Febbraio 2011: quando la polizia italiana non impedì l'attacco all'ambasciata libica

Quando al grido di "Allah U Akbar" (ironia della storia) e "ammazzate Gheddafi", lo stato italiano lasciò l'ambasciata libica in balia degli assalitori

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Febbraio 2011:  quando la polizia italiana non impedì l'attacco all'ambasciata libica

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La polizia italiana non è forse tenuta a proteggere le sedi delle ambasciate? E se scientemente non lo fa, qualcuno viene
punito? 

Ricordiamo questo fatto di cinque anni fa. Il 23 febbraio 2011 a Roma in via Nomentana manifestanti al grido di Allah U Akbar e ammazzate Gheddafi, durante una manifestazione - autorizzata? non autorizzata?... - assaltarono in libertà l'ambasciata dell'allora Jamahiryia araba libica. Usando come scala una camionetta della polizia - le forze dell'ordine erano presenti in tenuta antisommossa- si arrampicarono sul muro, gettarono alla folla urlante la bandiera verde (che fu bruciata seduta stante) e vi sostituirono quella monarchica, attualmente in uso. Si vede tutto qui: 
 
 
 
Immaginiamo cosa sarebbe successo se qualcuno avesse provato ad assaltare l'ambasciata Usa. Beh...non sarebbe successo niente, nel senso che lì non ci si può nemmeno avvicinare. Nemmeno in condizioni normali. Nemmeno passeggiando.
 
Marinella Correggia

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