Capitalismo vaccinale e dissenso sociale: l'iniziativa "Cultura Sospesa"

Capitalismo vaccinale e dissenso sociale: l'iniziativa "Cultura Sospesa"

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di Martina Marino*

 

Si chiama “Cultura Sospesa” ed è un’iniziativa di dissenso sociale promossa da un “connettivo” di docenti sospesi, studenti e artisti, vuole ricordare il concetto del caffè sospeso napoletano attraverso la convivialità di una colazione e di un pranzo sociale aperto, ma anche l’aspetto critico insito nella cultura anch’esso sospeso, allo stato attuale. 

A Roma davanti l’università a La Sapienza, a mercoledì alterni in orario scolastico, viene allestito questo presidio culturale con l’obiettivo di ricominciare a riappropriarsi degli spazi che sono stati negati, partendo proprio dai luoghi simbolo come l’università romana. Il programma della mattinata è un concentrato di interventi, letture, momenti di dibattito, spettacoli e spaccati musicali. In parallelo a questi appuntamenti si stanno organizzando forme di mutuo-aiuto e casse di resistenza per sostenere i docenti in difficoltà.

Si riporta a seguire un intervento dello scorso appuntamento di mercoledì 9 febbraio (https://fb.watch/basWnJWo1h/) e vi diamo appuntamento per il prossimo mercoledì 23 febbraio dalle ore 9 in piazzale Aldo Moro a Roma.

 

CAPITALISMO VACCINALE

Quando il capitalismo e le politiche vaccinali sono diventati un’equazione

 

Non leggerete più la parola capitalismo o capitale in questo articolo, vi accorgerete alla fine probabilmente che ne avete visto una diretta applicazione.

Era il 1991, in Italia Francesco De Lorenzo occupava il dicastero della Salute, le vaccinazioni in regime di obbligo erano 3, anti-tetanica, anti-difterica e anti-polio. Poi arrivarono 600.000.000 milioni di lire da parte della GSK (GlaxoSmith&Kline) e il ministro convenne nella necessità di introdurre l’obbligatorietà anche per l’anti-epatite B (*1). Del resto tutti i neonati (epoca delle prime vaccinazioni) hanno un’alta probabilità di contrarre l’epatite B tramite i rapporti sessuali promiscui e le molteplici possibilità di venire a contatto con sangue infetto, uniche modalità di trasmissione del virus. Si inizia a instaurare un principio vaccinale generalizzato e senza alcuna personalizzazione sul paziente. Non si intende demonizzare il vaccino contro l’epatite B che potrebbe essere essenziale in quei casi, rari, in cui i bambini hanno dei componenti, nel nucleo familiare ristretto, portatori di epatite B, ma non per tutte le creature di 3 mesi indiscriminatamente!

Ma il danno va oltre la beffa e quella tangente che portò poi alla condanna definitiva di De Lorenzo e Poggiolini non era riservata alla mera obbligatorietà di quel vaccino bensì all’introduzione successiva del vaccino esavalente, in una vera e propria mossa di marketing con i soldi pubblici. Ricapitoliamo: 3 vaccini obbligatori, con De Lorenzo arriviamo a 4, ma come in un gioco di prestigio, dopo pochi anni i bambini italiani ne iniziano a ricevere 6.

Il prodotto industriale della GSK, engerix B, fu sostituito nel giro di qualche anno dall’infanrix hexa, per cui il SSN per assolvere all’obbligatorietà di stato iniziò a somministrare -e continua a somministrare- l’esavalente, un’iniezione è meglio di due: anti-polio, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-haemofilus B (quest’ultima veramente non si capisce cosa c’entra, è un ceppo influenzale che probabilmente nemmeno esiste più, ma comunque ce lo siamo beccati ugualmente).

E’ incomprensibile a chi non è addentro alle strategie industriali della commercializzazione e approvazione dei prodotti farmaceutici, il motivo della scelta proprio dell’epatite B per la vaccinazione obbligatoria dei neonati, quando per esempio quello della pertosse avrebbe ricevuto senz’altro meno critiche e più giustificazioni tecniche, il che lascia spazio ad ampie speculazione che non sarò io a scrivere.

Un’altra speculazione, anche se sembrerebbe sia stata, in un primo momento, denunciata dalla stessa Tina Anselmi e poi stranamente smentita, è che quello stesso tentativo di concussione le fu fatto quando era Ministro della Salute negli anni ’70 (*2). Dopo il suo rifiuto e strani “incidenti”, nonché svariati tentativi di corruzione ai membri della sua commissione tecnica, ella fu stranamente firmataria di un DDL proprio su questa materia (*3), il quale fu poi rispolverato solo dal De Lorenzo, a sostegno dell’obbligatorietà dell’anti-epatite B, che non aveva altrimenti alcun supporto ne scientifico ne politico. Rimanendo nelle speculazioni qualcuno interpretò la decisione della Anselmi  di ritirare decine di farmaci dal commercio definiti inutili se non pericolosi, come una risposta inequivocabile del ministero della Sanità italiana ai tentativi di infiltrazione capitalistica dell’industria del farmaco nella sanità pubblica. Era il 1979 e non si è mai più verificato da allora; mentre la Tina Anselmi fu casualmente rimossa dal suo lavoro integerrimo al ministero della salute italiano, con lei anche l’ultimo barlume di efficacia e coscienziosità nei trattamenti farmaceutici: infatti è grazie a lei e alla sua commissione che fu rimossa la vaccinazione antivaiolosa (unica vaccinazione ad essere stata mai rimossa dalle profilassi vaccinali) (*4).

Digressioni a parte, De Lorenzo e Poggiolini nel 2011 sono stati condannati in via definitiva al risarcimento di oltre 10 milioni di euro per il danno recato (*5), ma nessuno ha mai messo in discussione o revocato o stracciato i contratti con GSK e le sue dosi esavalenti. Tutto passò nel silenzio più assordante perché i vaccini, si sa, ci hanno consentito di arrivare fino ad oggi.

E’ assurdo come non ci sia mai stato nessuno negli anni addietro che abbia messo in discussione le profilassi vaccinali, come fossero dei dogmi religiosi incontestabili, chi lo fa va all’inferno per direttissima. Sbagliate se pensate all’evoluzione Darwiniana, ai vetusti concetti psico-biologici di adattamento, con i vaccini abbiamo superato tutto questo vecchio appalto teorico e siamo approdati alla vaccinazione evolutiva (o evoluzione vaccinale?) l’unico mezzo in grado di garantire, a questo punto, la sopravvivenza della nostra specie.

Nel frattempo l’approvazione della legge 210/1992 “Indennizzi per i danneggiati in modo irreversibile da vaccinazioni, trasfusioni e somministrazione di emoderivati infetti”, ha sostenuto quel processo, che si è perfezionato negli anni, di obiezione di coscienza che rendeva le persone che si ponevano in modo critico alla vaccinazione generalizzata svincolati dall’obbligatorietà, non senza gravi imputazioni e aule giudiziare. La legge 210/1992 viene promossa da Giorgio Tremante e da Nadia Gatti, il primo oggi deceduto, dopo la morte di 2 dei suoi 4 figli e il danneggiamento irreversibile del terzo, a causa della vaccinazione obbligatoria antipolio. La Nadia Gatti ha scritto la storia in materia di danni da vaccino, insieme a Tremante, che culminò con la fondazione del  CONDAV, Coordinamento nazionale dei danneggiati da vaccinazione, a cui fu intitolata addirittura un’aula del Senato (*6). L’obbligatorietà vaccinale in Italia divenne molto meno pressante al sopraggiungere dell’esavalente, la cui somministrazione si riusciva facilmente ad eludere grazie alla stessa giurisprudenza che rimaneva di fatto solamente sui 4 dei 6 componenti dell’esavalente per cui, in mancanza di prodotti industriali singoli, si riusciva facilmente a contestare, senza alcuna compressione dei diritti fondamentali. Per essere precisi all’epoca le istituzioni scolastiche facevano firmare alle famiglie dei minori non vaccinati uno sgravio di responsabilità, in modo che se i bambini non vaccinati contraevano una delle malattie vaccinabili, la famiglia non poteva rivalersi sulla scuola. L’obiezione di coscienza richiedeva comunque un complesso processo di studio e ricerca da parte della famiglia rispetto a dati e studi di carattere scientifico ed epidemiologico, politico ed economico, sicuramente non era un percorso di facile fruizione o ad appannaggio di fanatici ignoranti come negli anni sono stati dipinti i contestatori di queste politiche vaccinali. Al termine di un’attenta disamina scritta corredata da documentazione scientifica e quesiti posti ai presidi sanitari locali al fine di esercitare il pieno consenso informato, l’iter si bloccava, le asl non hanno mai risposto nel merito dei documenti e delle richieste che negli anni sono pervenute e l’obbligo si intendeva decaduto (*7).

 Nel frattempo nonostante l’ingente condanna De Lorenzo divenne il presidente della FAVO (famosa associazione di volontari oncologici destinataria di tantissimi fondi sia privati che statali) (*8).

Tutto questo è stato possibile fino al 2017, nel frattempo all’esavalente obbligatoria si sono aggiunte svariate nuove vaccinazioni, sulla carta facoltative, ma nella realtà se non sei preparatissimo sull’argomento, entri per fare “il” vaccino ai tuoi figli ed esci che gliene hanno fatti almeno due e la nuova prenotazione di altrettanti. Intenzionale e grave lesione del consenso informato, in quanto nessuno veniva informato che i vaccini obbligatori erano 4 e invece, a 3 mesi di vita, ne veniva iniettati 6 di default, con l’aggiunta del settimo antipneumococcico. E così negli anni abbiamo ricevuto, MPR (morbillo-parotite-rosolia) a cui è stata integrata la letalissima varicella, anti-rotavirus, anti-pneumococco, anti-papilloma virus (virus responsabile dei tumori al collo dell’utero) sconsideratamente fatto anche ai maschi, anti-meningiti A,B,C, W, Y (di questo passo riusciranno a inventare nuovi ceppi ) (*9).

Non mi dilungo sulle vaccinazioni e “correlati” poichè richiederebbero un articolo a parte, e non sono io la persona più indicata a farlo, però questa ve la racconto: Mainstream “Epidemia di menigite in Toscana”, tutti a correre a prenotarsi il vaccino a pagamento (*10), tra l’altro il bexsero ancora in monitoraggio addizionale e quindi nella terza fase di post-marketing (*11). Ancora: “Morto di meningite ma era vaccinato”, così si scoprì che non solo i vaccini contro le meningiti non coprono le forme “fulminanti” (*12), ma addirittura troviamo un avviso dell’ISS sul sito ufficiale epicentro che comunicava “l’epidemia di meningite è solo mediatica”, per l’Istituto Superiore di Sanità i dati non erano rilevanti (*13).

Era il tempo del fiorentino Matteo Renzi (ed io che sono complottista ricordo che in Toscana, oltre all’epidemie artefatte, ci sono gli stabilimenti vaccinali GSK e novartis, questi ultimi venduti  a GSK proprio in quel periodo) e di Beatrice Lorenzin al Ministero della Salute.

Velocissimi torniamo nel 2014, Washington, alla presenza di Obama, Renzi, Lorenzin, Ranieri Guerra allora presidente AIFA, l’Italia veniva nominata capofila delle strategie vaccinali nel mondo secondo l’agenda del Global Health Security Agency (GHSA) (*14). Che culo.

Tutto questo non deve intendersi separato dal GAVI, la fondazione dei Gates contestata fin dal suo esordio all’interno del G8 di Genova, ma anche questo richiederebbe una trattazione separata.

Quindi 2017, Lorenzin deposita il dl (DL, non DDL, ovvero decretazione di urgenza)in materia di vaccinazioni pediatriche obbligatorie e propone una strategia vaccinale siffatta: 12 vaccinazioni obbligatorie, multe fino a 7500e e perdita della patria potestà. Sboccia con forza il movimento per la libertà di scelta in Italia, che protesterà tutti i giorni a Roma fino all’approvazione definitiva della legge 119/2017. Composto per lo più da famiglie di minori danneggiati irreversibilmente o morti a causa delle vaccinazioni obbligatorie ma rapidamente implementato da famiglie e sanitari che trovavano troppo grande il conflitto di interesse tra l’industria del farmaco e la sanità pubblica, per cui non ritenevano opportuno vaccinare nelle modalità previste.

La legge Lorenzin viene presentata immediatamente dopo le “epidemie di meningiti” tutte toscane, anche con una fake news promossa dal mainstream italiano -e costata una smentita pubblica delle autorità britanniche- di una fantomatica epidemia di morbillo in Inghilterra che avrebbe contato, a dire della ministra, oltre 200 vittime tra i bambini (*15).

Infatti nella proposta iniziale dei 12 vaccini obbligatori avevamo: esavalente, anti-morbillo anti-parotite anti-rosolia e anti-varicella e le meningiti. Alla fine dopo discussioni e commissioni in cui sono stati auditi solo esperti in materia, contrari a quel tipo di decretazione e soprattutto al riferimento emergenziale della stessa, dopo diverse voci critiche sia in parlamento che in senato (*16), da parte di politici competenti in materia la stoccata arriva proprio da Stefano Esposito del PD, che rivolge alla Lorenzin la fatidica domanda: “Perché vaccinare i bambini che hanno già contratto la malattia oggetto di obbligo? Non possiamo richiedere i monocomponenti?”, la risposta del Ministro fu: “alle industrie non conviene” (*17).

Quella frase del  ministro fu lo spartiacque che avrebbe sancito che nessuna fonte, o dato o evidenza avrebbe mai cambiato gli accordi che evidentemente nel 2014, furono sanciti sul ruolo italiano in materia di vaccinazioni (*18). A ruota infatti ci seguirono altri paesi seppur con strategie diverse. Alla fine la legge fu così emanata: 10 vaccini obbligatori pena l’esclusione dei servizi educativi nella fascia 0-6 anni (servizi  non in regime di obbligo) e sanzioni per gli inadempienti fino ai 16 anni. Purtroppo non essendo mai normata la modalità di erogazione delle multe, dopo un’iniziale e fallimentare applicazione in Umbria ed Emilia Romagna, nessun’altra regione ha mai emesso più alcuna sanzione.

Intanto Ranieri Guerra veniva promosso direttore dell’OMS (*19).

OMS che continua ad avere oggi come allora un ruolo cruciale nelle politiche vaccinali italiane e nelle percentuali di riferimento. Tanto è che la legge prevedrebbe una revisione dell’obbligo dopo tre anni, compiuti nel 2020, secondo le percentuali stimate dall’oms, percentuali ad oggi ampiamente superate ma che non hanno sortito, contra legem,  alcuna revoca dell’obbligo.

In parallelo a questa legge scellerata, priva di ogni senso logico e scientifico, all’epoca parlavano di laboratorio a cielo aperto, ci si accorgeva che non c’erano precedenti studi o riferimenti scientifici su una dose così elevata di vaccinazioni su una popolazione di quell’età . A parte il progetto SIGNUM firmato da una commissione parlamentare italiana che intendeva studiare i fattori patogenici dei soldati tornati dall’iraq, forse qualcuno ricorda le ipotesi di correlazione tra uranio impoverito e patologie oncologiche per lo più leucemiche, il risultato fu sorprendente e spostava l’attenzione dall’uranio impoverito all’iperimmunizzazione dei MILITARI,  cristiani grandi e grossi nel pieno delle proprie forze (non neonati e bambini insomma), suggeriva una massimo di 5 vaccinazioni alla volta per quei soggetti a seguito di indagini specifiche effettuati prima di sottoporsi alle profilassi (*20).

Digressioni a parte, dicevamo mentre si discuteva tutto ciò in parlamento, il ministero della Salute e istituto superiore di sanità non si erano nemmeno preoccupati di richiedere ad aifa i dati aggiornati sulle reazioni avverse a tali profilassi, che invece venivano imposte tutte insieme, per norma di legge, in via del tutto sperimentale.  Il codacons denunciò AIFA per la mancata pubblicazione dei dati del solo vaccino esavalente per il triennio 2014-2015-2016, contravvenendo alle regolamentazioni nazionali e internazionali, la quale si vide costretta alla pubblicazione dopo che la procura di torino aprì un’indagine contro l’ente di farmacovigilanza (*21).

I risultati furono strabilianti, anche se non meritarono nemmeno uno spazio marginale nel dibattito dell’infame legge Lorenzin. Si parlava di oltre 22mila reazioni avverse tra lievi, moderate, gravi e irreversibili, ma non fu questo il dato allarmante quanto la provenienza delle stesse. Si scoprì così che oltre l’80% delle reazioni avverse (su questo trovate diverse disamine e audizioni del prof. Bellavite) provenivano da un progetto pilota di farmacovigilanza attiva, l’unico in italia sviluppato dalla sola regione veneto, e terminato nel 2017, della durata di soli 2 anni. Capite bene che all’alba di una legge di questa portata questa fu una scoperta sconvolgente perché parliamo di oltre 15mila segnalazioni, in soli due anni, di reazioni avverse alle vaccinazioni pediatriche precedenti a quelle imposte con la legge lorenzin, provenienti praticamente da una sola e unica regione riguardo il solo vaccino esavalente. Il progetto pilota di farmacovigilanza attiva è di una semplicità applicativa e teorica disarmante, praticabilissimo in ogni regione e da quasi tutto il personale sanitario. Si trattava solo di segnalare ad aifa TUTTE le reazioni avverse o anomale a seguito della vaccinazione con un “diario” che veniva consegnato alle famiglie in cui venivano classificati tutta una serie di eventi prestabiliti da segnalare secondo una specifica scansione temporale. Andava poi riconsegnato in asl e registrato su aifa, addirittura le segnalazioni potevano pervenire tramite sms (*22).

Evidentemente non fu di natura operativa il motivo per cui si è brutalmente interrotto senza alcun seguito ne a livello regionale ne a livello nazionale, probabilmente più legato al quasi impossibile e ostruzionistico processo di riconoscimento del danno, le famiglie dei danneggiati da vaccino lo sanno molto bene e se ad oggi abbiamo migliaia di danneggiati riconosciuti è anche vero che altre decine di migliaia combattono con un danno diagnosticato spesso solo verbalmente con annesso rifiuto categorico da parte degli operatori sanitari di certificarlo per iscritto.

Per sottolineare la condizione di negazionismo e omertà delle istituzioni sul tema vaccinazioni preme ricordare nel 2015 la lettera dei 150 medici italiani, afferenti a tutte le varie specializzazioni, al Ministero della salute cercando di fornire un contributo in materia. La suddetta lettera informava le istituzioni che dalla loro pratica clinica si evinceva come i bambini non vaccinati fossero globalmente più sani rispetto ai coetanei vaccinati, spesso cagionevoli o affetti da asma, e/o allergie di vario tipo all’interno di una serie di patologie “minori”, mettendosi a disposizione del dicastero per approfondire l’argomento (*23). La risposta fu la radiazione (conclusasi in via definitiva solo pochi mesi fa) del primo firmatario, Roberto Gava, della serie punirne 1 per educarne 100 (in questo caso 150).

Intanto nel 2018 si teneva in senato un convegno promosso dalla GSK “Global Health: l'Italia driver di best practice”, suggellando formalmente l’ingerenza dell’industria farmaceutica nelle politiche del paese, condizionando a suon di investimenti non solo la sanità pubblica ma addirittura l’istruzione, si pensi a tutte le sovvenzioni nelle facoltà di farmacia e medicina delle maggiori università pubbliche d’Italia, alla faccia del conflitto d’interesse(*24).

Ok bene, siamo giunti alla fine e alle tanto inflazionate vaccinazioni anti-covid. Con questo quadretto e nel contesto appena descritto, come dovremo collocarle? Lascio la domanda aperta.

Hanno indebitato figli e nipoti degli italiani che ancora devono nascere, per investire prima e acquistare dopo, milioni e milioni di dosi di vaccini, approvati in pochissimi mesi, per situazioni eccezionali e stanno obbligando tutta la popolazione a iniettarsi questo siero del capitale, perché altro non è, di certo non ha la funzione per cui dovrebbe essere assunto: immunizzare (*25) -il che fa cadere se non altro tutto il castello del sacrificio individuale a favore della collettività-  condizionando per di più l’esercizio dei propri diritti fondamentali, lavoro, libera circolazione, istruzione.

Una compressione dei diritti umani, naturali, senza precedenti nella storia mondiale  per un prodotto industriale su cui sono state prodotte centinaia di interrogazioni e commissioni tecniche in tutto il mondo, firmate trasversalmente da moltissimi tecnici e politici, sia favorevoli che contrari alla profilassi.

Si ricordano gli interventi in europarlamento francese e croato, rispettivamente da una parlamentare democratica favorevole alla vaccinazione e da uno sovranista  e contrario, che avevano un filo conduttore identico nonostante la partenza da assunti  e presupposti diametralmente opposti, che vi sintetizzo così:

“in un momento di emergenza sanitaria mondiale come questo signora presidente Von der Layen, sono gli stati che dettano le condizioni alle industrie per salvaguardare la propria gente o sono le industrie che usano gli stati a proprio interesse?”

E ancora: “Allora queste vaccinazioni sono un vantaggio per le popolazioni o per chi le produce?” (*26).

 

Bibliografia

*1 http://www1.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/1994/07/28/Politica/SANITA-DE-LORENZO-E-POGGIOLINI-DENUNCIATI-PER-STRAGE_132700.php

*2 http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/Itemid,3,/action,viewer/page,1/articleid,1380_02_1984_0283_0001_14601842/

*3 http://legislature.camera.it/_dati/leg10/lavori/stampati/pdf/33980001.pdf

*4 https://www.senato.it/leg/08/BGT/Schede/Ddliter/C2689.htm

*5 https://www.indennizzolegge210.it/notizie/ultime-notizie/cassazione-conferma-de-lorenzo-poggiolini-devono-10-milioni-stato

*6 https://www.comilva.org/lassociazione/la-storia

*7 https://www.comilva.org/lassociazione/i-motivi-dellobiezione-di-coscienza

*8 https://www.favo.it/ufficio-stampa/1130-de-lorenzo-capo-coalizione-europea-malati-oncologici.html https://www.favo.it/ufficio-stampa/1404-de-lorenzo-confermato-presidente-ecpc.html

*9 https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pagineAree_4829_listaFile_itemName_0_file.pdf

*10 https://www.rainews.it/archivio-rainews/articoli/Epidemia-di-meningite-in-Toscana-era-vaccinata-la-donna-di-58-anni-ricoverata-in-gravi-condizioni-168e7dbd-f7aa-4ab6-9317-8d4fe385849a.html

*11 https://www.epicentro.iss.it/vaccini/pdf/Istruttoria%20MENINGOCOCCO%20B.pdf

*12 https://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/cronaca/21_dicembre_16/giulia-morta-due-anni-meningite-fulminante-era-vaccinata-78c6dcc4-5e5f-11ec-a151-bb76a32885ac.shtml https://www.lanazione.it/empoli/cronaca/meningite-morto-farmaco-1.662289 https://www.freedompress.it/meningite-quei-casi-di-morte-nonostante-la-vaccinazione-ecco-il-limite-o-la-beffa-della-legge-lorenzin/

*13 https://www.epicentro.iss.it/meningite/Epidemia-Mediatica

*14 https://www.aifa.gov.it/-/l-italia-capofila-per-le-strategie-vaccinali-a-livello-mondiale

*15 https://www.disinformazione.it/Epidemia_morbillo_inventata.htm

*16 https://www.camera.it/leg17/410?idSeduta=0844&tipo=stenografico

*17 https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/09/18/vaccini-perche-obbligare-ecco-i-veri-motivi-della-legge-lorenzin/3861613/ https://codacons.it/vaccini-monodose-codacons-critica-ministro-lorenzin/ https://www.youtube.com/watch?v=TNpSE_zqH2o

*18 https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/09/18/vaccini-perche-obbligare-ecco-i-veri-motivi-della-legge-lorenzin/3861613/

*19 https://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_4_1_1.jsp?menu=salastampa&p=comunicatistampa&id=4957

*20 https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/02/16/commissione-inchiesta-sulluranio-il-caso-dei-vaccini-ai-militari-manca-analisi-pre-vaccinale-e-le-linee-guida-sono-disattese/4162547/ https://www.camera.it/leg17/561?appro=la-commissione-d-inchiesta

*21 https://codacons.it/vaccini-svelati-documenti-aifa-sulle-reazioni-avverse/

*22 http://www.paolobellavite.it/files/190117Senato-Bellavite.pdf file:///C:/Users/Pc.Bufalotta/Downloads/1087_AllegatoA_305300.pdf

*23 https://www.robertogava.it/vaccinazioni_lettera_presidente_sanita

*24 https://www.terranuova.it/News/Salute-e-benessere/Big-Pharma-convegno-Glaxo-alla-biblioteca-del-Senato

*25 https://www.youtube.com/watch?v=TRc9yKSjkP0&t=202s

*25 https://www.youtube.com/watch?v=uXDIwr9GvwQ https://www.facebook.com/utte.balestro/videos/238074681673316

 

 

*Docente precaria, laureata in psicologia. Attivista dal 2017 per la libertà di scelta e l'autodeterminazione individuale

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