World Affairs/Il terrorismo mediatico mette a rischio il sistema sanitario

Il terrorismo mediatico mette a rischio il sistema sanitario

 

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Per Salvatore Manca, presidente di Simeu: I pronto soccorso italiani "sono presi d'assalto da persone asintomatiche o paucisintomatiche che temono di avere il Covid"


 
E’ appeno stato aggiornato il nuovo bollettino di positivi (perlopiù asintomatici) e si attendono le nuove decisioni di un governo che da marzo ad oggi poco e nulla ha fatto a livello di organizzazione dell’emergenza, lasciando tutto al caso e a nuove misure medioevali (o lockdown perché va di moda l’inglese).
 
C’è però chi mette in discussione questa ipotesi. Sull’AntiDiplomatico trovate le dichiarazioni del Prof. Tarro e del Prof. Perronne, oltre agli illustri luminari che hanno stilato la Dichiarazione di Barrington e ora il Guardian associa all’“antisemitismo”. Ma non sono i soli a uscire allo scoperto, anche laddove vige la censura dei governatori regionali.

«Siamo sicuri che questa sia la strada giusta? Io non credo». A scriverlo su Facebook è Francesco Vaia, direttore sanitario dell'Inmi Spallanzani di Roma. Secondo il medico - che ha certamente più voce in capitolo di tanti colleghi che hanno aumentato il loro reddito in tv, lui che, al contrario, vive l’emergenza in prima fila - la situazione viene gravemente peggiorata dal terrorismo mediatico di questi giorni.  «Il Paese non ha bisogno di stress e di minacciati provvedimenti che rischiano di creare sequele psicologiche gravi sulle persone più fragili e sui giovani, che invece dovremmo preservare. Poveri giovani, alla mancanza di futuro che non siamo stati in grado di garantire, adesso aggiungiamo la paura oscura e medievale di periodi di segregazione», scrive.
 
Il direttore dello Spallanzani crede in una strategia completamente diversa: «Abbiamo bisogno di buon senso, di tanto buon senso. E se invece di chiudere aprissimo sulle 24 ore ad esempio tutti gli esercizi commerciali, la grande distribuzione, magari a Natale per consentire un afflusso più ordinato e spalmato sulle 24 ore?».
 
La sua proposta poi continua così: «E se organizzassimo gli ingressi negli uffici, nelle fabbriche o nelle scuole, su più turni di modo da alleggerire in questa fase i trasporti? Sono solo alcune delle idee. Certo la politica deve trovare le soluzioni, ma noi dobbiamo ribadire, con forza che meritiamo di avere tutto aperto. Ma che questo dipende solo da noi!».
 

La situazione degli ospedali
 
Qual è la situazione nei nosocomi italiani che da più parti vengono descritti come vicini alla saturazione e al collasso?
 
Il pronto soccorso italiani «sono presi d'assalto da persone asintomatiche o paucisintomatiche che temono di avere il Covid e cercano una risposta che la medicina territoriale non gli sta dando». Dichiara all’agenzia AGI Salvatore Manca, presidente di Simeu, Società Italiana della medicina di emergenza-urgenza.
 
Una situazione che sarebbe uguale in tutta la penisola afferma Manca: «Ho effettuato un'indagine e ne è venuto fuori che non c'è Regione in cui non si stia verificando questo fenomeno. Da una parte abbiamo i ritardi nell'effettuazione dei tamponi sul territorio e la scarsa disponibilità dei medici di base, e dall'altra abbiamo una buona parte di pronto soccorso che hanno introdotto i test rapidi».
Dunque per una cittadinanza sempre più spaventata da un’informazione che in alcuni casi rasenta i toni terroristici non resta che riversarsi negli ospedali, che rappresentano per loro l’unico punto di riferimento, spiega Manca.
 
L’unica soluzione è il rafforzamento della «medicina del territorio deve funzionare, una grossa mole di pazienti che arriva da noi e dovrebbe essere gestita dal territorio. Si parla di almeno un 30% di pazienti asintomatici e paucisintomatici che potrebbe essere gestita in modo diverso dalle Asl, dai medici di base e dalle Usca: le Unità speciali di continuità assistenziale che svolgono attività domiciliari per i pazienti COVID-19».
 
Ancora una volta emergono con chiarezza i guasti prodotti da trent’anni di neoliberismo, austerità e quindi tagli draconiani che hanno devastato la sanità italiana. La pandemia ha avuto l’effetto di rendere ulteriormente palesi i guasti prodotti da certe politiche antipopolari presentate dalla nostra classe politica come inevitabili e funzionali alla costruzione di un paese migliore e più moderno. La realtà è adesso sotto gli occhi di tutti.

La Redazione
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