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Tu chiamalo se vuoi... colonialismo: la figuraccia (oscurata) di Macron in Burkina Faso

 


Il 15 ottobre 1987 il giovane capitano Thomas Sankara venne assassinato. A portare a questo tragico epilogo fu il suo rifiuto di pagare il debito pubblico di epoca coloniale insieme al tentativo di rendere il Burkina Faso autosufficiente e libero da importazioni forzate, tutto questo gli attirò inevitabilmente le antipatie di paesi come Stati Uniti, Francia e Inghilterra. Questa premessa serve a far capire quanto sia stata poco felice la prima volta di Emmanuel Macron in Africa, un’uscita che ha quasi causato un incidente diplomatico.





Macron si era recato in Burkina Faso, più precisamente nella capitale Ouagadougou, per incontrare gli studenti dell’università e invitarli a superare la visione di una Francia “paternalista”. Già questo farebbe sorridere ma non è finita qui in quanto Macron ha esortato gli studenti a non “trattarlo come se fosse il presidente del Burkina Faso” (https://www.agi.it/estero/macron_africa_burkina_faso_gaffe-3177566/news/2017-11-29/)

Non solo, Macron è andato anche ben oltre: “Mi parlate come se io fossi ancora la potenza coloniale ma io non voglio occuparmi dell’elettricità nelle università del Burkina Faso! E’ il compito del vostro presidente”. Quando poi il presidente locale Kaborè ha lasciato la sala, Macron ha pensato bene di rincarare la dose: “ecco se ne va..ma no resta qui..niente è andato a riparare l’aria condizionata”. Una battuta che non è piaciuta a nessuno, ma il meglio doveva ancora venire. Macron ha risposto a delle domande aperte da parte degli studenti che gli hanno chiesto un giudizio sul traffico dei rifugiati: “Chi sono i trafficanti? Sono africani amici miei. Non i francesi”.


LA GAFFE DI MACRON:



Qui l'Agi, unico ad aver dato notizia in Italia della figuraccia di Macron:


Anche ammesso che quanto dichiarato da Macron sia vero, rimane l’arroganza, o comunque la mancanza di tatto, con la quale il presidente francese ha pronunciato queste parole, peraltro in un Paese che più di altri ha pagato lo scotto del colonialismo occidentale. E anche quando ha dichiarato “dovreste solo ringraziare i soldati francesi” ha mostrato ancora una volta una insensibilità non da poco nei confronti di un Paese dove ci sono state aspre contestazioni sia per via del passato coloniale, sia per via di abusi di vario genere compiuti da militari transalpini che evidentemente non hanno lasciato un bel ricordo nella popolazione locale (Fonte Agi).

Questo volersi autoescludere dalla responsabilità di quanto sta accadendo nel continente africano non fa che aumentare l’irritazione dell’opinione pubblica africana in quanto molti dei problemi economici e non solo che affliggono i paesi africani sono strettamente connessi proprio al colonialismo. E se è vero come è vero che anche molti africani sono direttamente coinvolti nel traffico di esseri umani che parte dal Continente Nero, è altrettanto vero che in passato troppo poco è stato fatto per mettere in condizione i paesi africani di costruire un futuro dignitoso per i propri cittadini. La fine di Shankara è lì a mostrarlo.

Dc
 
 
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