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Venezuela, nuove prove della corruzione dell'opposizione nella gestione degli "aiuti umanitari" a Cucuta

 

Caracas, 24 giu. (Prensa Latina) - Nuove prove vengono rilasciate oggi dai media locali che evidenziano il modello di corruzione nei ranghi dell'opposizione venezuelana atraverso i fondi raccolti come presunti "aiuti umanitari"  a Cúcuta, in Colombia.

In una recente intervista, Rossana Barrera, una delle persone incaricate dell'autoproclamato Juan Guaidó per gestire le finanze nel paese vicino, ha ammesso di aver ricevuto migliaia di dollari, anche se ha minimizzato il fatto, sostenendo che non erano 'soldi pubblici "ma donazioni da parte di imprenditori".

E' stata lei la designata insieme ad un membro del partito Voluntad Popular, Kevin Rojas, come responsabile della gestione delle risorse per i disertori venezuelani che sono entrati territorio colombiano. L'accusa è che abbiano gonfiato le spese e trattenuto fondi per il sostentamento dei traditori militari.



Tuttavia Barrera ha rifiutato di vivere circondata dal lusso, come indicato da un'indagine di PanAm Post con i dati forniti dall'intelligence di Bogotá.
Queste dichiarazioni a Blu Radio, pubblicate anche dal canale Stato Venezolana de Television (VTV), non coincidono con quanto divulgato dal giornale di destra di Miami e dalle prove presentate dal ministro delle Comunicazioni di Caracas, Jorge Rodriguez.

'Luego de la denuncia del Gobierno de Venezuela, de la OEA y un medio de EE.UU., Â'Rossana de CúcutaÂ', enviada de Guaidó -junto con Kevin Rojas- confirma que recibió miles de dólares para la supuesta Â'ayuda humanitariaÂ'', ha pubblicato l'account Twitter de VTV.

Secondo le prove pubblicate da Rodríguez, la militante dell'opposizione è stata identificata con quel soprannome nei messaggi telefonici di Roberto Marrero, uomo di Guaidó, arrestato per i suoi legami con una cellula terroristica.

Marrero esortava la Barrera ad utilizzare le ingenti risorse a sua disposizione per assumere mercenari provenienti da altri paesi dell'America Latina per promuovere la destabilizzazione in Venezuela, con un impegno di pagare tra i 500 000 e i 700 mila dollari giornalieri, secondo i dialoghi divulgati.
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