Ecco quanto spende l'Italia per rifornire di armi e munizioni il regime di Kiev

7966
Ecco quanto spende l'Italia per rifornire di armi e munizioni il regime di Kiev

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Il dibattito parlamentare riguardante la proroga dell’invio di armi italiane al regime di Kiev in Ucraina ha riportato a galla il tema di quanto costi all’Italia questo sostegno nei fatti imposto a Roma da Stati Uniti e Nato. 

Anche nel dibattito in Parlamento alcuni esponenti delle opposizioni al governo Meloni hanno evidenziato come sul tema vi sia scarsa chiarezza. 

Una prima stima è stata effettuata dall’Osservatorio Mil€x. Secondo quanto riporta Valori il costo affrontato dall’Italia sino ad oggi per fornire armi e munizioni al regime di Kiev sarebbe di oltre 450 milioni di euro. 

Scrive Valori: “Già lo scorso aprile il nostro Osservatorio aveva provato a definire una prima stima generica di costo per le casse pubbliche di questa decisione di sostegno militare all’Ucraina, a partire dall’unica cifra diffusa formalmente da Guerini durante un’audizione parlamentare (e presa come riferimento base anche dalle analisi internazionali): 150 milioni di controvalore.

Il costo reale per il nostro Paese deriva però dalla modalità “internazionale” di copertura che è stata decisa a livello di Consiglio europeo (i fondi militari sono esclusi dalle competenze specifiche dell’Unione, secondo i Trattati costitutivi): il ricorso allo strumento European Peace Facility (EPF). Come già evidenziato si tratta di uno strumento finanziario “fuori bilancio” a supporto delle iniziative militari internazionali europee. È stato istituito il 22 marzo 2021 con una prospettiva settennale (che no si ipotizzava certo di dover utilizzare così copiosamente per l’Ucraina) e una dotazione previsionale di 5.692 milioni di euro.

Dunque l’EPF è finanziato dai contributi annuali degli Stati membri stabiliti in base al Reddito nazionale lordo: la quota di contribuzione annuale dell’Italia è quindi di circa il 12,5%”.

Le forniture copiose di armi all’Ucraina nel vano tentativo di sconfiggere la Russia sul piano militare o giungere ad un’escalation militare hanno però superato di molto il budget annuale previsto. 

Cosa significa questo per il nostro paese? “Partendo dall’unica cifra diffusa in qualche modo dal ministero della Difesa, il nostro Paese si dovrebbe vedere restituiti 75 dei 150 milioni spesi. Ma a fronte di una “quota EPF” di circa 387 milioni di euro. Cioè un totale complessivo per le casse pubbliche che supera abbondantemente i 450 milioni di spesa”.

Ma non è tutto. Valori evidenzia che “la appena effettuata di almeno 450 milioni di euro di costo per l’invio di armi a sostegno dell’Ucraina deve inoltre essere considerata solo come base anche per un altro importante motivo inserito nella decisione governativa dello scorso marzo confermata dal Parlamento. Il decreto legge già citato prevede infatti che «le somme in entrata derivanti dai decreti ministeriali» che individuano i materiali d’armamento ceduti devono essere riassegnate integralmente sui pertinenti capitoli dello stato di previsione del Ministero della Difesa.

Ciò significa che al dicastero di via XX Settembre dovranno essere garantiti fondi per reintegrare i propri arsenali con sistemi d’arma paragonabili a quelli inviati in Ucraina. Un reintegro che potrebbe impattare per diverse centinaia di milioni, considerando che riguarderà per forza di cose pezzi “nuovi” con un costo di listino sicuramente superiore al valore dichiarato dei residui di magazzino”.

 
 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

La guerra culturale degli Usa contro l'Europa di Alessandro Bartoloni La guerra culturale degli Usa contro l'Europa

La guerra culturale degli Usa contro l'Europa

La mano rossa parla solo di guerra? di Raffaella Milandri La mano rossa parla solo di guerra?

La mano rossa parla solo di guerra?

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni" di Francesco Erspamer  Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro di Marinella Mondaini Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro

Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro

Era già tutto previsto di Giuseppe Giannini Era già tutto previsto

Era già tutto previsto

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA! di Giorgio Cremaschi ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti