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Fidel Castro: guerrigliero del tempo

 


FIDEL CASTRO : GUERRIGLIERO DEL TEMPO di Katiusca Blanco, zambon Edit. 2017

Prefazione Di Luciano Vasapollo

“Preferisco il vecchio orologio, i vecchi occhiali e i vecchi scarponi ma in politica tutto il nuovo” 

Sono arrivato a Cuba prima volta del 1980, con una formazione teorica marxista e una militanza pratica occidentale, aggettivi che non uso al passato; avevo letto e in- teriorizzato le principali opere di questa impostazione tutta
europea e avevo assunto la concezione della vita che propone. Ho capito subito, cio? che spesso avevo letto nelle opere dei classici marxisti , che la pratica e? il criterio valutativo della verita?.

Dal momento in cui ho visto la rivoluzione cubana passare attraver- so momenti di gloria e anche attraverso momenti difficili, ho fatto parte molto umilmente del divenire storico di quella forza delle idee che puo? venire solo dalla adesione a certi principi, con la flessibilita? necessaria a navigare le acque che rappresentano vari momenti storici e circostanze insolite in ogni paese.

Per vari motivi ho avuto l’opportunita? di essere vicino a Fidel Castro, in circostanze formali e informali, ho scoperto la sua grande capacita? di affrontare le cose grandi e piccole, come quelle di che fare con lo stato di salute di un amico, o l’importanza della scienza nello sviluppo, o cosa fare per incrementare lo sviluppo biotecnologico dei cosiddetti Paesi in Via di Sviluppo, tanto per fare degli esempi. Per noi questa era una lezione molto importante; Fidel e? uomo prima che rivoluzionario e come in tutti i rivoluzionari anche in lui sono presenti tutti gli alti simboli dell’amore. Solo cosi? e? possibile separare l’imperialismo degli Stati Uniti dal popolo americano, l’apparente dall’essenziale.

Il contatto con Fidel ha provocato in me le stesse reazioni che provocava ad altri compagni; si tratta di un incontro con una leggenda,
che era sopravvissuto non solo al tempo e ai pericoli, ma anche ai molti tentativi di omicidio documentati. Mi sono trovato davanti un gigante della storia che aveva affrontato con successo l’imperialismo, in una lotta che affrontavo nel mio e nostro piccolo in un altro continente e in altre circostanze.

Non sono da tempo il giovane che e? andato a Cuba per la prima volta molti anni fa, quasi quaranta anni fa; ho avuto una vita accademica e politica penso abbastanza coerente, ho fatto il mio modesto lavoro, sono stato vicino a Fidel molte volte, e ho avuto il grande onore d’essere anche vicino a lui con poche persone presenti. Posso dalla mia esperienza guardare il passato e il futuro, nel mio essere parte di Cuba e Fidel. Il mio ideale d’amore e? considerato da molti, basato non solo sulle idee politiche, ma anche sulla famiglia, sulla natura, sugli ideali e sui principi.

E’ per cio? che il mio semplice contributo introduttivo a questo libro - direi che lo sento come un onore di un doveroso mio riconoscimento politico, culturale e morale, anche se di contenuto modesto, al gigante della storia Fidel Castro Ruiz, del quale ci accingiamo a introdurre questa opera monumentale che e? la sua “biografia”.

Per prima cosa vorrei dare il giusto merito a Katiuska Blanco Castin?eira, che si e? potuta affermare come tra i pochi fortunati scrittori e intervistatori di Fidel, poiche? ha il merito di poter essere stata molto tempo a lui vicina. Lei e? ormai riconosciuta come uno dei principali punti di riferimento per documentare in maniera fedele la vita del Comandante.

I libri di Fidel sono sempre realmente veritieri sia nella sua forma espressiva, perche? non si tratta solo descrivere episodi della vita di Fidel ma anche di connetterlo al grande popolo dei lettori di Cuba e del mondo attraverso l’affermazione dei principi di un programma d’eman- cipazione nazionale del leader maximo della Rivoluzione.

Questo libro e? un’opera lunga, intensa, immensa, pero? non stanca mai il lettore, perche? mischia un elevato stile giornalistico con l’emozione con la quale e? stato scritto; i dialoghi , i concetti e la narrazione scorrono attraverso la prosa di Fidel sempre piacevole.

In effetti sono due volumi che iniziano con i primi ricordi dell’infanzia del leader e terminano nel dicembre del 1958, alla vigilia del trionfo della Rivoluzione, sono quasi mille pagine.

Questo libro realmente sorprende non solo per la rigorosa selezione delle domande ma soprattutto per la passione con la quale l’autrice ha realizzato la ricerca d’informazioni affinche? possano essere utili per argomentare le tesi e l’intuizione di Fidel. La sua maniera di dialogare con il Comandante e? molto personale ed intima proprio per il lungo periodo di relazione diretta che ha tenuto con lui, con la sua famiglia, e con i suoi principali collaboratori; infatti le domande raccolgono anche l’esperienza storica di altri protagonisti.

Della mia esperienza e apprendimento prima di tutto culturale e poi politico e del mio grande amore per Cuba, devo ringraziare i tanti com- pagni di Governo del Partito Comunista e delle istituzioni del popolo cubano che hanno arricchito il mio modesto bagaglio politico di tanta teoria ma di tanto amore e spiritualita? rivoluzionaria; in particolare mi sento di dire grazie ad alcuni miei fratelli come Abel Prieto, Kenia Serrano, Miguel Barnet, e loro davvero fra i tanti a cui devo molto.

D’altra parte, nel mio piccolo e senza azzardare impensabili paragoni, ma solo ispirandomi a questo alto magistero che e? il pensiero e l’azione di Fidel, anche in questo intento di presentazione non ho voluto porre questioni scientifiche che si limitassero ad essere un intervento riguardo alle cause e ai possibili rimedi alla crisi che stiamo vivendo.

Attraverso la Rete di Intellettuali in Difesa dell’Umanita?, anche questa un risultato del pensiero di Fidel, si sono riuniti importanti in- tellettuali del mondo che hanno una posizione di lotta contro la bana- lizzazione della cultura e in difesa dei beni dei popoli, con l’obiettivo di realizzare cio? che ha detto Marti? ”...La madre del decoro, la linfa della liberta?, il mantenimento della repubblica e il rimedio dei vizi, e?, prima di tutto, la diffusione culturale”.
La vasta cultura raggiunta da Fidel non puo? essere negata neanche dai suoi nemici piu? agguerriti e una delle lezioni piu? importanti della sua vita per i rivoluzionari come me, e? la comprensione della cultura
come parte della battaglia d’idee. Per questo motivo e? nato e si e? rinforzato sempre piu? il mio rapporto d’amicizia con molti intellettuali rivoluzionari cubani. Pur se sono molti, non posso non parlare di due: Miguel Barnet e Abel Prieto, che con la loro vita e il loro lavoro mostrano che la cultura e? uno scudo, e? una spada per la nazione cubana.

La questione e? anzi, nei termini di un superamento dello sterile di- battito convenzionale in corso, giungere ad una consapevolezza dell’im- possibilita? d’uscire definitivamente dall’idea stessa per la natura intrin- seca della cultura deviante capitalista.

Voglio dire che tutta quest’opera racchiusa nella stupenda intervista di Katiuska e? di fatto un processo teorico e di pratica politica – che rivendica il materialismo come terreno del cambiamento radicale delle condizioni reali di vita – perche? l’intera umanita? si emancipi e diventi autocosciente. Questo cambiamento, per Fidel e? sempre chiaro, e? tutto tranne che scientificamente dato.
Potrebbe non avvenire. O meglio, per- che? avvenga, ha bisogno di soggettivita? organizzate e coscienti, altrimenti le crisi del capitale, siano esse cicliche, strutturali e a maggior ragione quando assumono la modalita? sistemica, potrebbero durare per secoli.

Questo non e? il primo libro in cui sono pubblicate conversazioni con Fidel, ma non e? un libro come gli altri; in questo l’essere umano coesiste con la figura storica e vi e? il presente e futuro non solo di Cuba, ma anche del mondo. Fidel non e? piu? il Presidente di Cuba, in questo testo puo? parlare di molte cose, che in un altro momento avrebbero portato a una corretta discrezione nel raccontarle. Questo favorisce l’abbondanza di dati, dettagli e un approfondimento delle circostanze, che non sono presenti in altri testi d’interviste del Comandante.

Gabriel Garcia Marquez, scrittore colombiano e premio Nobel per la letteratura, era un caro amico di Fidel Castro. Ha abbozzato un ritratto di lui e sottolineava “l’assoluta fiducia che Fidel da quando si ha un contatto diretto con lui. Il suo potere e? seducente. Cerca i problemi dove sono. La sua pazienza e? invincibile. La sua disciplina e? di ferro. La forza della sua fantasia spinge ai limiti dell’imprevisto “.
Mi rendo conto che un lettore italiano (ed europeo) avra? qualche
difficolta? ad intendere a pieno il valore straordinario di questa opera in- tervista, ma e? esattamente questo il livello sul quale dobbiamo muoverci quando parliamo di Gramsci e Venezuela...e d’Italia ... e tutte le parti del mondo. Per far muovere il proletariato nell’organizzazione di classe, per percorrere poi il divenire del Partito Rivoluzionario dei Comunisti, nella costruzione di quello che Fidel anche nelle sue tante ultime “Rifles- sioni” ci fa sempre intravedere come “Rivoluzione e? il senso del momento storico”. come il Socialismo possibile oggi qui ed ora, con determinazione, con etica rivoluzionaria, autodisciplina, amore, passione e con tanta volonta? nel forzare l’orizzonte, ma senza cercare improbabili scorciatoie.

Sempre come nell’agire storico, nel divenire storico, nel procedere deciso di Fidel, di Raul e della grande e sempre viva Rivoluzione cubana. L’idea di dove ci portera? questo libro la si trova in un momento delle conversazioni, quando alla presentazione il 4 febbraio 2012 a l’Avana,
Fidel dice a Katiuska:

“Preferisco il vecchio orologio, i vecchi occhiali e i vecchi scarponi,
ma in politica tutto il nuovo”.

E quando la scrittrice Graziella Pogolotti, presidentessa della Fondazione Alejo Carpentier, ha iniziato il giro delle domande, Fidel con un sorriso inizia a rispondere: “Devo approfittare adesso, perche? poi la memoria si stanca...Sono disposto a fare tutto il possibile per trasmet- tere quello che ricordo bene... ho espresso tutte le idee che avevo e i sen- timenti che ho provato”, e dopo ha aggiunto “Prendo coscienza dell’importanza di trasmettere tutto questo, per trasferirlo in modo che sia uti- le”....“L’educazione e? la lotta contro l’istinto. Tutti gli istinti conducono all’egoismo, ma solo la coscienza ci puo? portare alla giustizia. Questa non e? solo una formula pratica, ma teoricamente e? l’unica accettabile”.

E quando il pittore Alexis Leyva Machado (Kcho) ha sottolineato al termine dell’incontro, che questo libro spiega come Fidel e? divenuto un riferimento mondiale non per la forza, ma per la sua intelligenza, il Comandante ha risposto:
“Tu stesso lo hai detto, piu? che un’azione di coraggio serve un’azione d’intelligenza”.

Questa e? la filosofia politica, d’azione e di vita che attraversa tutta questa grande e unica intervista.

Non avrei potuto o saputo dirla meglio, concludere meglio questa nostra chiacchierata. L’atteggiamento antiteoretico che affligge una parte importante della sinistra, anche di classe, e? disastroso.

Con Fidel ho imparato a resistere a tutti gli attacchi piu? duri e agli oltraggi; nella mia esperienza, ho visto quanto in basso possono arrivare i nemici di classe, i difensori dell’imperialismo sotto mentite spoglie di democratici e difensori di diritti che volano come avvoltoi sulla vita e l’opera del rivoluzionario, inventando tutti i tipi di menzogne, cercando di screditare coloro che lottano per un mondo migliore.

Ed e? proprio dall’esempio di Fidel e dei tanti Tupak Katari, Marti?, Bolivar, Gramsci, Che Guevara, Chavez che si capisce perche? la Rivolu- zione non e? solo una conseguenza necessaria dello sviluppo delle forze produttive.
Fidel in questa sua meravigliosa biografia mostra nei fatti di vita reali che la rivoluzione, nella quotidianita? della politica come atto d’amore, e? una passione consapevole e marxianamente resa come modello scientifico interpretativo e poi come analisi della trasformazione possibile per la costruzione dell’opera rivoluzionaria socialista.

Quest’opera vuole essere un passo per quella popolarizzazione – dif- ficile, lunga, osteggiata da tutti – che pero? e? davvero l’unica strada, e lo hanno capito bene alcuni compagni che come noi nell’insegnamento della prassi di Fidel dedicano la loro vita con modestia e pazienza dei tempi lunghi e difficili, alla quotidiana determinazione di quell’intellettuale collettivo che le classi popolari devono diventare per l’autodeter- minazione del proprio futuro e la gestione della riproduzione sociale.

La base di questo libro sono delle domande molto complete rivolte a Fidel in un momento della sua vita matura, nella quiete della sua casa, quando non e? direttamente responsabile delle emergenze che implicano le decisioni di migliaia di dettagli che si accumulano sul tavolo del go- verno di un paese sottosviluppato che ha subito il blocco piu? lungo nella storia da parte del paese piu? potente che sia mai esistito.

Mi sento veramente molto onorato anche nel ringraziare Katiuska Blanco Castin?eira non solo per il suo ruolo di scrittrice di questo libro ma anche per l’amicizia e i consigli che ha saputo darmi;un sentito rin- graziamento va anche a Yamila Cohen, direttrice dell’Agenzia letteraria di Cuba, per la fiducia che con grande amicizia mi ha concesso di pubblicare questo libro in Italia.

Ringrazio loro e tutti i fratelli cubani coinvolti in quest’opera, per aver mostrato il loro completo distacco totale per qualsiasi interesse economico e per aver ceduto tutti i diritti in forma assolutamente gra- tuita alla Rete degli Intellettuali in Difesa dell’Umanita?, con l’unico fine, che a noi tutti interessa, che e? quello della diffusione del grande pensiero rivoluzionario di Fidel nella lunga ma certamente vittoriosa battaglia delle idee per il Socialismo.

Ecco perche? il 3 dicembre 2016 a Santiago, a Plaza Maceo dove ero presente al fianco del mio popolo rivoluzionario, dei miei fratelli cubani con Rita Martufi e Valter Lorenzi , come delegazione delle or- ganizzazioni politiche, culturali, sindacali italiani in cui militiamo, nella celebrazione di saluto per la scomparsa fisica del nostro Comandante, Patrimonio dell’Umanita?, si e? alzato con dolore, consapevolezza e dignita?, il grido di passione rivoluzionaria!

“Yo soy Fidel! Todos somos Fidel!”
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