World Affairs/L'insegnamento femminista dalla Spagna: castrare alla nascita il ...

L'insegnamento femminista dalla Spagna: castrare alla nascita il 25% degli uomini per realizzare la Matria

 

l'AntiDiplomatico ha bisogno del tuo aiuto. Una tua piccola donazione può essere vitale per la nostra battaglia di informazione.



di Francesco Corrado


Tutti sanno che qualche giorno fa il presidente delle Nazioni Unite se n'è uscito con una dichiarazione che, più o meno, dice: "La pandemia da Cornavirus sta dimostrando (a lui evidentemente) che millenni di patriarcato hanno portato ad un mondo dominato dai maschi, con una cultura dominata dai maschi, che danneggia tutti".


 

A tal proposito abbiamo pensato di raccontarvi un fatto che l'anno scorso ha fatto molto discutere in Spagna. I fatti: alcuni studenti hanno registrato le lezioni della propria professoressa di lingua e letteratura, tal Aurelia Vera, ovviamente gli audio e le trascrizioni sono diventati virali facendo discutere la nazione. In una sua lezione la professoressa, che in pratica insegna femminismo postmoderno, spiega come poter realizzare un progetto matriarcale, cioè di società in cui gli uomini vengano esclusi dal potere per delegarlo esclusivamente alle donne.


La domanda è: che ce ne frega a noi di cosa dice in classe la professoressa Aurelia Vera all'istituto alberghiero San Diego de Alcalà, nella cittadina di Puerto del Rosario, nell'assolato arcipelago delle Canarie? Ci interessa per la somma di diversi motivi.
 

Primo: la professoressa Vera non è un cane sciolto, è una politica attiva del PSOE ed è assessore del municipio di Puerto del Rosario, capoluogo dell'isola di Fuerteventura, cittadina che conta poco più di 20.000 abitanti. Il suo partito l'ha difesa a spada tratta. In quanto ne rappresenta alla perfezione l'ideologia.


Secondo: la nostra professoressa è stata insignita del premio Meninas, in rappresentanza del collettivo studentesco femminista "La Sexta Cariatide" (da lei creato a scuola e di cui è coordinatrice): il premio viene assegnato dalle comunità autonome a collettivi femministi, per attività che favoriscano "la pace e l'uguaglianza". Il motivo che ha portato all'assegnazione del prestigioso premio è stato che le 60 studentesse del collettivo hanno avviato una raccolta di firme per far si che il femminismo diventi materia scolastica; cose grosse insomma.  


Terzo: periodici che una volta erano di sinistra (e che hanno fatto la fine che da noi ha fatto "La Repubblica"), come El Pais, si sono sperticati in difese patetiche della prof e del suo delirio a base di castrazione selettiva. Ma gli audio e le trascrizioni sono chiari e c'è poco da dire. La prof, che vive nella realtà parallela del femminismo del terzo millennio, non ha minimamente dovuto rimangiarsi quanto detto, in quanto ciò è considerato politically correct.


Quarto: a parte il delirio sulla castrazione selettiva, gli audio delle lezioni ci mostrano alcuni sprazzi del tipo di insegnamento in cui consistono gli studi di genere che tanto vanno di moda nelle università: una forma di indottrinamento all'odio tra uomini e donne in parte basato su mistificazioni storiche che si vuol far diventare materia di studi anche alle superiori.


Quindi questa storia per noi è, a ragion veduta, emblematica di cosa sia il femminismo del terzo millennio: mainstream, autoritario, vuoto di proposte reali. E la storia della legislazione spagnola in materia potrebbe insegnare qualcosa, se la studiassimo, invece che replicarla scioccamente come stiamo facendo.


Ma lasciamo la parola alla prof:


Prof: "La situazione di sofferenza in cui si ritrova la popolazione del Venezuela non è tanto colpa di Maduro, quanto degli Stati Uniti, lo stesso vale per l'isolamento di Cuba. Non è tanto un problema di Cuba, è che gli Stati Uniti non lasciano entrare niente a Cuba...(si dilunga sulle transazioni economiche internazionali su cui sorvoliamo per sintesi) ...Questo sono gli Stati Uniti e queste sono le transazioni commerciali di questo mondo neoliberale (brava prof!)."


Studente: "Prof allora di che sistema crede che avremo bisogno?"


Prof: "Bisogna inventarlo, io si che ne ho uno. La Matria." 


Studente: "E in che cosa consiste?"


Prof: "Nel potere delle donne. Io credo che i valori della donna non siano né la guerra, né la distruzione, né l'antiecologismo, né la mancanza di attenzioni. Voglio un mondo ecologico, un mondo non violento, un mondo non imperiale, un mondo in contatto con la natura. Il problema sarebbe come istituirla. Come istituirla? Io un'idea ce l'ho. Tramite la castrazione selettiva."


Studentessa- "Ma come prof, ha appena detto che non ci sarebbe violenza!"


Prof- "Il problema è istituirla (la Matria), ci sono dei problemi, non dico che sarà buona. Il fine giustificherebbe i mezzi? Salvare il pianeta giustificherebbe la castrazione del 25% della popolazione? Ecco, quello già sta dicendo di no (rivolgendosi ad un alunno), guarda che se ti tagliano il pisello mica ti succede niente! (nooo figurarsi). Come detto il problema è istituirla, cioè fare in modo che gli uomini smettano di governare per dare il potere a noialtre, bisogna mettere mano alla castrazione selettiva."


Studentessa: "Si ma a cosa le serve accumulare tante palle?"


Prof: "D'accordo io credo...c'è qualcosa che si chiama uova al cognac, tanto per darti un'idea".


Voci incomprensibili che si sovrappongono


Prof: "Se eviriamo gli uomini non solo non potranno avere figli, ma non potranno sviluppare una serie di ormoni che gli danno forza fisica, altra cosa è che poi non smetteranno mai di parlare col tono di voce dei bambini. Quindi ho la mia idea di un nuovo mondo e funzionerebbe da paura (de puta madre). Useremmo la scienza per sapere a chi tagliare le palle. Con l'eugenetica potremmo creare bambine e bambini alla carta, come in un menù. Voglio che mio figlio sia alto 1,80, abbia gli occhi azzurri e che non abbia nessuna malattia, questo esiste già."


Studente: "Ma invece di questo progetto di castrarci a quasi tutti..."


La prof lo interrompe investendolo con un mare di sciocchezze: "Fa male vero? Ma lo sapete voi che a noi ci hanno castrato per milioni di secoli? (sic). Soprattutto qua nella mente. E non abbiamo detto nulla. Gli orgasmi femminili sono apparsi per la prima volta negli anni '60, e fino ad allora non abbiamo potuto avere orgasmi. Noialtre siamo state storicamente castrate dal momento della nascita al momento della morte. Solo negli anni '60 con gli studi di Roig si iniziò a pensare che la donna potesse avere l'orgasmo. Ed è a partire da allora che cominciammo a provare gli orgasmi, perché voialtri (rivolgendosi ai quindicenni maschi cui dovrebbe insegnare letteratura) non ci lasciavate nemmeno pensare che noialtre avessimo diritto al desiderio ed al piacere."


Studente- "Si però, prof, ci sta dicendo di tagliarci le palle..." 


Prof-"Che orrore, che per gli uomini la loro identità sia il cazzo! Che orrore, vero? Alcuni preferiscono morire al farsi tagliare il cazzo: tagliatemi il collo ma non il cazzo. Dicono molti"


Più tardi la prof dice: "Un disastro che elimini i tipi (uomini), e che ne rimangano pochini, il minimo indispensabile. E lì inizierà la mia Matria."


Insomma questo è un sunto della questione. Ovviamente la destra ci ha inzuppato il pane, sono partite denunce, il solito circo che ci si può immaginare e di cui poco ci interessa. Qui contano tre considerazioni. Innanzitutto il fatto che roba così si possa dire tranquillamente perché è del tutto accettabile. Del resto durante la fase più acuta della pandemia da covid, quando saltò fuori che gli uomini potessero essere più colpiti delle donne, una giornalista in TV disse che questa era proprio una buona notizia. Ma tutto ciò è politically correct oramai. Del resto se viviamo in un patriarcato, le donne sono solo vittime e gli uomini solo carnefici, in quanto tali, se qualcosa cosa li colpisce non è necessariamente un male assoluto.


La seconda considerazione attiene alla idea politica. La nostra prof aveva individuato correttamente uno dei problemi dell'umanità (anzi il principale) cioè le politiche neoliberali, ma poi alla domanda: che fare? Ha deragliato. Come il PSOE stesso del resto.


Come risolvere il problema delle politiche neoliberali? Evirando il 25% degli uomini, no? Come abbiamo fatto a non pensarci prima? Era tanto facile! Certo chi si opporrà "finirà in fumo" per usare le parole della nostra prof, che ha ricevuto un premio per la pace, ma una volta instaurata la Matria tutto tornerà magicamente a posto. Ovviamente la nostra amica dimentica che, oltre all'imperialismo made in USA, le politiche neoliberali sono proprio quelle che l'Europa ci sta imponendo e che sono sostanzialmente costituzionalizzate nei trattati di Lisbona. Cioè saranno ineluttabilmente parte del nostro futuro, se non facciamo qualcosa.


Ma tra UE e PSOE è amore forte ed intenso al lume della lotta al patriarcato, che è sempre la priorità, come in sede ONU pare. I riferimenti al capitalismo per questa gente sono solo formule di rito ma il vero obiettivo non è certo l'ordine finanziario neoliberale globale, da cui sono abbondantemente finanziati e sponsorizzati.


Non è un caso se il capo del governo Pedro Sanchez, in piena pandemia, con un paese che avrà una recessione forse peggiore di quella italiana, dice che il vero problema della Spagna è l'odio. Come da noi la politica della sinistra di governo si riduce a slogan vuoti su antifascismo e antirazzismo. Invece di fare progetti reali e tirare fuori piani per evitare shock economici, il problema è un sentimento: l'odio. Mbè Sanchez probabilmente salverà la Spagna facendo un paio di decreti sulla gaiezza e l'amore.


La terza riflessione è sulla concezione del mondo che ha questo genere di persone. Le donne sono associate a tutte le virtù i cui speculari difetti sono invece caratteristiche maschili. Non ci dividiamo più in ambientalisti e non ambientalisti, no: le donne rappresentano l'ambientalismo e gli uomini l'inquinamento. Idem vale per l'antitesi guerra vs pacifismo.


Se poi una volta i lavoratori erano la classe oppressa e i capitalisti la classe che opprime, adesso nell'ideologia del PSOE (come del PD da noi), il mondo si divide in donne (oppresse) e uomini (oppressori). Oltre al cambio di paradigma c'è un altro aspetto. Cioè si passa dal combattere una categoria di individui per la funzione che ricopre (capitalista), al combattere una categoria di individui per caratteristiche intrinseche che si acquisiscono alla nascita (uomo). Questa visione non porterà da nessuna parte, se non allo scontro tra i sessi, che in molte realtà, come la Spagna, è già in atto.


Se poi certe cose iniziano a dirle persone come il segretario generale della Nazioni Unite, mbè le cose iniziano a farsi problematiche.

Notizia del:
Notizia del:
 
Copyright L'Antiplomatico 2013 all rights reserved - Privacy Policy Change privacy settings
L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa