi, fruttano miliardi di dollari alle multinazionali.


Vi fanno preoccupare degli orsi polari, mentre le rotte migratorie millenarie di molte specie protette di volatili sono state distrutte dal proliferare incontrollato delle pale eoliche.


Vi fanno credere che il cambiamento climatico sta rubando il vostro futuro. Mentre le vostre scuole crollano, licenziano i vostri genitori, precarizzano i vostri fratelli maggiori. Privatizzano ospedali e università e smantellano lo Stato.


Plasmando un mondo in cui per voi non ci sarà posto comunque, a prescindere da che tempo farà. Dove non potrete comprarvi una casa perché non avrete un lavoro. Un mondo in cui non potrete fare neanche la cosa più naturale di tutte: fare dei figli. Perché non avrete soldi a sufficienza per crescerli dignitosamente.


Vi fanno pensare di essere dalla vostra parte perché invitano una ragazzina a parlare alle Nazioni Unite. Mentre lasciano marcire in galera Julian Assange, uno che li ha fatti tremare per davvero.


E infine vi fanno mobilitare e scendere in piazza contro un obiettivo specifico, unicamente per confondervi. Nascondendo sotto il vostro naso chi e cosa andrebbe combattuto davvero.


Un meccanismo diabolico e perfetto in cui un capro espiatorio funge da valvola di sfogo alla frustrazione di un’intera generazione, la cui naturale indole ribelle viene facilmente controllata e canalizzata.


L’hanno chiamato Global Climate Strike.

Ma anche “2 minuti d’odio” andava benissimo.

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