A che punto sono le relazioni commerciali tra Italia e Russia? Intervista al dott. Igor Karavaev

A che punto sono le relazioni commerciali tra Italia e Russia? Intervista al dott. Igor Karavaev

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di Demostenes Floros


Negli ultimi anni, le relazioni commerciali russo-italiane si sono evolute in modo molto efficiente grazie all’efficace attività professionale e di lavoro collettivo della Rappresentanza Commerciale della Federazione Russa a Roma, sotto la guida del presidente, Dott. Igor Karavaev.


Tuttavia, la pandemia da coronavirus COVID - 19 ha letteralmente capovolto il mondo, apportando modifiche significative all’attuale contesto imprenditoriale.


Sfortunatamente, è troppo presto per parlare della fine della pandemia visto che il coronavirus non è in ritirata. Ne consegue che le relazioni commerciali italo-russe sono ancora in pericolo.


Rispetto a come agire in tali nuove condizioni e a come uscire dalla crisi con l’aiuto delle tecnologie digitali, il presidente Igor Karavaev ha cortesemente rilasciato la seguente intervista.

Nel corso del 2020, la pandemia da coronavirus COVID-19 ha cambiato radicalmente le relazioni tra gli Stati. In particolare, come sono frattanto cambiati i rapporti tra Federazione Russa e Italia?


Nel corso degli anni, abbiamo ripetutamente osservato che le relazioni commerciali ed economiche tra i nostri paesi hanno mostrato una certa resilienza, ma certamente la pandemia non ha potuto fare a meno di influenzare l’intensità del loro sviluppo nell’anno in corso.

Sulla base dei dati forniti dall’Autorità doganale della Russia, nei primi 8 mesi del 2020, il fatturato russo-italiano è diminuito del 25%, a 12,4 miliardi di dollari. Le esportazioni sono calate del 35%, a 6,3 miliardi di dollari, mentre le importazioni del 10%, a 6,1 miliardi di dollari. Tuttavia, nonostante la difficile situazione, la cooperazione commerciale tra i nostri paesi continua, nessuna società italiana ha lasciato il mercato russo e gli uomini d’affari sono alla ricerca di nuove opportunità per un’ulteriore sviluppo delle relazioni bilaterali. Siamo ottimisti rispetto ad un rapido recupero dei rapporti commerciali.

Quale situazione stanno vivendo le aziende italiane e soprattutto, come stanno affrontando questa situazione? Quale settore ha sofferto di più?


Non si può negare che le misure restrittive legate alla pandemia abbiano avuto un impatto estremamente negativo sull’economia italiana. Secondo gli esperti del Fondo Monetario Internazionale, entro la fine del 2020, il PIL del paese potrebbe diminuire del 10,6%. Tale calo potrebbe essere il più grande tra le 30 maggiori economie del mondo.

Commercio, trasporti e logistica si trovano in una situazione difficile con gravi danni subiti. A titolo di esempio, l’intera infrastruttura portuale della regione Liguria, che è il più grande hub di trasporto del paese. Inoltre, tra i settori più colpiti è impossibile non evidenziare il turismo, che fornisce lavoro a quasi 4 milioni di persone, e il cui contributo totale al PIL, compresi gli investimenti nel settore e il consumo di beni e servizi correlati, è del 13%. Qui, il più grande declino si osserva nei settori alberghiero e della ristorazione, a causa della chiusura dei confini internazionali.

Si tratta di 200 mila imprese di ristorazione, la maggior parte delle quali sono a conduzione familiare. Per loro, entrare in modalità di lavoro a distanza, padroneggiando la piattaforma elettronica per ricevere ordini, vale a dire per garantire la consegna senza contatto, è stata l’unica opportunità per “rimanere a galla”.

Al fine di sostenere l’economia, nel marzo 2020, il governo italiano ha varato un decreto speciale “Cura Italia”, stanziando 25 miliardi di euro con garanzie statali sui prestiti, sostegno alle imprese, una moratoria sui pagamenti dei prestiti per le piccole e medie imprese.

Misure speciali sono state adottate per potenziare l’export delle PMI. Questa strategia si è riflessa nel «Patto per l’Export» firmato nel giugno 2020 dai principali ministeri italiani, al quale hanno reagito con entusiasmo tutte le regioni del paese. Le misure adottate hanno subito dato risultati positivi: nei tre mesi di validità del Patto, da giugno ad agosto, le esportazioni italiane sono aumentate di oltre il 26% rispetto ai tre mesi precedenti.

Per arginare la diffusione del coronavirus, il 25 ottobre 2020, è entrato in vigore il nuovo decreto del Governo della Repubblica Italiana, che limita rigorosamente le attività di ristorazione. A questo proposito, è stato necessario adottare rapidamente una serie di misure appropriate per sostenere le imprese. Già il 28 ottobre, il Presidente del Consiglio Italiano, Giuseppe Conte, ha annunciato l’assegnazione di ulteriori 5 miliardi di euro per il pagamento di compensi ai ristoratori per un importo da 5 a 25 mila euro, a seconda del fatturato. Un miliardo di euro dall’importo indicato sarà volto a ridurre l’onere fiscale per il settore turistico, ma anche per il pagamento di un migliaio di euro circa per i lavoratori autonomi che operano nel settore dell’entertainment.

Il coronavirus ha contribuito al rapido sviluppo della sfera digitale, in linea di principio estranea agli italiani. Tuttavia, oggi, le tecnologie digitali vengono introdotte attivamente in Italia. Puoi cortesemente approfondire questo aspetto.


L’attuale trend del big business e della scienza nell’ambito del progetto Industria 4.0 ha creato tutti i presupposti per un avvio di successo della digitalizzazione nella società italiana.

La pandemia ha favorito alcuni aspetti: tutte le sfere della vita, che si tratti di istruzione o medicina, commercio o scienza, hanno affrontato nuove sfide che richiedevano una risposta rapida e adeguata. Le tecnologie digitali sono diventate la risposta. Le restrizioni alla circolazione introdotte sullo sfondo della pandemia, così come i requisiti obbligatori per mantenere le distanze sociali nei luoghi pubblici, sono servite come fattore scatenante principale per l’introduzione di approcci innovativi nei processi esistenti.

Le assicurazioni sanitarie italiane sono state tra le prime a rispondere prontamente alle nuove sfide. In un contesto in cui la maggior parte del personale medico è attivamente coinvolto nella lotta al coronavirus, i pazienti si trovano ad affrontare un significativo aumento dei tempi di attesa per le visite mediche. Le possibilità offerte dalla telemedicina sono diventate una vera salvezza in questo difficile momento.

Nonostante qualche cautela, i pazienti hanno potuto apprezzare tutti i vantaggi di questo metodo innovativo. Le moderne tecnologie consentono l’accesso a consultazioni con specialisti su questioni che non richiedono la presenza fisica, sotto forma di consulenza video. Esso è più conveniente, veloce ed economico di un appuntamento clinico tradizionale.

In particolare, va osservato che la Russia ha accumulato un’enorme esperienza nel campo della telemedicina. L’alto livello di sviluppo in quest’area è dovuto alle caratteristiche territoriali del nostro paese: infatti, sono necessarie cure mediche di alta qualità, sia nelle grandi città che nei villaggi di pescatori difficili da raggiungere nell’estremo nord.

In Russia, la telemedicina è regolamentata a livello federale, il che conferma ancora una volta la sua grande importanza nel sistema sanitario. Quest’ultimo sta attivamente implementando progetti nel campo della telemedicina: ad esempio, un grande aggregatore russo di servizi di taxi ha recentemente lanciato un servizio unico per i conducenti: possono sottoporsi a distanza ad una visita medica prima del viaggio presso una stazione di servizio dotata di un terminale speciale in soli 2-5 minuti. Il sistema identifica una persona, esclude la sostituzione dei risultati, salvandoli nel database. Il dispositivo misura la pressione sanguigna e il polso, controlla se ci sono alcol o droghe nel sangue oppure se il conducente è troppo stanco. Se i parametri si discostano dalla norma, al conducente non è consentito lavorare e sul numero della vettura viene apposto un segno di rifiuto.

Da parte nostra, vediamo un grande potenziale per lo scambio di competenze accumulate in Russia nel campo della telemedicina con partner italiani.

Per quanto ne sappiamo, attualmente la Russia ha sviluppato un programma nel campo dell’economia digitale. In che cosa consiste? Quali sono i principali obiettivi? Secondo lei, ciò contribuirà a stabilizzare gli scambi commerciali durante la crisi?


La quarta rivoluzione industriale digitale sta rapidamente rimodellando l’economia globale. L’essenza dell’economia digitale è creare un nuovo sistema di relazioni economiche e sociali basato sull’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione digitale. Il compito dello Stato è fornire un ambiente favorevole per lo sviluppo e l’applicazione di tali tecnologie.

Il programma Digital Economy è stato sviluppato come parte dell’attuazione della strategia di sviluppo della società dell’informazione per il periodo 2017-2030 e si pone obiettivi specifici: creare un ecosistema dell’economia digitale, creare condizioni necessarie e sufficienti di natura istituzionale e infrastrutturale, oltre ad aumentare la competitività nel mercato globale, sia per i singoli settori dell’economia russa che per l’economia nel suo insieme.

Nell’ambito del programma sono state individuate cinque aree: regolamentazione normativa, personale e istruzione, formazione di competenze di ricerca e basi tecnologiche, infrastrutture informatiche, sicurezza dell’informazione. Ciascuna area ha il proprio specifico centro di competenza e un organo esecutivo federale responsabile.

Più semplicemente, questo programma dovrebbe rendere internet accessibile a tutti, garantire la protezione delle informazioni dei cittadini, delle imprese e dello Stato, migliorare l’efficienza dei principali settori dell’economia attraverso l’introduzione di nuove tecnologie, formare il personale e stimolare gli investimenti.

Il progetto è un programma completo su larga scala per lo sviluppo di una nuova economia. L’economia digitale è stata definita dal presidente della Federazione Russa, Vladimir V. Putin, una questione di sicurezza nazionale e indipendenza tecnologica del paese. Il risultato dell’attuazione di questo programma determinerà in modo significativo il futuro dell’intera economia.

Sono convinto che il successo dell’attuazione del Programma darà un contributo significativo alla stabilizzazione dell’economia durante la crisi, perché oltre alle attuali misure di sostegno, si prevede l’avvio di prestiti leasing agevolati, nonché investimenti diretti nel settore. Tutti questi sforzi comportano l’assegnazione di fondi per accelerare lo sviluppo di tecnologie e l’introduzione di prodotti, servizi e soluzioni tecnologiche nazionali.

Nelle attuali difficili condizioni, la priorità è stata data ai progetti che consentiranno al paese di superare il periodo di crisi presente e quelli futuri. Stiamo principalmente parlando di progetti che consentono di fornire lavoro in luoghi remoti, assistenza medica e istruzione. Nel prossimo futuro, i servizi innovativi sviluppati sulla base di queste tecnologie entreranno saldamente nelle nostre vite. Sono fiducioso nelle possibilità praticamente illimitate delle aziende russe di esportare queste tecnologie sui mercati internazionali.

L’introduzione delle tecnologie digitali cambierà il “clima” imprenditoriale italo-russo? Quanto tempo impiegheranno le imprese per compiere questo salto?


Ovviamente, questa transizione non passerà inosservata. Essa determinerà maggiori informazioni, l’incremento del livello di trasparenza di tutti i processi e l’accesso ai servizi digitali.

La velocità dei processi economici è aumentata notevolmente e il fattore informazione sta diventando quello più importante per la competitività delle economie nazionali. Esattamente come le tecnologie del XX secolo hanno permesso di ridurre la distanza e il tempo su una scala che consente agli imprenditori di realizzare un’interazione diretta, le tecnologie digitali del XXI secolo creano l’effetto della presenza, senza la necessità di spendere tempo e risorse finanziarie significative per trovare i beni necessari, i partner, la negoziazione, l’implementazione delle transazioni.

La gamma di tecnologie digitali disponibili nella fase attuale è insolitamente ampia e il compito principale, sia dello Stato che della comunità imprenditoriale è studiare la possibilità della loro applicazione nell’economia reale. Come si può osservare, qualsiasi settore tradizionale dell’economia entra a far parte dell’economia digitale quando si utilizzano le tecnologie di elaborazione dei cosiddetti big data, acquisendone tutti i vantaggi competitivi.

In un modo o nell’altro, le aziende russe e italiane stanno già lavorando secondo un nuovo formato: è una necessità dei tempi!


Durante la pandemia, la Rappresentanza Commerciale ha tenuto conferenze settimanali online con i Centri regionali di sostegno all’export. Di cosa parlavate durante questi webinar? Questo formato ha avuto successo? Sta pianificando gli altri eventi online?


Va osservato che l’Italia è stato uno dei primi paesi europei ad aver introdotto una serie di misure di quarantena piuttosto severe per limitare i movimenti verso il paese, e noi siamo stati costretti a cercare nuove opportunità di colaborazione con le aziende russe e italiane.

Una transizione così brusca, ma nel contempo così efficiente del formato online, è stata agevolata dalla stretta collaborazione della Rappresentanza Commerciale con i Centri regionali di sostegno all’export e con le Camere di Commercio, in particolare con quella a Torino. Abbiamo già organizzato eventi del genere l’anno scorso e due anni fa e non abbiamo dubitato in merito al successo del formato. Così, siamo riusciti ad organizzare e tenere circa 30 webinar online, quasi ogni settimana! – riguardanti le opportunità di esportazione in Italia per le aziende dalle regioni russe di Samara, Smolensk, Tomsk, Orenburg, Kaliningrad, Kursk, Bryansk, Tambov, Penza, Leningrado, Tver, Sverdlovsk, Repubblica Chuvashia e molte altre ancora. Ad esempio, il 30 settembre 2020, ho partecipato alla presentazione online del potenziale scambio di investimento e di esportazioni della Repubblica di Udmurtia e della regione Piemonte, organizzata con il supporto della Camera di Commercio Italo-Russa (IRCC).

