I mezzi e i fini/Censura del tentativo di invasione in Venezuela. Se non c'è più i...

Censura del tentativo di invasione in Venezuela. Se non c'è più il contraddittorio, esiste solo una strada...

 

di Francesco Erspamer*


Non leggo che lamentele sulla faziosità della stampa e della televisione e sul livello di disinformazione quotidiana che praticano impunemente. Tutto inutile: sono pagate per farlo e nella società liberista l’etica non conta nulla. Furono i radicali e la sinistra liberal (ex sessantottini folgorati sulla via di Damasco dalla correttezza politica all'americana con cui sostituire il declinante dogmatismo marxista) a demonizzare il sistema pubblico e i suoi vincoli, ottenendo negli anni ottanta le liberalizzazioni che spianarono la strada, oltre che alla libera pornografia, al libero mercato mediatico, ossia al dominio di chi ha più soldi, a sostituire l’esecrata lottizzazione, che altro non era che una democratica distribuzione del potere fra i partiti eletti in parlamento.


Gli italiani approvarono entusiasticamente, come del resto, nel decennio successivo, lo smantellamento del sistema elettorale proporzionale, l'ingresso nell'euro e la deregulation del commercio, a favorire prima le grandi catene e poi Amazon. Quando cominciarono ad accorgersi che chi vuo' fa' l'americano non necessariamente si arricchisce come nei telefilm e film di Hollywood, era troppo tardi: i miliardari avevano preso il controllo di tutte le fonti di informazione; o comprandosele per due lire o con il ricatto della pubblicità – se vuoi che i miei maglioni, le mie auto o i miei alberghi io li promuova nelle tue pagine o trasmissioni, devi fare la politica che voglio e che mi conviene.

Ovvio che nessun giornale abbia parlato dei medici russi venuti in Italia ad aiutare nelle settimane più dure dell’epidemia, mentre enorme evidenza veniva dedicata a un tweet del modello di Salvini, Trump (che ne scrive decine ogni giorno, a ruota libera e contraddicendosi), in cui esprimeva una vuota solidarietà. Ovvio che l’anno scorso pochi abbiano dato rilievo allo scandaloso trattamento di Assange e che ancor minore attenzione sia stata dedicata, pochi giorni fa, al tentativo di invasione del Venezuela da parte di mercenari americani. Non mi interessa qui discutere di Maduro e neppure del livello di coinvolgimento della CIA nei tentativi di golpe in un paese, guarda caso, ricchissimo di petrolio. Mi importa solo notare che nell'Italia di oggi, e in generale nel democratico occidente, non solo è scomparsa ogni parvenza di neutralità e oggettività della stampa, ma non c'è più contradditorio.

Guardate invece, sotto, i titoli dell'"Unità" dei giorni in cui, sessant'anni fa, gli americani tentarono l'invasione di Cuba per spodestare Fidel Castro. Ben diversi erano quelli del "Corriere della Sera": ma di quel reale pluralismo beneficiava l’Italia intera.






Che fare? Quello che si faceva in tempi di assolutismo: creare, anche a proprie spese, giornali e telegiornali di opposizione, altrettanto settari di quelli dei miliardari ma di segno opposto. Una 'guerra civile' ma mediatica e culturale, di gran lunga preferibile alla dittatura del pensiero unico di Gruber, Giletti, Mentana, Fazio, Annunziata.

*Professore all'Harvard University
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