/ Il cloro nelle urine: l'ultima bufala dalla Siria di un regime me...

Il cloro nelle urine: l'ultima bufala dalla Siria di un regime mediatico alla disperazione

 



Scoperta urina contaminata di cloro! Dove? In una piscina affollata da incivili bagnanti? No. In Siria, nel Ghouta. Lo attesta un articolo della NBC diventato Vangelo per tutti i TG che, ora, possono, finalmente, mostrare le “prove” del criminale attacco di Assad che nessuno finora era riuscito a trovare.


Intanto, una domanda: chi avrebbe ottenuto nel Ghouta i campioni di urina che attestano la presenza di cloro? Funzionari dell’OPCW (l'Agenzia ONU per la proibizione delle armi chimiche)? No: questi, invitati dai russi ad effettuare indagini, raggiungeranno il Ghouta solo nei prossimi giorni. E allora chi? “Tali campioni sono stati ottenuti, attraverso ospedali, da intelligence statunitensi e straniere presenti sul terreno” ci assicura la NBC. Ma erano 007 che trafugavano provette cariche di urina da far analizzare in Occidente o che rovistavano i referti delle analisi corredate da una scheda clinica del paziente? Si direbbe una domanda dettata da mera pignoleria, ma non è così.

Perché solo nel secondo, improbabile caso , si sarebbe potuto accertare che l’ipercloremia (cioè l’eccesso di cloro nel sangue) non dipendeva da cause assolutamente banali come, ad esempio, una alimentazione ricca di sale, una diarrea prolungata o uno stato di disidratazione…


Di questa circostanza e, quindi, della possibilità di essere smentiti da un qualsiasi laboratorio di analisi, devono essersi accorti anche i giornalisti che avevano diffuso la bufala della NBC, i quali ora si affrettano ad aggiungere che, oltre a tracce di cloro, nell’urina sono state trovate anche tracce di Sarin. In persone ancora vive! La stirpe degli Skripal è molto più numerosa di quanto si immaginava.

 

Francesco Santoianni

 

Notizia del:
Notizia del:
 
Copyright L'Antiplomatico 2013 all rights reserved - Privacy Policy
L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa