Saltano le elezioni in Libia?

Saltano le elezioni in Libia?

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In Libia le elezioni generali sono programmate per il prossimo 24 di dicembre. Tuttavia la situazione è complicata perché non mancano dissidi, divergenze e differenti vedute in un paese che dopo la distruzione portata dalla Nato per rovesciare Gheddafi è devastato e diviso. 

Lo stesso svolgimento delle elezioni è sempre più in dubbio. Il presidente dell'Alto Consiglio di Stato libico, Khalid al-Mishri, ha espresso preoccupazione circa il fatto di tenere elezioni presidenziali in assenza di una costituzione.

"Abbiamo reali preoccupazioni sull'elezione di un presidente in assenza di una costituzione", ha detto al-Mishri durante un incontro nella capitale Tripoli, secondo quanto informa l’agenzia Anadolu. 

Al-Mishri ha poi aggiunto che c'è la possibilità di un "golpe" in Libia, senza fornire ulteriori dettagli.

L'Alto Consiglio di Stato e il governo di unità nazionale sono in contrasto con il parlamento libico sulle leggi elettorali e i piani riguardanti le prossime elezioni ormai alle porte visto che manca solo un mese.

"Il consiglio si rifiuta di consentire ai cittadini con doppia cittadinanza e al personale militare di candidarsi alle elezioni", ha detto al-Mishri.

Il presidente del consiglio, esponente del Partito della Giustizia e dello Sviluppo, di orientamento islamista, e ritenuto vicino ai Fratelli Musulmani ha voluto elogiare il ruolo della Turchia nello scenario libico: “Senza il sostegno turco, ora non avremmo nessun discorso sulle elezioni”. 

Le elezioni presidenziali e parlamentari libiche sono in programma il prossimo 24 dicembre in base a un accordo raggiunto dai rivali politici libici in Tunisia il 15 novembre del 2020.   

I cittadini libici sperano che le imminenti elezioni contribuiscano a porre fine a un conflitto armato che affligge da anni un Paese ricco di petrolio, che con Gheddafi alla presidenza era tra i più ricchi del continente africano e offriva buone condizioni di vita ai suoi cittadini. 

La guerra della Nato l’ha fatto piombare in un incubo fatto di destabilizzazione, morte, devastazione e povertà.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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