Le piste imperscrutabili del potere

Le piste imperscrutabili del potere

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In questi tempi di notevoli cambiamenti posso consigliare un grande libro su tutti i grandi affari umani: “Isomorfismo del Potere. Per una teoria complessa del potere” (Alberto De Toni, Eugenio Bastianon; prefazione di Enzo Rullani e postfazione di Ugo Morelli; Marsilio, 257 pagine, 2019).

La formazione in ambito dirigenziale, e non solo, è un processo molto particolare dalle mille sfaccettature. Comunque per semplificare la recensione riporto solo alcune cose fondamentali. Già nel libro “Management. Mito e realtà di Henry Mintzberg (il libro è del 1991), si riportano alcune questioni fondamentali sull’elaborazione del potere in vari generi di organizzazione: il gioco dell’insubordinazione, il gioco delle alleanze, il gioco della sponsorizzazione, il gioco della scalata al potere, il gioco delle fazioni opposte” (p. 72). Naturalmente quasi tutti i tipi di organizzazione sono influenzate dalla politica nazionale, dalla politica continentale e perfino da quella internazionale.

Il valore del potere decentrato non vieni quasi mai preso in esame, soprattutto a livello universitario, poiché quasi nessuno ci può guadagnare qualcosa. Ma “La distribuzione del potere in tutti i sistemi risponde, alla fine, alla varietà necessaria di Ashby: solo la varietà può contrastare la varietà” (p. 115). Quindi il potere può essere inteso come isomorfismo, con il vero significato che è “la capacità di assumere forme dai lineamenti simili nei diversi campi – cognitivo, economico, sociale, ambientale ecc. – in cui il potere emerge e viene esercitato” (Enzo Rullani, p. 9).

Nella politica “l’accentramento corre invece il rischio di non essere efficace ed efficiente, come dimostrano i casi esaminati della presidenza accentrata degli Stati Uniti con i rischi e i modi di governarli, del Ministero della Marina Militare italiano (un’organizzazione generatrice di sconfitte [pilotate dagli angloamericani]) e dell’intervento della chiesa nella ricerca scientifica nel 1600 che ha dovuto avvalersi del ruolo moderatore di Bellarmino” (cardinale e santo, p. 109). Il potere deriva dal passato, il potere deriva dalle leggi, il potere deriva da una reale capacità personale (in ogni caso Galileo Galilei fu condannato solo da morto).

Quasi sempre “Chi ha più potere subisce costi di aggiustamento minori; chi ha meno potere subisce costi di aggiustamento maggiori. I meno potenti adatteranno i propri comportamenti ai più potenti” (p. 145). I potenti governano le relazioni e condizionano quasi tutti i comportamenti. Però “all’aumentare della complessità c’è la necessità di aumentare autonomia e cooperazione. Ma cooperare significa assumersi dei costi di aggiustamento” (p. 143). Di solito “Il potere è sempre associato a un significato negativo. Perché usato dai più forti a spese dei più deboli. Eppure, il potere non è negativo in sé… Il potere non è un male necessario. È una risorsa critica per l’individuo all’interno di una organizzazione e per la mobilitazione dell’azione collettiva” (p. 143).

Tutti “I sistemi accentrati di potere sono esposti alla crisi della razionalità. I teoremi di Godel sono senza dubbio l’orizzonte epistemologico nel quale si sviluppa, tra l’altro, la teoria della razionalità limitata di Herbert A. Simon, il quale sostiene che gli attori economici non sono in grado di prendere decisioni ottime bensì soddisfacenti (basate su euristiche)” (p. 109). La complessità delle varie situazioni umane è tale, che è impossibile calcolare l’eventuale utilità di moltissime iniziative.

Molto probabilmente dopo tanti anni possiamo solo affermare che il filosofo Adam Smith aveva pienamente ragione. In effetti l’uomo è ancora governato da sei impulsi fondamentali: “egoismo, simpatia, desiderio di libertà, senso della proprietà, abitudine al lavoro e tendenza al baratto” (p. 127; La ricchezza delle nazioni, 1776). La Provvidenza segue il bene comune anche se ciascun individuo è “spinto da una mano invisibile a promuovere un fine che non era stato previsto dalle sue intenzioni”. Smith ha affermato: “non ho mai avuto occasione di constatare il bene fatto da coloro che affermano di operare per il benessere comune”. Quindi buon lavoro a quasi tutti…

Alberto Felice De Toni è rettore dell’Università di Udine e presidente della Fondazione CRUI (Conferenza dei rettori delle università italiane; tutto al momento della scrittura del libro). Ha conseguito la laurea in Ingegneria chimica e il dottorato in Scienza dell’innovazione industriale presso l’Università di Padova e insegna Organizzazione della produzione e Gestione dei sistemi complessi a Udine. Per ulteriori info: https://labgest.uniud.it/detoni.

