Dati The Intercept. Il razzismo della Tecnofinanza che non fa (stranamente) notizia

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Dati The Intercept. Il razzismo della Tecnofinanza che non fa (stranamente) notizia

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Le Big Tech sono razziste? Il dubbio – o meglio la vera e propria denuncia – è stato avanzato da The Intercept, che ha rilanciato la vicenda di un’afroamericana che, avendo risposto a una richiesta di assunzione per un ruolo manageriale in Facebook, dice di essersi ritrovata in un labirinto kafkiano, con attese interminabili, colloqui di lavoro imperscrutabili, per poi essere scartata con tanto di elogio per la sua intelligenza, non adatta però al compito richiesto.

In particolare, la donna dice che i suoi interlocutori erano solo bianchi, anzi che l’unico nero che ha incontrato nei suoi vanii andirivieni all’interno del labirinto in questione era un “receptionist”.

Possibile che la denuncia in sé sia infondata, ché magari è vero che non era adatta al lavoro in questione, ed è possibile anche che si tratti dell’ennesima strumentalizzazione della questione razziale, purtroppo spesso usata per fini altri dalle più che legittime richieste di eguaglianza.

 

Il razzismo della Tecnofinanza

E però i dati che snocciola The Intercept sono incontrovertibili. “La denuncia – si legge sul giornale Usa – arriva mentre si accumulano prove che le grandi aziende della Silicon Valley non stanno diversificando abbastanza rapidamente le loro forze di lavoro, prevalentemente bianche e asiatiche, in particolare all’interno di ruoli tecnici e manageriali ben pagati”.

“L’ultimo rapporto sulla diversità di Facebook, pubblicato a luglio, riferiva che solo il 3,9% dei dipendenti statunitensi sono neri e il 6,3% ispanici. Per parte sua Google ha dichiarato che nel 2020 il suo personale statunitense era per il 5,5% di neri e per il 6,6% di Latini e, come Facebook, ha dovuto affrontare ripetute accuse di pratiche razziste”,

Il vento è cambiato ed è probabile che le cose cambieranno, più o meno a breve. Accuse di “razzismo sistematico” sono state indirizzate anche verso Amazon, che ha dato vita a una inchiesta interna e ha espresso solidarietà all’accusatrice.

Se riferiamo tali notizie è perché appare alquanto ironico che proprio tali aziende siano state in prima linea nel denunciare il razzismo dei sostenitori di Trump, durante l’ultima campagna presidenziale. Né va dimenticato che la percentuale di afroamericani che ha votato per i repubblicani, cioè per Trump, nelle ultime elezioni è stata di gran lunga la più alta degli ultimi decenni.

Insomma, si scopre che a essere profondamente razzisti erano proprio quegli ambiti che denunciavano il razzismo altrui…

Peraltro, e sempre in tema di razzismo, si può ricordare come la Grande Finanza sia stata la più potente oppositrice del precedente presidente. E si può immaginare quanti afroamericani si annoverino in questa ristretta élite…

Riporta un’indagine di Forbes dello scorso anno che solo 7 miliardari statunitensi su 614 sono neri, ovvero l’1,14%. Negli Stati Uniti gli afroamericani costituiscono il 13% della popolazione. Ma è ancora più significativo scorrere l’elenco di questi 7. Praticamente solo due arrivano da finanza e IT,  gli altri 5 provengono dal mondo dello sport e dello spettacolo: Michael Jordan, Oprah Winfrey, Kanye West, Jay-z e il meno conosciuto Tyler Perry autore e produttore cinematografico.

E ciò non solo negli alti livelli: abbiamo fatto un piccolo esperimento, replicabile da tutti i nostri lettori, inserendo le parole “broker wall street” nella stringa di ricerca di Google. Si può facilmente indovinare quante persone nere sono saltate fuori nelle “immagini” rinvenute.

Questi, dunque, gli ambiti che hanno vinto le ultime elezioni Usa accusando la fazione opposta di razzismo. Il mondo è bello perché vario…

 

La sperequazione più grande

Detto questo, resta che la questione razziale è solo una delle tante sul tappeto. Mentre comunque questa ora è affrontata – anche se il movimento Black Live Matter, pur attivo a buttar giù statue, è stranamente silente sulle sperequazioni all’interno degli ambiti di cui sopra -, resta che la più grande sperequazione attuale è quella riguardante la distribuzione della ricchezza, che si sta accumulando sempre più nelle mani di pochi a spese delle moltitudini (con processo accelerato durante la pandemia).

Una situazione tacitata: nulla si dice a riguardo sui media mainstream, se non di tanto in tanto la mera registrazione del dato; nessuna seria politica è stata messa in campo in Occidente per porre rimedio a questa deriva, scandalosa e disastrosa sia a livello economico che per la tenuta della democrazia, ché le oligarchie tendono perpetuarsi e a incrementare il loro potere, a scapito della Politica.

Nessun movimento in stile Live Black Matter che contesti una predazione che negli effetti risulta più che violenta verso i tantissimi che la subiscono.

Si ha l’impressione, anzi, che agitare le altre problematiche, dal razzismo all’emergenza climatica, abbia a volte (al di là della buona fede di quanti, per fortuna di tutti, vi si dedicano) la funzione di indirizzare l’attenzione e le rivendicazioni su altro che non sul tema sul quale si gioca realmente il futuro dell’umanità.

Così che un pianeta più pulito, nel quale bianchi e neri andranno a braccetto, sarà a solo uso e consumo dei pochi eletti, i quali regneranno su una moltitudine di schiavi, ai quali non sarà riservato neanche il mero diritto di tribuna per quanto riguarda le sorti reali della res publica globale. Al massimo sarà consentito loro un posto da spettatori nel teatrino allestito per essi dai media mainstream.

Una previsione eccessivamente catastrofista? Forse, anche se tanto di quel futuro è già qui. Resta che se trent’anni fa qualcuno avesse scritto che “26 posseggono le ricchezze di 3,8 miliardi di persone” (Sole24 Ore, rapporto Oxfam 2019) e che l’anno della pandemia sarebbe stato “un anno meraviglioso per gli uomini più ricchi del mondo” (EuropaToday), facilmente sarebbe stato additato come folle propalatore di Fake News.

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Piccole Note è un blog a cura di Davide Malacaria. Questo il suo canale Telegram per tutti gli aggiornamenti: https://t.me/PiccoleNoteTelegram

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