Siria. Gli attentati a Damasco

Il ruolo dei combattenti di Hezbollah nel conflitto siriano

1442
Siria. Gli attentati a Damasco

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Lunedì 29 e martedì 30 aprile, due autobomba sono esplose nella capitale siriana, Damasco. L'attacco di lunedì, avvenuto nel quartiere di al-Mezzeh, aveva come obiettivo il primo ministro Wael al-Halqi, esponente del partito Ba'th e nominato premier nel mese di agosto 2012, dopo che il suo predecessore Riad Hijab ha disertato in Giordania L'esplosione di martedì è avvenuta nei pressi della sede del vecchio Ministero dell'Interno, nel quartiere di Marjeh. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, il bilancio dell'attentato è di 14 morti - 9 civili, 5 soldati - e almeno 70 feriti. 
A tenere banco in Siria è poi la questione del crescente ruolo dei combattenti libanesi di Hezbollah nel conflitto siriano e dell'impiego di armi chimiche da parte delle fazioni in lotta. Una implicita conferma del coinvolgimento dei miliziani libanesi nel conflitto siriano sarebbe arrivata dal leader del movimento, Hassan Nasrallah, che in un messaggio televisivo il 30 aprile ha riconfermato il pieno sostegno ad Assad. Sul tema delle armi chimiche, dopo le dichiarazioni del Segretario della Difesa Hagel e del Segretario di Stato Kerry, è stato il presidente Barack Obama a confermare che gli Stati Uniti hanno le prove dell'utilizzo di armi chimiche in Siria. Obama non ha però chiarito quale fazione ha fatto uso di tali armi.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza di Fabrizio Verde Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE di Paolo Desogus Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio di Geraldina Colotti Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

TAV: condividere e condannare di Alessandro Mariani TAV: condividere e condannare

TAV: condividere e condannare

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti