Siria. Gli attentati a Damasco

Il ruolo dei combattenti di Hezbollah nel conflitto siriano

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Siria. Gli attentati a Damasco

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Lunedì 29 e martedì 30 aprile, due autobomba sono esplose nella capitale siriana, Damasco. L'attacco di lunedì, avvenuto nel quartiere di al-Mezzeh, aveva come obiettivo il primo ministro Wael al-Halqi, esponente del partito Ba'th e nominato premier nel mese di agosto 2012, dopo che il suo predecessore Riad Hijab ha disertato in Giordania L'esplosione di martedì è avvenuta nei pressi della sede del vecchio Ministero dell'Interno, nel quartiere di Marjeh. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, il bilancio dell'attentato è di 14 morti - 9 civili, 5 soldati - e almeno 70 feriti. 
A tenere banco in Siria è poi la questione del crescente ruolo dei combattenti libanesi di Hezbollah nel conflitto siriano e dell'impiego di armi chimiche da parte delle fazioni in lotta. Una implicita conferma del coinvolgimento dei miliziani libanesi nel conflitto siriano sarebbe arrivata dal leader del movimento, Hassan Nasrallah, che in un messaggio televisivo il 30 aprile ha riconfermato il pieno sostegno ad Assad. Sul tema delle armi chimiche, dopo le dichiarazioni del Segretario della Difesa Hagel e del Segretario di Stato Kerry, è stato il presidente Barack Obama a confermare che gli Stati Uniti hanno le prove dell'utilizzo di armi chimiche in Siria. Obama non ha però chiarito quale fazione ha fatto uso di tali armi.

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