Ocse, la crisi in Italia peggiorerà. E annuncia le "riforme"

Ocse, la crisi in Italia peggiorerà. E annuncia le "riforme"

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

 

Ricordate è sempre colpa del Covid-19: La pandemia ha causato la crisi, non lo dimenticate.

Se pensate che sia un modo per giustificare e riproporre le politiche liberiste lacrime e sangue degli ultimi 30, siete dei complottisti. Nel secolo scorso in Italia, precisamente in un ventennio, si usava la parola "disfattisti".

Su questa linea l'allarme dell'OCSE nel report 'Going for Growth 2021'.

In Italia "la crisi rischia di far calare ancora i tassi di occupazione, già bassi, e di rafforzare e diseguaglianze, soprattutto per chi ha scarso livello di competenze e basso livello di formazione continua", si legge nello studio.

Non finisce qui: "Istruzione, promozione dell'impiego e servizi di istruzione possono contribuire a mitigare i divari tra domanda e offerta di lavoro. Molte sfide strutturali - disparità di territorio,demografiche e di genere, il debito pubblico- si sono aggravate a causa del Covid".

Disparità di territorio si alluderà al divario tra nord e Mezzogiorno. La domanda è questa: Si può fare riducendo il debito pubblico? Botte piena e moglie ubriaca Bruxelles non lo permette, dobbiamo far quadrare i bilanci. Lo spiega qualcuno qui a conoscenza della questione.

L'OCSE indica una via di uscita: “Un pilastro centrale della strategia di ripresa è come massimizzare l’effetto dei fondi del Next Generation Eu, soprattutto per gli investimenti, che hanno il potenziale per stimolare la crescita e l’occupazione a lungo termine”.

Dal momento che la crisi non è ancora finita come si possono mai determinare i danni? Basteranno questi fondi?

Queste politiche avranno “successo”, ribadiscono dall'OCSE, ma dipenderà dalla "capacità di migliorare l’implementazione, la gestione e la definizione delle priorità della qualità degli investimenti pubblici".

I pilastri di questa via di uscita sarebbero la  'promozione dell’efficienza della pubblica amministrazione' e rendendo “più efficaci l’assegnazione e il coordinamento dei compiti di attuazione delle varie politiche tra i diversi livelli di governo”.

Tra i suggerimenti anche quelli relativi a “riforme della Giustizia per migliorare i processi amministrativi”, ad “una maggiore digitalizzazione”, a “rimuovere i vincoli legali al telelavoro” e quelli “per favorire l’installazione più rapida di infrastrutture per le telecomunicazioni”, oltre ad “aumentare la consapevolezza e le competenze dei manager per supportare la diffusione delle tecnologie, l’innovazione e il miglior utilizzo del personale”.

Tutte indicazione che serviranno a promuovere una maggiore flessibilità del personale rendendolo più precario, oltre al fatto, che la rimodulazione tecnologica e amministrativa porterà come minimo a salari più bassi.

Insomma, la cura è peggio del male.

Che fare?

 

Angelo Brunetti

Angelo Brunetti

Potrebbe anche interessarti

Il servilismo di un paese praticamente fallito di Paolo Desogus Il servilismo di un paese praticamente fallito

Il servilismo di un paese praticamente fallito

80 ANNI FA L’INFAMIA DELL’ITALIA VERSO LA JUGOSLAVIA di Giorgio Cremaschi 80 ANNI FA L’INFAMIA DELL’ITALIA VERSO LA JUGOSLAVIA

80 ANNI FA L’INFAMIA DELL’ITALIA VERSO LA JUGOSLAVIA

Mosca condanna le azioni di Israele di Marinella Mondaini Mosca condanna le azioni di Israele

Mosca condanna le azioni di Israele

Rai, ma quale "lottizzazione" si chiama democrazia di Thomas Fazi Rai, ma quale "lottizzazione" si chiama democrazia

Rai, ma quale "lottizzazione" si chiama democrazia

Caos in Rai per un servizio critico dell'Unione Europea di Gilberto Trombetta Caos in Rai per un servizio critico dell'Unione Europea

Caos in Rai per un servizio critico dell'Unione Europea

Lavoratori manganellati: gli anni '90 finiscono oggi di Pasquale Cicalese Lavoratori manganellati: gli anni '90 finiscono oggi

Lavoratori manganellati: gli anni '90 finiscono oggi

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti