Palestina, il voto della vergogna al comune di Brescia. Cremaschi: "Abbiamo assistito al crollo del PD"

Palestina, il voto della vergogna al comune di Brescia. Cremaschi: "Abbiamo assistito al crollo del PD"

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di Giulia Bertotto per L’AntiDiplomatico

Giorgio Cremaschi, sindacalista italiano, è stato presidente del comitato centrale della FIOM, l'organizzazione dei metalmeccanici della CGIL, dal 2010 al 2012. Dal 12 gennaio 2019 al 12 maggio 2021 è stato Portavoce nazionale di Potere al Popolo!, nel quale oggi milita. Lo abbiamo ascoltato per parlare del voto bipartisan del consiglio comunale di Brescia, secondo il quale supportare la causa palestinese renderebbe automaticamente antisemiti.  La più meschina delle strumentalizzazioni, mentre tutti assistiamo al Genocidio del popolo palestinese in mondovisione social.

Cremaschi, ci spieghi anche i retroscena. Cosa è successo nel capoluogo della provincia lombarda?

Innanzitutto è bene ricordare che nel Consiglio Comunale di Brescia circa il 60% è composto da voci del centro sinistra, come Azione, Italia Viva, Sinistra Italiana passando per il Pd e alcune liste civiche, mentre il restante (inferiore al) 40% conta membri della destra. La destra ha presentato un ordine del giorno circa un mese e mezzo fa nel quale chiedeva l’approvazione di tutte le cose più vergognose della propaganda di Netanyahu, come l’equiparazione di antisionismo e antisemitismo, di conseguenza con questo documento qualsiasi forma di critica allo stato israeliano equivarrebbe ad un atto di antisemitismo. Il testo è stato formulato sulla base del protocollo internazionale dell’IHRA che le stesse Nazioni Unite considerano non accettabile per la definizione di antisemitismo, ed utilizzato invece come canone di giudizio dalla propaganda di Israele. Si è aperta così una discussione. Il Pd, per evitare si rompesse la propria maggioranza, ha cercato di prendere tempo derubricando e rinviando la questione alla Commissione per la Cultura comunale. Qui è iniziato lo scempio perché essa invece di istruire la pratica ha ascoltato le parti (associazione Amici di Israele sia l’associazione Italia Palestina) ma ha rifiutato tutte le consulenze proposte dall’associazione Italia Palestina. Ha respinto come inaccettabile la consulenza di Angelo d'Orsi, o di altri storici, mentre ha considerato valida come esperti oggettivi i nomi controversi come quelli di Fiamma Nirenstein, David Meghnaghi ed Emanuele Fiano.

Arrivati alla fase delle mozioni il clima si è fatto davvero teso e abbiamo assistito al crollo del PD davanti alla destra neofascista in appoggio al primo ministro israeliano. La mozione approvata raccoglie il peggio del neofascismo israeliano unificando antisemitismo e antisionismo aprendo di fatto una caccia alle streghe nei confronti di chi sostiene l’autodeterminazione del popolo palestinese e soprattutto un immediato Cessate il fuoco. Il voto contrario è stato espresso da tre esponenti del centrosinistra di liste civiche più un consigliere comunale pakistano, tre gli astenuti. In quanto città multietnica Brescia vede nella sua sinistra diversi membri pakistani e arabi. Quello a favore della mozione stato un voto bianco e razzista. Durante la riunione del consiglio erano presenti il direttore di Radio Onda d’Urto e alcuni esponenti di associazioni per i diritti del popolo palestinese che, data la loro protesta, sono stati espulsi dai vigili urbani.

Una vera estromissione fisica, muscolare e poliziesca, degna dei più violenti regimi.

Sì. Va aggiunto che il consiglio comunale è stato convocato all’improvviso, quasi clandestinamente, il lunedì mattina, con sede circondata dai blindati della polizia. Questo perché se fosse stato convocato in un orario ordinario, cioè la sera del lunedì o martedì, ci sarebbe stata una forte presenza popolare. Lo prova il fatto che abbiamo già fatto negli ultimi mesi 16 manifestazioni le quali hanno radunato migliaia di persone. Ci sarebbe stata una forte contestazione popolare.



Questa mozione viene approvata innanzitutto a danno del popolo italiano che da mesi scende in piazza in ogni città per affermare il suo diniego contro il massacro dei civili palestinesi.
È in primo luogo la volontà e la sovranità del cittadino italiano a non essere rispettata.

In Italia c’è un sistema politico autoreferenziale, fintamente democratico, che ignora la volontà popolare. Lo abbiamo visto all’opera già con la guerra in Ucraina. Questo dimostra che quando si sostiene il fascismo israeliano o ovunque si esprima nel mondo, lo si importa, o chissà forse si smaschera solo il fascismo già latente in Italia. Si conferma il ruolo ignobile del Partito Democratico che ogni tanto lancia slogan di pace ma poi cede ai ricatti della NATO e se c’è da schierarsi con i peggiori fascisti, lo fa senza esitare. Tra coloro che hanno votato questo ordine-del-giorno-feccia ci sono i consiglieri comunali di FdI. Questo partito, cioè quello del nostro Presidente del Consiglio, ha intitolato una sua sede a Pino Rauti, il Circolo Pino Rauti, un leader nazifascista degli anni ’70 e ’80 considerato dalla Legge il responsabile morale della Strage di Piazza della Loggia. Abbiamo quindi gli eredi del nazifascismo che accusano di antisemitismo -con la complicità del Pd- chi a Brescia è sceso in piazza per fermare lo sterminio dei bambini di Gaza! Un’operazione infame. Quello a favore della mozione è stato un voto bianco e razzista, lo scriva ancora!

Una situazione al culmine del tragico e del grottesco.  Anche i media sono complici, molte testate scelgono la parola guerra invece di genocidio, come se a fronteggiarsi ci fossero due eserciti all’avanguardia e non un accanimento su civili inermi già vessati da 75 anni di occupazione.

Per questo segnalo all’AntiDiplomatico, sempre attento a questa causa, che sabato 3 febbraio ci sarà un’altra manifestazione a Brescia contro il regime sionista che compie crimini contro l’umanità sui civili inermi in Palestina. I media sono al servizio di questa vergogna, lo ha denunciato anche il giornalista de la Repubblica Raffaele Oriani che si è dimesso dichiarando che “Questo massacro ha una scorta mediatica che lo rende possibile... siamo noi”. La nostra stampa locale e nazionale gronda sangue, gran parte del mainstream è correo di Genocidio.

Giulia Bertotto

Giulia Bertotto

Giulia Bertotto, giornalista per diverse testate online, è laureata in Filosofia a La Sapienza di Roma e ha un master in Consulenza Filosofica e Antropologia Esistenziale, ha scritto due raccolte poetiche, un saggio, e partecipato alla stesura di diversi volumi con altri autori. Svolge e stravolge interviste, recensioni di film e libri, cronache da eventi e proteste. Articoli per sopportare il mondo, versi e rime per evaderlo.

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