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Ghouta orientale: i "ribelli" vogliono andare via da Douma portandosi 900 milioni di dollari

 

L'esercito siriano ha lanciato un ultimatum di 48 ore alla milizia filo-saudita Jaish al-Islam che occupa la città di Douma, l'ultima enclave sotto occupazione dei "ribelli". Il nodo per trovare l'accordo, oltre alla destinazione al di fuori del Ghouta, resta quello dei 900 milioni di dollari che i "ribelli" vorrebbero portarsi con loro


Ieri, il portale web 'Al Masdar News' ha riportato che ieri a Douma, ultima enclave nel Ghouta orientale, zona rurale di Damasco, ci sono state manifestazioni della popolazione contro la milia filo saudita Jaish al-Islam per non aver trovato un accordo con il governo siriano per mettere fine all'occupazione della città.
 
Secondo la tv libanese 'Al Mayadeen', la ragione principale per il mancato accordo sarebbe che  i "ribelli" appoggiati dall'Arabia saudita chiedono di abbandonare la zona portandosi con  loro la somma di 900 milioni di dollari. Un altro nodo resta quello dei luoghi di approdo scelti dai miliziani ovvero, il Qalamoun orientale, nei pressi di il confine con il Libano. Richiesta che il governo siriano ha categoricamente respinto, proponendo loro tre destinazioni: Raqqa, Idlib o Jarablous e portando con sé le loro armi individuali e oggetti personali.
 
Una rete di gallerie di 500 metri
 
Nel frattempo, l'evacuazione delle aree meridionali del Ghouta e Harasta prosegue verso ovest. Ieri sono stati mobilitati 65 autobus per liberare 5.000 persone, tra cui 1.000 miliziani dalle località di Jobar, Zmelka, Arbine e Ein Terma. Dovrebbero essere condotti alla provincia di Idlib.
 
Il corrispondente di al-Mayadeen ha riferito della scoperta di una rete di tunnel sotto la città di Harasta, a nord-est del Ghouta, ora liberata. Era lungo 500 metri e profondo 10 metri ed era dotato di attrezzature e materassi leggeri e ad aria. Questa rete aveva innumerevoli aperture verso gli edifici residenziali locali.
 

 
Tunnel lunghi diversi kilometri
 
Centinaia di tunnel sono stati scavati nel Ghouta orientale, dai quartieri di Qaboune e Barzé nella periferia occidentale del Ghouta a Nachabiyyat nel sud-est. I primi due sono stati liberati in base ad un accordo lo scorso anno.
 
Con lunghezze diverse, da pochi metri a diversi chilometri, sono stati scavati a 3, 5, 10, 15 e fino a 40 m di profondità, formando così piani interrati collegati tra loro. Alcuni erano abbastanza larghi per permettere il passaggio veicoli e camion, come quelli costruiti da Qaboune a Barzé. Mentre altri erano stretti e serviti esclusivamente per le eprsone
 
In alcuni quartieri sono stati creati come ospedali di fortuna. I depositi sono stati scoperti per le armi e per i prodotti alimentari.
 
Nel 2014, la televisione libanese LBCI trasmise un servizio sulla costruzione di questi tunnel tra Damasco ed il Ghouta.
 

 
Alcuni soldati siriani furono rapiti e costretti a partecipare allo scavo di questi passaggi sotterranei.
 
Persino i miliziani hanno usato questi tunnel per nascondersi durante i bombardamenti, ma questo non ha impedito la loro resa.
La forza dell'esercito siriano era tale da non poterli far uscire, cosa che alla fine li spinse a capitolare, disse uno di loro quando arrivò nella provincia di Idleb.  per spiegare i motivi per i quali non hanno potuto resistere.
La rete di tunnel era completamente bloccata quando l'esercito l'ha conquistata, assicura un soldato siriano ad Al-Mayadeen.
 
Fonte: Al Mayadeen, Al Manar
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