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Un programma di crisi di 1,35 trilioni di euro: la BCE a dosi da cavallo

 

La BCE sta riducendo le conseguenze della corona con tutte le sue forze. Nell’esprimersi, la Presidentessa Lagarde rimane molto attenta e lascia che le critiche da Karlsruhe le scorrano addosso


di Jan Mallien, Frank Wiebe - 
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Handelsblatt 

5 giugno 2020,

Christine Lagarde ha chiarito dopo l'incontro del Consiglio della Bce di giovedì: "Si tratta di tornare sulla strada precedente lo scoppio di Covid-19". Con questo "percorso" è inteso il tentativo di avvicinare l'inflazione nell'area dell'euro persistentemente bassa all'obiettivo autoimposto di quasi il due percento. Dal quale è molto lontano: secondo gli ultimi dati, il tasso di aumento dei prezzi è dello 0,1 percento. Per l'intero anno, gli economisti della banca centrale prevedono lo 0,3% per cento, quindi lo 0,8% nel 2021 e solo lo 1,3% nel 2022, di nuovo un valore che è almeno all'incirca lo stesso di prima dello scoppio della crisi.



Queste previsioni si basano sulle stime della BCE di crescita. Nello scenario più probabile, si tratta di un meno 8,7% nell'anno in corso, con un aumento del 5,2% nel 2021 e del 3,3% nel 2022. Ciò nonostante il fatto che gli enormi programmi della banca centrale siano già inclusi in queste previsioni: gli acquisti di obbligazioni nell'ambito del programma di crisi "PEPP" saranno aumentati da 750 miliardi di euro a 1,35 trilioni di euro e il termine sarà esteso di un anno e mezzo almeno alla metà del 2021. E una riduzione degli stock [di obbligazioni] accumulati potrebbe avere inizio al più presto nel 2023.


Secondo i calcoli dell'economista Frederik Ducrozet del gestore patrimoniale svizzero Pictet, il PEPP sarebbe tuttavia esaurito il prossimo febbraio, se gli acquisti continuassero al ritmo attuale. Senza l'espansione, questo sarebbe già stato il caso a settembre. Jörg Krämer, capo economista di Commerzbank, dopo l'incontro della BCE ha commentato che il PEPP potrebbe, “nel dubbio”, essere ampliato [per dimensione] ed allungato [nel tempo].


Inoltre, un programma precedente per l'acquisto di obbligazioni per 20 miliardi di euro, chiamato PSPP, continuerà a funzionare almeno fino alla fine dell'anno. Oltre a ciò, la BCE può utilizzare questo vecchio programma per distribuire in modo flessibile ulteriori acquisti di 120 miliardi di EUR.


Su domanda, Lagarde si è lasciata scorrere addosso la critica della Corte costituzionale federale, la quale in una spettacolare sentenza ad inizio maggio ha di fatto accusato BCE di eccedere al suo mandato. Ha affermato di sperare in una "buona soluzione" al conflitto che rispetti l’"indipendenza della BCE, il primato del diritto europeo e la validità della sentenza" [ndr: Lagarde ha ben detto “of the European Court of Justice”, curioso che Handelsblatt non lo specifichi e lasci il lettore nell’incertezza si tratti invece della sentenza di Karlsruhe, nonostante il riferimento ambiguo alla frase qui successiva]. Prima di Karlsruhe, la Corte di giustizia europea aveva confermato l'osservanza del mandato della banca centrale.


Rinvio al Verbale

Il tribunale di Karlsruhe esige, che il Consiglio direttivo di BCE in una nuova decisione spieghi meglio gli effetti collaterali della politica monetaria finalizzata alla stabilità dei prezzi. Vieta alla Bundesbank di continuare a prendere parte alla politica di BCE acquistando obbligazioni nell’abito del PSPP, se BCE non fornisce questa dichiarazione entro tre mesi, ovvero a partire da agosto.


Lagarde, d'altro canto, ha sottolineato che il Consiglio direttivo ha "come sempre" approfonditamente discusso le misure decise - compresa una ponderazione degli effetti collaterali, di “vantaggi e svantaggi”. Tutti possono leggerlo nei verbali delle riunioni, che vengono pubblicati regolarmente con un ritardo di alcune settimane.


Kramer ha commentato: “Tale procedura non soddisfa del tutto le richieste della Corte costituzionale federale. Ma anche il BVerfG non è interessato a un'escalation della controversia e dovrebbe alla fine contentarsi di un compromesso.


"Ciò che colpisce qui è che Lagarde ha sottolineato che la sentenza è stata indirizzata al governo tedesco e al Bundestag, che i giudici di Karlsruhe hanno effettivamente accusato di non aver abbastanza incitato Bce al rispetto del suo mandato. Tuttavia, Lagarde ha lasciato senza menzione la molto più delicata pretesa rivolta [da Karlsruhe] alla Bundesbank: la banca centrale tedesca è soggetta contemporaneamente alle disposizioni di BCE e della giustizia tedesca e potrebbe quindi venirsi a trovare in una situazione, se il conflitto non può essere risolto.

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Lagarde, quando è entrata in carica lo scorso autunno, ha promesso un nuovo stile di comunicazione. In una certa misura, tuttavia, ella si è nel frattempo avvicinata al modo di esprimersi del suo predecessore Mario Draghi. Ha ripetuto, soprattutto riguardo a questioni delicate come la sentenza Karlsruhe, le sue risposte sempre quasi parola per parola.


Ha enfatizzato molto fortemente il mandato primario della BCE, la stabilità dei prezzi, anche se essa, secondo lo statuto, ha pure il mandato secondario di sostenere la politica economica generale dell'Ue.


Lagarde ha anche ripetuto più volte che era importante garantire l'efficacia della politica monetaria in tutte le "giurisdizioni". Con questa formula, Draghi aveva già formalmente fatto derivare, dal mandato primario della BCE, misure di vasta portata quali l'acquisto di titoli di stato, al fine di difendersi dall'accusa che tale mandato sarebbe stato superato.


Lagarde ha anche sottolineato che la politica monetaria e finanziaria dovrebbero lavorare "mano nella mano" per superare la crisi e garantire ai cittadini "reddito e posti di lavoro". Ha anche affermato che l'UE dovrebbe diventare "più verde e più digitale". Ha accolto con favore il previsto "fondo per la ricostruzione" dell'Unione europea.


Francesco Papadia, ex direttore generale della BCE, ha twittato: “Lagarde è molto brava a evitare domande difficili, ripetendo ripetutamente le stesse risposte. Evidentemente, la preoccupazione principale è quella di evitare errori". In una precedente conferenza stampa, Lagarde mise, con una maldestra osservazione, sotto pressione i prezzi dei titoli di stato italiani.


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Il fatto che BCE avrebbe aumentato il proprio programma era stato in anticipo considerato tanto buono quanto certo, solo la possibile estensione era oggetto di discussione. "La BCE ha preso la decisione consapevole di superare le aspettative del mercato", ha commentato George Buckley, capo economista di Nomura per l'Europa.


Jan Krahnen, direttore scientifico dell'Istituto Leibniz per la ricerca di mercato finanziario SAFE, ha dichiarato: “La decisione di BCE di aumentare il PEPP supera le aspettative del mercato e pone un forte accento, similmente a come i governi tedesco e francese così come la Commissione europea hanno fatto con le proprie misure per contenere la crisi del coronavirus". Il professore di Francoforte ha aggiunto: "Un altro aspetto importante della decisione di BCE è l'enfasi sull'attuazione flessibile, il che suggerisce che gli acquisti di titoli non seguono una chiave nazionale fissa e allo stesso tempo tengono conto del valore d’impresa". Lagarde ha sottolineato più volte che il PEPP è flessibile in termini di tempo e anche nella selezione dei titoli di credito da acquistare. In linea di principio, vale ancora che gli acquisti di titoli di Stato dovrebbero essere proporzionali al peso della popolazione e del Pil. Recentemente, nell’ambito del PEPP, BCE ha sbagliato le misure per eccesso un po' troppo sui titoli tedeschi e significativamente troppo sui titoli italiani. Ma Krahnen ha pure osservato: "Tuttavia, la misura in cui vengono presi in considerazione gli aspetti di stabilità finanziaria, emergerà solo dai dettagli dell'attuazione pratica del PEPP".


L'economia Volker Wieland ha mostrato un ancor più chiaro scetticismo.


È anche notevole ciò che la BCE non ha deciso. Non solo i tassi di interesse sono rimasti invariati: il tasso di interesse chiave ufficiale allo zero per cento, il tasso di deposito più importante a meno 0,5%. Inoltre, BCE non ha deciso di acquistare i cosiddetti "Fallen Angels": obbligazioni che nel corso della crisi del coronavirus hanno perso il loro buon rating. Poiché ora accetta questi documenti come garanzia, ci si aspettava che avrebbe pure ampliato l’ambito degli acquisti. Lagarde, tuttavia, ha vagamente indicato che BCE tiene d'occhio quest'ambito. È rimasto invariato pure il programma di credito per le banche. Tuttavia, Lagarde ha sottolineato che se le banche trasmettessero questo denaro alle imprese, potrebbero prenderlo in prestito a condizioni determinate per un tasso di interesse al meno uno percento.

(Traduzione di Musso)
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