Zukerberg for president?

2616
Zukerberg for president?

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


PICCOLE NOTE


«”Dobbiamo creare una comunità globale che vada bene per tutti”. È zeppa di buoni propositi, di idee spesso apprezzabili, a volte discutibili, quasi sempre generiche, la lettera-manifesto messa in rete da Mark Zukergberg per ridefinire la rotta di Facebook in un’era nella quale la sua missione originaria, “lavorare per un mondo più aperto e connesso”, è rimessa in discussione dai venti contrari alla globalizzazione». Inizia così un articolo di Massimo Gaggi sul Corriere della Sera del 18 febbraio.

 

Lettera molto lunga e articolata quella del fondatore di Facebook, accenna il cronista, che spiega come «proprio il momento scelto dal giovane imprenditore per aggiornare la missione di Facebook» suona strano. Infatti, Gaggi si domanda se tale manifesto non sia il «preannuncio di un impegno politico in prima persona […] Il dubbio nasce dalla domanda con la quale si apre la lettera: “Stiamo costruendo il mondo che tutti noi vogliamo?”».

 

«Quale mondo? Ma soprattutto, noi chi? La comunità di Facebook, alla quale sembra indirizzata la lettera, o il mondo intero? Quello di Zukerberg è un messaggio planetario piuttosto ambizioso: dare forma a una comunità globale che segni un nuovo progresso della civiltà dopo le ere “delle tribù, delle città e delle nazioni”»

 

Nota a margine. Gaggi non è l’unico a ipotizzare che Zukeberg stia immaginando un futuro alla Casa Bianca. L’ipotesi è già in campo da tempo, da quando cioè, sconfitta la Clinton, il mondo liberal sta cercando una nuova icona da lanciare nell’arena al posto di Michelle Obama, pure lei possibile futura candidata, ma senza il gradimento di tale mondo perché troppo indipendente.

 

Uno scenario, quelle delle elezioni presidenziali, da affrontare tra quattro anni, certo, ma certo mondo è abituato a ragionare in prospettiva, anche perché immagina di creare tante e tali difficoltà a Trump, attraverso scandali veri e fittizi, da costringere il tycoon alle dimissioni o peggio (e il trumpone offre parecchi spunti di attacco, data la sua personalità, il suo isolamento e la sua inesperienza).  

 

Zukerberg è una figura forte, con una capacità di manovra senza pari grazie alla sua creatura social. Inutile dire che una sua eventuale Presidenza sarebbe il Grande Fratello realizzato nella sua forma più compiuta, possedendo dati e informazioni personali di una comunità di un miliardo e mezzo di persone.

 

 

Mister Fb ha i requisiti giusti per soddisfare il potere dominante: ha un’immagine giovanilistica e rivoluzionaria che non guasta; potrebbe presumibilmente contare sull’appoggio dei cosiddetti millennials, risultati decisivi per la sconfitta della Clinton; con il suo social offre un’immagine positiva della globalizzazione contro i suoi detrattori “populisti”; non è un politico, caratteristica che oggi è necessaria per fare  politica (sic); è un’imprenditore di successo e tanto altro.

 

L’unico suo limite è proprio la sua Forza, che potrebbe spaventare gli elettori. Per fortuna, è ancora presto per vederlo pugnare. Al timone c’è ancora Trump, la cui presidenza, nonostante i tanti difetti, sta avendo l’effetto di attutire, almeno al momento,le tensioni internazionali, che si sono spostate all’interno degli Stati Uniti d’America. La sua stella è alquanto appannata e i suoi cedimenti alle forze avverse ne stanno condizionando non poco la già poca capacità di manovra… vedremo se e quanto (e come) durerà. In attesa che Zukerberg (meglio, i suoi sponsor) decidano se entrare o meno nell’arena politica.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Parola d’ordine: guerra ibrida Parola d’ordine: guerra ibrida

Parola d’ordine: guerra ibrida

Il semestre d’oro di Netanyahu di Michelangelo Severgnini Il semestre d’oro di Netanyahu

Il semestre d’oro di Netanyahu

Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà   Una finestra aperta Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà

Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà

Il "capo dei maranza" e le elemosine di Meloni di Francesco Santoianni Il "capo dei maranza" e le elemosine di Meloni

Il "capo dei maranza" e le elemosine di Meloni

La mano rossa parla solo di guerra? di Raffaella Milandri La mano rossa parla solo di guerra?

La mano rossa parla solo di guerra?

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni" di Francesco Erspamer  Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Ma chi sono gli stranieri a Milano? di Paolo Desogus Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Il rischio del processo mediatico di Paolo Arigotti Il rischio del processo mediatico

Il rischio del processo mediatico

Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it" di Geraldina Colotti Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it"

Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it"

 I veri estremisti di Alessandro Mariani  I veri estremisti

I veri estremisti

Storia dell'integrazione europea di Gilberto Trombetta Storia dell'integrazione europea

Storia dell'integrazione europea

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA! di Giorgio Cremaschi ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti