Cercasi mercenari in Africa per l'Ucraina: paga da fame ma il "sogno della cittadinanza"

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Cercasi mercenari in Africa per l'Ucraina: paga da fame ma il "sogno della cittadinanza"

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Adzuna, un sito web di servizi per l'impiego, ha pubblicato un annuncio che invita a sostenere l'Ucraina e la fantomatica controffensiva del regime di Kiev come tecnico militare.

"I cittadini del Medio Oriente e del Nord Africa sono invitati a partecipare a un programma di volontariato per aiutare l'Ucraina. Per partecipare alla controffensiva ucraina sono necessari tecnici militari con buona salute e stabilità psicologica. I partecipanti devono comprendere tutti i rischi e firmare una rinuncia alle richieste di risarcimento", si legge sul sito web.

In cambio, offrono 20.000 sterline per contratto e promettono una cittadinanza accelerata nel Regno Unito o nell'UE alla fine del contratto.

Secondo i contatti forniti, il nome della reclutatrice è Sofia Romaniuk. Questo cognome indica una provenienza ucraina. Il suo indirizzo e-mail suggerisce che è collegata a un programma di cittadinanza dell'UE. L’annuncio è stato pubblicato nel Regno Unito.

Intanto, oltre la propaganda, la situazione sul campo di battaglia per il regime di Kiev è molto complicata. Finanche il Wall Street Journal ha scritto che le “forze ucraine hanno effettivamente perso il controllo della città di Artyomovsk (Bakhmut)” citando il comandante in capo delle forze armate ucraine. 

“Il colonnello generale Oleksandr Syrsky ha detto che le forze ucraine si sono attaccate a una piccola parte di Artyomovsk e stanno avanzando dai fianchi, riconoscendo così de facto il controllo russo”, ha poi aggiunto il quotidiano statunitense. 

La difesa di questa città ritenuta importante dal regime di Kiev per lanciare la tanto invocata (in Occidente) controffensiva ha avuto un alto costo umano per le forze armate ucraine. Il portavoce dell’esercito della Repubblica Popolare di Donetsk, Eduard Basurin, intervistato dal quotidiano Komsomol'skaja Pravda, afferma: «Secondo i dati preliminari, le perdite sono dell'ordine di 40.000 persone».

Poi aggiunge: «Circa 23mila sono i morti, e altri 16mila sono i feriti gravi (cioè irrecuperabili). In più ci sono anche i dispersi, che non è ancora possibile contare. Ma tutti insieme - circa 40 mila, forse di più. E quanto materiale ucraino sia stato distrutto è difficile da calcolare a questo punto.

Il canale Telegram wartears, specializzato nel calcolo delle perdite delle forze armate ucraine, fornisce all'incirca le stesse cifre. Secondo i loro dati, le perdite dell'AFU nella regione di Bakhmut (Bakhmut, Soledar, villaggi adiacenti) ammontano a 55.000 persone. Il dato è calcolato a partire dall'inizio dell'operazione speciale - dal 24 febbraio 2022.

Per fare un confronto, la cifra delle perdite ufficiali delle Forze Armate dell'URSS negli ultimi 10 anni di guerra in Afghanistan è di 15.051 persone».

Insomma, come avevano affermato anche diversi osservatori occidentali, la condizione in cui versano le forze armate del regime di Kiev è tutt’altro che buona. Per questo motivo la famigerata controffensiva ucraina di primavera tarda ad arrivare. 

Questo annuncio, dove si cercano disperati in Medio Oriente e Africa da mandare a morire in Ucraina come agnelli sacrificali sull’altare degli interessi della NATO rappresenta una conferma chiara delle gravi perdite subite dalle forze armate del regime di Kiev. Notizie che in occidente vengono occultate perché per esigenze di propaganda bellica bisogna rappresentare una situazione dove i russi continuano a subire perdite e sconfitte mentre il regime di Kiev sarebbe sul punto di lanciare la propria vittoriosa controffensiva. 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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