Fede e dogma nel Draghistan

Fede e dogma nel Draghistan

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di Gandolfo Dominici*

 

Nel precedente articolo La Genesi del Draghistan abbiamo discusso di come il Draghistan guardi al Turkmenistan per il totalitarismo vaccinale. Ora vedremo come guardi anche all’attuale Afganistan, o meglio ai Talebani che ne hanno recentemente (ri)preso il controllo. Infatti, in maniera speculare (come tutti i regimi totalitari), anche nel Draghistan l’assolutismo trova le sue basi in dogmi e fede strumentali al sistema. Lo fa solo in maniera meno trasparente di quanto non facciano i Talebani.

 

Cos’è un dogma?

Il termine dogmatico risale ai filosofi dell’antichità che si distinguevano tra  gli “scettici” - che esercitavano il dubbio e la dialettica -  ed i “dogmatici” che esprimevano opinioni ben definite e per loro inconfutabili su ogni argomento. Mentre i  filosofi 'scettici' (da skèpsis = indagine), ritenevano di non possedere alcuna certezza e non sentenziavano in assoluto lasciando spazio al dubbio e al cambiamento di opinione, i dogmatici non ammettevano il dubbio come motore della conoscenza.

Per Immanuel Kant il dogmatismo constava nell’affermare di conoscere senza aver prima sottoposto la ragione ad una analisi, ed il suo risultato è un sapere ipocrita e fallace. Mentre, secondo Hegel, i dogmatici erano privi della concezione dialettica della realtà. In altre parole non comprendevano come la realtà potesse essere conosciuta (come oggetto del sapere e della scienza) soltanto attraverso  un processo iterativo di negazioni e contraddizioni.

Da quanto sopra possiamo estrapolare come il dogma consista, dunque, in giudizi e decisioni preconfezionati e indiscutibili che derivano dalle tipizzazioni e dal senso comune di  una costruzione sociale della realtà e come essa possa – a sua volta, ed è qui la perversione - essere generata e diretta attraverso la comunicazione e la propaganda  operate da un gruppo oligarchico dominante.

Pertanto, il dogmatismo è l’atteggiamento mentale di chi sostiene in modo intollerante dei principi (veri e propri “comandamenti”) sulla scorta dei dettami di una ideologia che questi considera unica, vera e indiscutibile. Ciò si traduce in una fede incondizionata non solo verso l’idea, ma nei confronti di chi la incarni, sia esso un tiranno o una oligarchia assolutista di “eletti” che devono guidare verso una indiscussa ed indiscutibile “salvezza”.

A sua volta, l’assolutismo necessita e si nutre dell’atteggiamento mentale chiuso e intransigente delle masse e quindi, in sintesi, di dogmi. Infatti, un popolo dubbioso, riflessivo e che usi la logica non sarebbe idoneo perché l’assolutismo  possa attecchire e raggiungere il potere mantenendolo. Per accettare il tiranno il popolo deve credere ciecamente che esso sia l’incarnazione della sua cieca fede.

 

La pseudo religione scientista.

I dogmi del Draghistan fanno parte di una “fede” che viene propagandata per “fede nella scienza”.

Come in ogni regime totalitario degno ti tale aggettivo, ogni cosa deve essere sterilizzata delle sue connotazioni logiche per essere ricondotta a categoria astratta, così divenendo “ismo”. Ecco che anche in Draghistan la scienza deve essere ridotta a “scientismo”, che – a sua volta - diventa fede grazie alla comunicazione deviata ed asservita alla propaganda che tutti possiamo constatare sulla stampa come in TV o, nella censura dei social in rete.  

Come il totalitarismo nasce da un cancro della democrazia, così lo scientismo è una neoplasia della scienza. Lo scientismo vede la realtà come una catena deterministica ed artefatta di causa/effetto, il tutto finalizzato alla postulazione di modelli che artatamente esso elegge - in maniera autoreferenziale e strumentale – a “leggi naturali” che altro non sono che l’incontestabile espressione del rigido dogmatismo di cui abbiamo appena discettato.

Va detto come, purtroppo, da tempo, lo scientismo venga spacciato alle masse per scienza, anche attraverso espressioni del linguaggio comune quali: “certezza scientifica”. Un ossimoro, alla luce del fatto che, da circa un secolo, anche nel campo delle cosiddette scienze esatte - come la fisica - il (rigido) rapporto causa effetto sia ormai considerato una mera astrazione che fragorosamente si scontra con la complessità del reale.

