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Il festival letterario 'Stelle sul Donbass': "Un pezzo di pace in mezzo alla guerra"

 

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a cura di Marinella Mondaini, Mosca


Nel Donbass, dove i bagliori sinistri della guerra non si sono ancora spenti, si è aperto domenica 13 settembre un Festival letterario. Di primo acchito sembrerebbe strano che là, dove ancora si odono gli spari e cadono gli strenui difensori di questa martoriata terra, si abbia la forza e la voglia di organizzare festival letterari. Ma non è strano se si parla del Donbass, i cui figli valorosi da oltre 6 anni resistono impavidi, anzi, è una dimostrazione che il Donbass non si piega e vive! Vive, nonostante tutto. E ha bisogno di amore, di tutto il nostro affetto e supporto. Ecco perché in una città come Donezk che poco dista dal fronte, si svolge in questi giorni la seconda edizione del Festival Letterario “Stelle sul Donbass”, iniziato l’anno scorso. Fra tutte le “stelle” che vi brillano, di sicuro una brilla in modo particolare e forte, è quella di una ragazzina che quando scrive sa prendere l’anima e il cuore, che sa vedere, ecco perché è in grado di guardare oltre…

Il festival letterario “Stelle sul Donbass” è organizzato e coordinato da Aleksandr Igorevic’ Kofman, presidente dell’ Ente Sociale della Repubblica Popolare di Donezk. Durante i preparativi per l'apertura del Festival, ho raccolto e tradotto l’intervista di due scrittori che vi avevano già partecipato lo scorso anno e ora raccontano cosa ne pensano del festival e di un libro a esso collegato, dal titolo “Vivi, Donbass!”.

Si tratta dello scrittore di fantascienza, Aleksandr Kontorovic’ e di una giovanissima scrittrice di Lugansk, Faina Savenkova, che muove i primi passi non solo nella letteratura, ma anche nella drammaturgia. Scopriremo anche cosa ha spinto uno scrittore famoso e un autore esordiente a lavorare insieme. Ecco l’intervista.



Aleksandr Kontorovic’: Di Congressi e Convegni sulla Letteratura se ne fanno tanti e da molto tempo, ciascuno di essi possiede una propria peculiarità e una larga fascia di ascoltatori. Il festival “Stelle sul Donbass” è giovane, è iniziato l’anno scorso, ma da circa venti partecipanti quest’anno sono già diventati 90 gli scrittori che vengono dalla Russia, senza contare tutti gli altri. Vi partecipano davvero “stelle” di prima grandezza, i cui nomi sono assai noti ai lettori e così questa manifestazione si sta trasformando in uno dei più grandi Congressi letterari sul territorio dell’ex Unione Sovietica. Qui non si conferiscono premi, medaglie o onorificenze, ma ugualmente a questo festival vi parteciperà una grande moltitudine di persone, anche se tuttavia le strutture locali di Donezk per ora non riescono a contenere tutti i desiderosi. Importante è che l’evento costituisce un grande interesse, e probabilmente influisce anche il fatto che in tanti vogliono essere presenti nella città poco distante dal fronte per recare conforto morale e aiuto ai suoi abitanti, dimostrare loro che non sono lasciati soli, dimenticati, vogliono esprimere rispetto e riconoscenza ai propri lettori. Perciò siete tutti i benvenuti, il solo venire a Donezk è già di per sé un grande sostegno.

Faina Savenkova: Quando sei bambino, puoi gioire e meravigliarti di tutto e anche far gioire e meravigliare gli adulti. Proprio come fa questo festival che ha solo un anno di vita e già attira su di sé l’attenzione. Il suo più grande successo non sta tanto nella moltitudine di persone che verranno ma piuttosto in ciò “che fa”. “Stelle sul Donbass” è un pezzo di pace in mezzo alla guerra, la pace di cui noi abbiamo così bisogno, noi che la guerra la conosciamo non attraverso i film o i libri. “Stelle sul Donbass” è anche il sorriso, i sorrisi che i partecipanti condivideranno con chi ne ha così tanto bisogno. “Stelle ..” è anche una parola di sostegno, il sostegno grazie al quale gli abitanti di Donezk possono percepire di non essere soli in questo duro momento. Ecco perché il festival è così importante per il Donbass!

Aleksandr Kontorovic’: Un breve racconto in un libro di 350 pagine, un evento normale, tuttavia ha saputo sollevare in rete già un’ampia discussione nonostante sia uscito da poco, in molti l’hanno apprezzato, ma tanti altri, intendo gli ucraini, hanno opposto dure critiche, condite spesso da odio purtroppo. Evidentemente ha colpito molto il fatto che diversi affermati scrittori hanno scritto sugli avvenimenti del Donbass, non solo attraverso racconti veritieri, ma al contempo hanno saputo proporre le loro vie d’uscita, pienamente reali, dalla situazione creatasi. Nel libro alcuni autori non hanno toccato il tema della guerra, preferendo scrivere della vita quotidiana di comuni bambini che vivono nelle città del dopo guerra. Per questo libro ho scritto un racconto insieme a Faina Savenkova, una cosa insolita, dato che siamo due autori completamente diversi: io uno scrittore di guerra, che nei miei 63 anni ho vissuto più di una guerra e lei una bambina di 11 anni, di Lugansk. Curiosamente ci siamo capiti al volo e il risultato è stato un racconto che parla di bontà, non di guerra, cattiveria o odio, qui non cadono i proiettili, non crepitano gli spari, ma ci sono dei bambini che interagiscono aiutandosi l’un con l’altro, coi loro gatti.



Faina Savenkova: A parte il fatto che tante persone diverse si riuniscono con un unico scopo, recare conforto al Donbass, c’è anche di bello che grazie al festival è nato il libro “Vivi, Donbass”. E’ una raccolta di storie brevi sulla guerra e sulla pace, sui destini dell’uomo, la sua anima, il bene e il male. Penso che la fantascienza sia un genere letterario dove c’è più verità che non nella maggioranza dei manuali di Storia. La nostra vita è una tale cosa, dove lacrime e riso, dolore e gioia si frammischiano, dove ciascuno sceglie ciò per cui lottare. E qualsiasi cosa succeda, la vita continua, affiancata sempre dalla speranza. Proprio su questo è imbastito il racconto che ho scritto insieme ad Aleksandr Kontorovic’ e certamente anche sui gatti, perché là dove ci sono i gatti, arriverà inevitabilmente anche la pace. Lo scorso 21 agosto a Mosca si è tenuta la presentazione del libro, purtroppo io non sono riuscita ad essere presente, ma Aleksandr Kontorovic’ è intervenuto parlando del nostro racconto. Penso che questo libro e la sua presentazione siano stati molto utili, perché non tutti conoscono bene quello che succede da noi.

Aleksandr Kontorovic’: Ho perso il conto di quante presentazioni di libri miei siano avvenute in bellissime sale o librerie, biblioteche o fiere. A Mosca per il libro “Vivi, Donbass!” la sala era piuttosto piccola ma gremita di gente, venuta ad ascoltare, non solo per farsi un selfie insieme al famoso e preferito autore o per l’autografo sul libro, tra l’altro il libro che non tutti l’hanno potuto ricevere vista la limitata tiratura e tenuto conto anche del fatto che una parte di libri sono stati mandati nelle biblioteche di Donezk. Gli intervenuti alla presentazione erano interessati a conoscere la storia della creazione di questo libro, capire perché tanti scrittori famosi e impegnati abbiano potuto trovare il tempo di scrivere, senza onorario, il proprio racconto per il libro. Perché in tal modo hanno potuto esprimere il loro punto di vista su ciò che succede nella “Novorossia” e confortare con la loro parola le sofferenze di coloro avevano incontrato un anno fa nella città che giace vicino alla linea del fronte.

Faina Savenkova: Ho l’impressione che la prima edizione del festival sia stato un primo passo verso un futuro senza la guerra. E adesso potremo camminare con molta più sicurezza verso questo mondo percependo il sostegno di tante persone creative che non sono indifferenti alla nostra tragedia. Io non so cosa aspetta il Donbass in futuro, come diventerà, ma so che ce la faremo.

Aleksandr Kontorovic’: Io personalmente spero che il Donbass entri a far parte della Russia, ma è probabile che diventi come le repubbliche di Abkhasia e Ossezia del Sud.


Biografie degli autori

Aleksandr Sergheevic’ Kontorovic’ è nato il 15 luglio del 1957, vive a Mosca. Dal 1975 per due anni ha svolto il servizio militare nell’Esercito Sovietico delle Forze Armate dell’URSS; nel 1977 ha lavorato presso un laboratorio di geofisica dell’Università Lomonosov di Mosca, quindi ha ripreso servizio nell’Esercito fino al 1996, conseguendo il grado di maggiore; dal 1996 si è occupato dell’elaborazione dei mezzi e metodi della lotta contro il terrorismo, ha ottenuto 6 brevetti, concernenti i metodi e le apparecchiature per la prevenzione degli atti terroristici; dal 2000 è consigliere presso una delle strutture dell’Associazione Veterani dell’unità speciale Anti terrorismo “Alpha”; dal 2009 si occupa di attività letteraria.

Faina Savenkova è la più giovane fra i membri dell’Unione degli Scrittori della Repubblica Popolare di Lugansk, inoltre è anche membro dell’Unione Internazionale degli Scrittori della Russia (sezione Junior). Una giovane promessa della letteratura che con le sue opere ha già ottenuto premi significativi: nel 2019 la sua pièce “Il riccio della speranza” è arrivata finalista nel Concorso Internazionale della Drammaturgia Russa Contemporanea “L’autore in scena!”, organizzato dalla Gilda dei drammaturghi della Russia; ha ottenuto il premio speciale della giuria nel Concorso Panrusso di Drammaturgia per bambini, adolescenti e giovani del Laboratorio teatrale “Asyl”; l’ultima premiazione è recentissima, il 6 settembre di quest’anno è arrivata seconda nel “Gran Premio” per la Drammaturgia a Mosca. Le sue opere sono state pubblicate in Russia e in vari paesi del mondo.




 
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