DALLA JUGOSLAVIA AL VENEZUELA

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di Vincenzo Brandi*


Il 24 marzo del 1999 – esattamente 20 anni fa - gli aerei della NATO, partendo dalle basi in Italia, iniziarono a martellare il territorio della Serbia, ultimo lembo di quello che rimaneva della gloriosa Repubblica Federale della Jugoslavia. Negli anni precedenti la Federazione jugoslava era stata fatta a pezzi incoraggiando, riconoscendo ed assistendo militarmente i movimenti nazionalisti ed etnici locali. Le campagne militari erano state precedute ed accompagnate da un’incredibile valanga di menzogne, in cui gli aggrediti diventavano aggressori e venivano invocate motivazioni “umanitarie” per gli interventi armati, denunciando presunti massacri, stragi mai avvenute, stupri etnici e quanto di peggio possa  inventare la propaganda imperialista occidentale.

Nell’aggressione del 1999, perpetrata con la complicità del governo italiano guidato da D’Alema ed il cui Ministro della Difesa era l’attuale Presidente Mattarella, la scusa iniziale fu la presunta strage di Racac, in cui cadaveri di tagliagole dell’UCK caduti in combattimento vennero spacciati per civili inermi fucilati dall’esercito serbo. Nei mesi precedenti i miliziani dell’UCK appartenenti all’etnia kosovara albanese erano stati scatenati dai servizi segreti occidentali, soprattutto americano e tedesco, in azioni di provocazione e sabotaggio. I bombardamenti durarono oltre 2 mesi uccidendo più di 2000 civili, distruggendo strade e ponti, 33 ospedali, 23 raffinerie, ed i grandi complessi chimici di Pancevo i cui resti  inquinarono il Danubio. Durante le otre 30.000 missioni furono sganciate oltre 20.000 tonnellate di esplosivi tra cui centinaia di tonnellate di Uranio impoverito che hanno causato un enorme inquinamento permanente dei terreni ed un aumento di tre volte dei casi di cancro tra i giovani.

Nel 2000 il movimento “Otpor”, organizzato dalla CIA, ma sostenuto anche da finti esponenti di “sinistra” come Luca Casarini che ora si fa bello traghettando migranti, fu parte attiva nel colpo di stato che depose il Presidente regolarmente eletto Milosevic. Questo difensore della sovranità serbo-jugoslava fu trascinato all’Aja e sottoposto ad un processo-farsa. E’ stato beffardamente  riconosciuto innocente dopo la sua morte in prigione.

Nei giorni scorsi si è tenuto a Belgrado un convegno che ha ricordato questi fatti ed auspicato una difesa della sovranità serba minacciata nuovamente oggi dopo che le forze migliori del paese hanno cercato di riprendersi dalla sconfitta, anche grazie all’aiuto della Russia. L’ex Ministro degli Esteri nel Governo Milosevic, Zivadin Jovanovic, è stato intervistato da Enrico Vigna (vedi info@civg.it N. 142) e da Fulvio Grimaldi (www.fulviogrimaldicontroblog.info:) che erano presenti in rappresentanza dei movimenti di solidarietà italiani. Anche  sulla rivista Marx21 è stato pubblicato un articolo sull’argomento.

La vicenda jugoslava si inquadra perfettamente nello scenario di guerre di aggressione e colpi di stato organizzati dall’imperialismo statunitense e dai suoi alleati e vassalli della NATO per il dominio del mondo dopo la caduta dell’URSS. Lo stesso copione di menzogne “umanitarie” e aggressioni è stato usato in Iraq, Afghanistan, Libia, Siria, Yemen, Somalia, Georgia, Ucraina, Sudan, Honduras, Costa d’Avorio, e tanti altri luoghi. La tecnica è stata spesso quella di presentare i fenomeni sovversivi dell’indipendenza e della sovranità come azioni democratiche, come nel caso delle fantomatiche “primavere arabe” o delle “rivoluzioni colorate”.

Oggi sotto attacco è il Venezuela di Chavez e di Maduro, dopo che colpi di stato striscianti hanno eliminato i Governi amici del Venezuela in Brasile ed Argentina. E’stato inventato e mandato avanti il fantoccio Guaidò, già stipendiato dai servizi statunitensi quando era inviato a Belgrado quale membro dell’organizzazione CANVAS, legata alla CIA attraverso la più vasta organizzazione NED (New Endowment for Democracy) creata ai tempi di Reagan. I vassalli degli USA e della NATO hanno addirittura riconosciuto Guaidò come Presidente (al contrario della grande maggioranza dei paesi del mondo che riconoscono il Presidente legittimo Maduro). Anche nella Commissione per i Diritti Umani dell’ONU gli USA e i paesi della NATO (tra cui vergognosamente anche l’Italia) hanno votato per il mantenimento delle sanzioni contro il Venezuela, nel tentativo di prendere il paese per fame, dopo che l’esercito ed il popolo venezuelani avevano chiaramente fatto intendere che avrebbero resistito con ogni forza ad eventuali aggressioni armate. La maggior parte dei paesi del mondo – tra cui molti paesi africani, asiatici e sudamericani – ha votato contro le sanzioni. In Italia il 13 aprile a Roma, ed in altre città, è prevista una manifestazione anti-imperialista in difesa dell’indipendenza del Venezuela.


*L'articolo sarà pubblicato sulla "Voce di Gamadi" di Aprile 2019

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