In merito, nel 1927, Werner Heisenberg giunse a formulare il famoso principio di indeterminazione che porta il suo nome. Tale principio segnò la fine della causalità positivistica della  fisica newtoniana, dimostrando matematicamente che  esiste un limite intrinseco alla precisione con cui possiamo conoscere contemporaneamente il valore delle quantità coniugate in entità infinitesimale come le loro particelle. E’ dunque impossibile, ad esempio, definire con precisione la posizione e la velocità di un elettrone poiché più si conosce la posizione, meno è possibile conoscere la quantità di moto e viceversa.

Appare pertanto paradossale come, dopo quasi un secolo dall’abbandono del determinismo meccanicistico da parte delle “scienze dure”, tale concezione si ritrovi in certa pseudo scienza (“scientismo”) di discipline come la sociologia, l’economia o la medicina che non sono mai state annoverate tra queste.

Tale tecnicismo determinista lo ritroviamo al suo apice  nelle “modellizzazioni pandemiche” che pretendono di prevedere l’andamento delle famigerate “curve dei contagi”. Previsioni che, regolarmente, rivelano di avere l’attendibilità di un oroscopo su un quotidiano locale o di un “sistemone” per giocare all’enalotto.

Da quasi due anni siamo sottoposti a grafici e previsioni ogni giorno mutevoli, ognuno diverso dagli altri, ma sempre accompagnati da previsioni apocalittiche (per fortuna) quasi mai verificate. Ovviamente i media della propaganda non hanno mai perso occasione di dimenticare le previsioni dimostratesi errate e di esaltare quelle che comunicazione invece comunicazione avevano potuto trovare riscontro a posteriori, solitamente per puro caso. Così rispecchiando, per l’appunto, il comportamento tipico di chi si affidi agli oroscopi e poi, fra diversi, trovi conferma in quello che meglio si attagli agli eventi!

I mezzi di persuasione di massa agiscono sul convincimento della popolazione arruolando le varie “virostar” (selezionate tra coloro che sono più propensi alla narrazione indipendentemente dai titoli e meriti scientifici) che, come attori consumati, recitano un copione che fa leva sull’affermazione e sulla ripetizione come strumenti di manipolazione. Questi sono i Sacerdoti della pseudo religione scientista del Draghistan.

Alla narrazione delle virostar fanno poi eco i (cosiddetti) giornalisti, assunti ad Araldi della propaganda del regime.

Questo scientismo della propaganda viene propinato alla popolazione in maniera classica, attraverso il ripetersi incessante di affermazioni non dimostrate, e molto spesso anche contraddittorie, presentate come “indiscusse verità scientifiche”.  Affermazioni forti, in grado di evocare immagini e simboli di paura. Ed in effetti questo tipo di manipolazione si è rivelato in grado di convincere le masse in modo più intenso ed efficace delle parole e dei ragionamenti più pacati di tanti migliori e più liberi pensatori..

La ripetizione ossessiva di tali affermazioni richiama, non a caso riproponendone le modalità, i mantra orientali o il più a noi vicino rosario tipici delle religioni ma – a differenza di quelle giaculatorie - svuotati da ogni significato metafisico.

Sulla scorta di questi principi si propagandano, dunque, per scienza affermazioni che più che scientifiche sono riconducibili a becera superstizione quali ad esempio:

Il virus è nell’aria; pertanto bisogna rimanere al chiuso (dove invece il rischio di contagio è maggiore per un morbo a trasmissione aerea) e si giustificano operazioni degne del miglior regime quali droni ed elicotteri (che abbiamo avuto il dis-piacere di vedere anche in diretta TV), italici emuli dei film della serie “Hunger Games” che vanno a (costosa) caccia di runner, nuotatori o diportisti solitari, assolutamente lontani da ogni possibilità di contagio. Quale vantaggio se tanta dedizione fosse stata dedicata a cercare i criminali veri!

Come detto, la ripetizione è funzionale a spargere ed alimentare la paura, e le presunte verità scientiste vengono propagandate con ogni mezzo, sino ad imitare l’ormai consueto megafono che nelle nostre città (del sud) informa ”è arrivato l’arrotino” con il megafono della protezione civile che ripete il mantra di PNL (programmazione neurolinguistica) “restate a casa” sì da rinforzare i messaggi già veicolati da TV, radio e stampa.

Sempre per scienza si spaccia il “coprifuoco”, nella totale assenza di qualsivoglia studio  che possa manifestarne una qualche efficacia e, manifestamente, ignorando l’illogicità di tenere i giovani chiusi in casa con i nonni (a rischio) invece di poter avere una (relativamente) normale vita di relazione consona al loro sano sviluppo.

Il corollario di tali manipolazione della propaganda governativa – con la connivenza della generalità dei media – può sintetizzarsi nell’etichetta di “negazionista” da applicarsi immancabilmente a chi riveli la antiscientificità di tale apparato. Non dimenticando come tale definizione sia – sempre in applicazione dei principi della PNL - applicata funzionalmente a stravolgerne il significato originario di quel termine, che venne coniato per definire chi negasse la verità sulla dittatura nazista e l’olocausto e l’esistenza stessa di quest’ultimo.

 

Quali sono i precetti della pseudo-religione del Draghistan?

Come accennato, in questo sistema pseudo religioso scientista possono ravvedersi diversi e perversi parallelismi con le religioni.

Il dio da esaltare è oggi il Vaccino onnipotente di cui è, pertanto,  blasfemo mostrare i limiti e le criticità e che viene proposto reiteratamente come “unico salvatore”. Non è dunque possibile paprlare di cure o di alternative per il contenimento dell’epidemia,  come i test gratuiti o a prezzo realmente calmierato al reale costo (circa un Euro) per tutti, senza prima avere recitato più volte il Credo nel Vaccino.. Vediamo ogni giorno in TV come per poter dire che “forse” esistono anche cure ed altri modi (in realtà più efficaci) di evitare i contagi, sia necessario professare veri e propri atti di fede necessariamente e penitenzialmente propedeutici a qualunque discorso esuli dal vaccino: “io credo nel vaccino; sono vaccinato; tutti si devono vaccinare; vaccinarsi è un atto di amore…” Questo ricorda la celebre frase di Galieo davanti all’inquisizione: “La Terra è ferma eppur si muove”.

Come si è detto i sacerdoti sono le virostar e gli araldi i giornalisti.

Inutile dire la mancanza di base scientifica e di studi sulle misure pseudo-sanitarie draconiane (o per meglio dire draghoniane) viene ignorata dagli araldi e dalle “virostar” della propaganda del regime. I pochi studi disponibili - ed accuratamente ed “canonicamente”selezionati evitando gli “apocrifi” – vengono poi reinterpretati dai sacerdoti virostar a seconda della narrazione decisa dal regime.

Abbiamo visto come una associazione detta Patto Trasversale per la Scienza (di cui fanno parte anche diversi esponenti politici che non hanno alcun titolo scientifico) si è autoproclamata “inquisizione” arrogandosi il diritto di decidere cosa è scientifico o no.

Abbiamo così assistito alla inversione della logica, per cui se una presunta misura sanitaria non funziona allora bisogna insistere nel reiterala. Pertanto se il lockdown non funziona, allora più lockdown; se il coprifuoco non funziona, allora serve più coprifuoco; se due dosi di vaccino non “funzionicchiano” allora avanti con la terza, la quarta e la ennesima dose.

Come in ogni fanatismo religioso l’eretico deve essere distrutto e torturato.

Assistiamo dunque ad un ministro della repubblica che dall’alto (si fa per dire) della sua posizione dichiara candidamente che i test per ottenere il certificato di obbedienza devono essere a pagamento e che devono essere una “tortura” anche psicologica per chi si rifiuta di obbedire ed accettare la comunione con il dio vaccino.

Abbiamo sentito un parlamentari invocare l’arrivo di un novello Bava Beccaris che spari sulla folla degli “eretici no-vax”.

 

Quali sono i comandamenti della pseudo-religione del Draghistan?

Come ogni religione che si rispetti anche quella del Draghistan ha i suoi comandamenti che da quelli pseudo sanitari tendono gradualmente verso il cosiddetto “politically correct”.

Il comandamenti del politically correct dicono appunto cosa è corretto e cosa non lo è, cosa è bene e cosa è male.

E’ (giustamente) male discriminare per l’orientamento sessuale, ma non è male discriminare riguardo la scelta sanitaria. Per cui se da un lato si creano disegni di legge che mirano a limitare anche le opinioni per non offendere alcune categorie, per altre è lecito invocarne la morte o etichettarle come criminali o terroristi seppur non violano alcuna legge.

Come i Talebani in Afganistan, i censori invocano la cancel culture coprendo statue o rimuovendo opere d’arte considerate offensive e non corrette rispetto ai comandamenti.

In questo quadro dunque, nel Draghistan talebano che guarda all’Afganistan,  il “green pass” diventa una vera e propria cresima che certifica l’adesione all’attuale dio vaccino, e, chissà, in un prossimo futuro al green ed ai precetti moralistici del politically correct.

 

[1] Professore Associato di Economia e Gestione delle Imprese – Università di Palermo – esperto di Cibernetica Sociale – Editor in Chief della rivista scientifica Kybernetes – CV: https://gandolfodominici.it/

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