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9 novembre, Muro Berlino: Della Croce (PCI): "Sembra la giornata del calcinaccio. I mali di oggi derivano da ieri"

 

Comunicato stampa


Il 9 novembre è diventata una ricorrenza più simile alla giornata mondiale del calcinaccio berlinese, da celebrare in quanto tale, ammantata di una ritualità che evita accuratamente di fare i conti con i mali degli ultimi 30 anni. Lo dichiara Francesco della Croce, esponente della segreteria nazionale del Partito comunista italiano (Pci), a proposito delle celebrazioni della caduto del Muro di Berlino.

Dall'apertura del muro, non è venuta nessuna pacificazione o progresso per l'umanità, il mondo di oggi ne è la riprova, incalza Della Croce.

La vittoria del capitalismo, spacciata per fine delle ideologie, ha portato prima alla distruzione della Germania Est, poi direttamente a questa integrazione europea, di cui paghiamo e pagheremo ancora per molto i mali, ad una crisi economico strutturale di cui non si vede la fine - continua Della Croce - ad un mondo pieno di focolai di guerra, ed in ultimo alla ascesa di nuove destre che ricordano il fascismo novecentesco.
Dalla apertura del Muro e dal crollo dei Paesi dell'Est, conclude l'esponente del Pci, non è venuta nessuna conseguenza positiva per i popoli, ma solo per la classi dirigenti occidentali che, prive di argini e contrappesi, hanno creduto di poter fare il bello e cattivo tempo. Cosa che hanno fatto, sulla pelle dei popoli.
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