Durante i webinar, la Rappresentanza Commerciale ha fornito consulenza agli esportatori russi in merito alla regolamentazione legale ed alla certificazione, oltre ad avere anche fornito informazioni sui mercati settoriali. Agli eventi, hanno partecipato rappresentanti delle Camere di Commercio regionali italiane e degli enti della certificazione. Durante i webinar, abbiamo anche discusso delle prospettive della fornitura dei prodotti medicali alla Repubblica Italiana, previa presenza delle aziende specializzate.

Così, grazie ad uno dei tanti webinar, il Gruppo «Karelsky ribolovny flot» (Flotta peschereccia di Karelia) ha stabilito una serie di contatti con le aziende italiane e sta ora negoziando la fornitura di prodotti ittici con la prospettiva di aumentare i volumi contrattuali. Anche le aziende delle regioni di Leningrado e Arkhangelsk hanno espresso l’interesse riguardo la fornitura di prodotti ittici al mercato italiano.

Vorrei segnalare la sessione online del Forum industriale italo-russo; nello specifico, la parte della piattaforma universale INNOPROM ONLINE. Durante l’evento, sono stati discussi i temi della cooperazione industriale e tecnologica bilaterale tra i due Paesi, le opportunità per lo sviluppo di scambi reciproci, le industrie più promettenti e i progetti per aumentare la cooperazione, nonché l’impatto della pandemia sul ruolo della Russia e dell’Italia nelle filiere globali.

Molto chiaramente, osserviamo una rapida crescita delle comunicazioni online, sia in Russia che in Italia, che non può che influire sul nostro lavoro e in questa fase continueremo a supportare questo formato della cooperazione.

In questo nuovo contesto, quali passi concreti sono necessari per sviluppare la cooperazione tra Russia e Italia? Come si può stimolare la ripresa dell’attività economica nei due paesi?


Storicamente, nei rapporti tra Russia e Italia, la solidarietà, il sostegno reciproco e l’assistenza reciproca hanno una buona tradizione. Anche durante questo difficile periodo, i nostri paesi stanno marciando fianco a fianco per sconfiggere il virus.

Pertanto, è al momento necessario non solo continuare tutto il lavoro sulla cooperazione che è stato svolto prima dello scoppio della pandemia, ma anche cercare nuove aree per stabilire nuove relazioni commerciali. La colossale esperienza accumulata dagli specialisti russi nel campo delle tecnologie digitali ha un potenziale eccezionale per lo sviluppo dell’interazione tra Russia e Italia. Stabilire collegamenti tra cluster high-tech specializzati e centri di eccellenza in entrambi i paesi potrebbe servire da eccellente stimolo per il ripristino dell’attività imprenditoriale bilaterale.

Attualmente, quale direzione sta assumendo la cooperazione italo-russa?


Se si parla di cooperazione economica e commerciale, evidenzierei lo sviluppo degli scambi, la collaborazione per le ricerche scientifiche, la localizzazione della produzione di aziende italiane sul territorio della Federazione Russa, la formazione di una politica «verde» per la modernizzazione dell’economia.


Oggi, fare previsioni per il futuro è incredibilmente difficile. Tuttavia, ci piacerebbe avere la Sua opinione di diplomatico: quando, in circostanze favorevoli, Russia e Italia saranno in grado di portare le loro relazioni al livello «pre coronavirus»?


L’uso attivo di questi moderni formati di comunicazione, come video conferenze, webinar, mostre virtuali b2b, consentono di non «congelare» l’attività commerciale anche durante un periodo di restrizioni totali. Pertanto, nonostante i confini chiusi, il lavoro attivo sullo sviluppo delle relazioni bilaterali non è stato interrotto.

La Rappresentanza Commerciale prosegue il lavoro di ricerca e sviluppo di nuove opportunità per espandere la cooperazione commerciale. Vediamo la possibilità di superare le difficoltà esistenti nello sviluppo di progetti economici congiunti e investimenti reciproci. Quest’approccio avvicina obiettivamente i nostri paesi e consente di appianare i problemi attuali nelle relazioni interstatali.

Ancora una volta, la devozione a tale approccio da entrambe le parti si è verificato nella XVII sessione del Consiglio Italo-Russo per la cooperazione economica, industriale e monetaria, tenutosi a Mosca il 14 ottobre 2020.

Quest’ultimo è stato l’unico evento di un certo livello condotto in formato integrale nel 2020, il che conferma chiaramente lo status speciale dei rapporti italo-russi!

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