Eugenio Bastianon si è laureato in Filosofia all’Università di Venezia, dove ha conseguito il master in Formazione dei formatori. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Ingegneria gestionale presso l’Università di Padova. Insegna l’Epistemologia della scienza presso l’Università di Udine.

Nota personale – Consiglio un documentario sul potere della banca giapponese (sottotitolato in italiano), https://www.youtube.com/watch?v=yjS-I95K3V4, un breve video su Giorgio Bianchi, un fotografo documentarista, https://www.youtube.com/watch?v=1UZTZleksX0 (Rai Tre), e un video che rappresenta in pieno la migliore italianità, https://www.youtube.com/watch?v=1b9YJIIaiJ4. Poi segnalo una vera giornalista francese, https://www.youtube.com/watch?v=SbiAGkBQ9HY e il professor Alessandro Orsini, https://www.youtube.com/watch?v=GGEraLsNXCY. Infine segnalo soprattutto gli ultimi 15 minuti di questo video: https://comedonchisciotte.org/cosa-sta-succedendo-con-i-vaccini-in-europa-e-in-usa-diretta-video.

Nota aforistica – “Il potere è l’afrodisiaco supremo” (Henry Kissinger); “Sappiamo che mai nessuno prende il poter con l’intenzione di abbandonarlo” (George Orwell, morto a 47 anni); “il potere appartiene al popolo” (Articolo 1 della Costituzione italiana); “Ordine senza potere” (Pierre Joseph Proudhon); “La guerra ha sempre solo uno scopo: arricchire i ricchi e decimare i poveri. Finché l’uomo sfrutterà l’uomo, finché l’umanità sarà divisa in padroni e servi, non ci sarà né normalità né pace. La ragione di tutto il male del nostro tempo è qui” (Pier Paolo Pasolini, nato a Bologna e morto a Roma). In effetti “Quanto più grande il potere, tanto più pericoloso l’abuso” (Edmund Burke, filosofo e politico britannico); “Il potere dei senza potere è la verità” (Amian Azzott; https://www.agoravox.it/Il-potere-e-la-politica-dell-uomo.html); “La prima arte che devono imparare quelli che aspirano al potere è di essere capaci di sopportare l’odio” (Seneca, filosofo); “Non si può conoscere veramente un uomo fino che non lo si vede gestire il potere” (Sofocle,drammaturgo greco); “Il potere deriva da una relazione collegata a una determinata situazione” (Morieux e Tollmann, p. 225;  https://www.agoravox.it/Una-lettura-estiva-per-una.html); “Il potere si staglia perciò come assunzione di posizioni che negano un ordine relazionale, interpersonale o collettivo, desiderando istituirne un altro per il quale l’investimento emozionale e passionale richiede legittimazione e consenso mediante la consegna a sé del potere di un altro o di altri” (Ugo Morelli); “I limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo” (Wittgenstein, filosofo); “Agisci in modo da aumentare il numero delle possibilità” (Heinz von Foerster, costruttivista radicale e cibernetico).

Nota finale – Un alto prelato massone disse queste parole: “Il denaro è nulla. Il potere è nulla. Il controllo dell’informazione è tutto. Ottenete quello e otterrete tutto il resto”. Comunque per capire meglio come operano i potenti ci sarebbe anche questo libro: “La storia segreta dell’impero americano. Corruttori, sciacalli e sicari dell’economia” (https://johnperkins.org, libro a quanto pare difficilmente reperibile). Dopotutto sarebbe dovere e responsabilità di ogni cittadino non obbedire sempre alle autorità (Benjamin Franklin); detto da Vera Sharav qui (detto al minuto 46, anche se consiglio almeno dal minuto 35): https://www.youtube.com/watch?v=CH716CrLh2U (oppure potete andare sul sito svizzero Mittdolcino.com). Infine segnalo un’ultima cosa molto importante: https://www.youtube.com/watch?v=O0hy6SmhqmE (il giornalista Matteo Gracis e la ricercatrice Loretta Bolgan).

 

Damiano Mazzotti

Damiano Mazzotti

"Prima delle leggi, prima della stampa, la democrazia è la parola che puoi scambiare con uno sconosciuto" (Arturo Ixtebarria').

 

Damiano Mazzotti è nato nel 1970 in Romagna e vive in Romagna. Si è laureato in Psicologia Clinica e di Comunità a Padova nel 1995. Nel corso della vita si è occupato di consulenza, di formazione e di comunicazione, lavorando nella Regione Emilia-Romagna, per società di Milano e per l’Istituto Europeo di Management Socio-Sanitario di Firenze. Nel 2008 diventa uno studioso indipendente e un Citizen Journalist che ha pubblicato centinaia di articoli sulla piattaforma informativa Agoravox Italia (www.agoravox.it/Damiano-Mazzotti). Nel 2009 ha pubblicato Libero pensiero e liberi pensatori, il primo saggio di un giornalista partecipativo italiano. 

 

 

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