Fratelli d'Italia immagina un mondo "post Russia". Su un surreale convegno al Senato della Repubblica

Fratelli d'Italia immagina un mondo "post Russia". Su un surreale convegno al Senato della Repubblica

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di Giulia Bertotto 

 

“Roulette Russa. Cosa succede nel mondo se la Russia va in pezzi”. Era il titolo di un saggio del 1999 scritto da Giulietto Chiesa, oggi la prefigurazione di un simile scenario, somiglia al titolo (augurale però!) di un convengo -che non si è tenuto in un teatro- ma in uno dei palazzi istituzionali più importanti, il Senato di Roma.

L’evento dell'11 dicembre ha radunato giornalisti, redattori, comitati, associazioni, e politici su iniziativa del senatore Giuliomaria Terzi di Sant'Agata, per poi proseguire ancora a Roma e poi Berlino nei giorni successivi. Nel discutere su "I vantaggi di un mondo post-Russia” -appare surreale già dal titolo- si ipotizza infatti non più una Russia federale ma spaccata in circa 25 piccoli stati autonomi.

L’incontro è organizzato in sinergia con il "Forum dei Popoli Liberi”, “una ONG polacca, registrata lo scorso anno, che non ha nulla a che fare con la Russia e i suoi popoli. Le attività della suddetta ONG sono state dichiarate illegali da parte del governo della Federazione Russa, proprio nel marzo del 2023" .

Leggiamo nel programma dal titolo “Dopo l’impero: nuovi stati indipendenti senza militarismo, colonie e ideologie misantropiche”: “Maggiori informazioni sulla piattaforma del Forum LNPR: fondato nella primavera del 2022 in Forum delle Libere Nazioni di Post-Russia è una comunità internazionale e una piattaforma pubblica che unisce i leader dei movimenti nazionali e delle regioni-prigioniere della cosiddetta “Federazione russa” (che non è una vera e propria federazione) tra cui ci sono francesi, lituani, italiani, britannici, giapponesi, polacchi, americani, cechi, finlandesi, ucraini, georgiani, austriaci, bielorussi, turchi, tedeschi, kazakhi, azeri e altri, con l’obiettivo di promuovere una decolonizzazione pacifica e non violenta della Russia. Ci impegniamo in una lotta di liberazione nazionale anticoloniale contro l’imperialismo di Mosca”.

Alcuni interventi dalla conferenza

Introduce i lavori il Senatore Giulio Terzi di Sant’Agata, esponente di Fratelli d’Italia, ex ministro degli Affari esteri, ex ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti, nelle Nazioni Unite e in Israele.

Il primo intervento è quello di Gianni Vernetti, ex sottosegretario degli Affari Esteri dell’Italia che esorta la platea ad essere aperta all’ipotesi di una dissoluzione dell’“impero russo”: “Gli USA hanno smesso di sostenere l’impegno militare in Ucraina ma bisogna continuare a combattere per la libertà. Bisogna essere più creativi e meno realisti e occorre una nuova dottrina sul futuro della Russia attraverso la sua democratizzazione e separazione dei poteri, per una maggiore libertà e indipendenza. Questo processo richiede un’azione dall’esterno. Per questo è necessario studiare e conoscere la storia e le caratteristiche sociali e politiche della Russia”. Vernetti spiega che tutti gli imperi coloniali degli ultimi secoli sono caduti, come l’Africa e l’Asia, l’unico impero esistente e in salute è quello russo e questa autocrazia andrebbe arginata. L’esistenza dell’“impero russo” così com’è, a suo avviso, sarebbe insomma una minaccia per l’armonia del mondo. “Promuovere la disgregazione della Federazione russa è un modo per arginare la catastrofe”.

Vale la pena soffermarsi sull’oratore che segue, Akhmed Zakaev, secondo la brochure Primo ministro della Repubblica Cecena di Ichkeria: “Giovani paesi come la Georgia, Croazia, Lituania, devono essere indipendenti e sovrani, bisogna sottolineare l’importanza di questa opportunità della loro autodeterminazione per il futuro. Questa scelta di civilizzazione non sarà facile e comporta il rischio di una guerra mondiale. l’Ucraina intanto resiste all’aggressione russa, non è solo un atto di coraggio per la libertà e la democrazia, ma è un dovere storico in un momento cruciale nella storia di tutti. Dobbiamo supportare l’Ucraina con azioni concrete e solidarietà internazionale”.

Si tratterebbe di un personaggio quanto meno controverso. Irina Socolova, giornalista esperta di marketing e relazioni internazionali, segretaria dell’Associazione Toscana-Russia, già segretaria generale della Camera di Commercio italiana in Moldavia scrive su Il faro di Roma: “Secondo le informazioni di Wikipedia, è un generale di brigata dell’autoproclamato stato di Ichkeria, situato nel territorio della Cecenia nella Federazione Russa. In effetti, Zakaev e Doku Umarov erano terroristi che si opponevano all’integrità territoriale, ma non agivano pacificamente, come di solito si fa nei paesi liberi, ma attraverso omicidi e attacchi terroristici. Zakaev e la sua banda hanno dietro di sé migliaia di donne e bambini uccisi. Dal 2002 vive nel Regno Unito e le autorità russe lo hanno accusato di aver organizzato per 10 anni, dal 1991 al 2001, una banda composta da 1.500 terroristi. Tuttavia, la Gran Bretagna non ha estradato Zakayev su richiesta della Russia, definendo il suo caso politicamente motivato e affermando che avrebbe potuto essere sottoposto a tortura” .

Riportiamo sinteticamente anche l’intervento di Ragiana Dugar-DePonte, per il Comitato per l’Indipendenza Buryat, Lega delle Nazioni Libere, il quale si apre con la presentazione della stessa, appartenente ad una comunità minoritaria e indigena della Mongolia, Buryat. Riporta una lunga e meticolosa descrizione di quelli che sarebbero atti di imperialismo oppressivo della Russia, anche prima dell’URSS. Secondo DePonte la Russia avrebbe compiuto atrocità per sottomettere stati diversi per cultura e tradizione, e avrebbe riscritto la storia di questa unificazione violenta per presentarla al mondo come una fusione pacifica.

Il discorso di Deponte si chiude con un appello a tutti i leader ad afferrare l’opportunità di pace per il mondo che sta nella dissoluzione pacifica e controllata della Federazione Russa sulla base di principi ONU, legati alle identità culturali e linguistiche. “La dissoluzione russa è inevitabile, si tratta solo di capire quando avverrà”.

Qual è il vero obiettivo di una conferenza che auspica la rovina della Russia?

Perché il partito al Governo mette a rischio la diplomazia e forse anche la sicurezza del nostro paese invitando nel cuore dei suoi palazzi questo tipo di forze separatiste? Perché ospitare iniziative che sembrano andare contro gli interessi italiani per creare invece scivolose tensioni internazionali? Qual è il vero obiettivo di una conferenza come questa? Cui prodest?

Mentre Mosca, nonostante le massicce sanzioni imposte da UE e Occidente, riporta la sua vittoria sul fronte ucraino, la NATO e i suoi vassalli, vorrebbero ancora più ferocemente una Russia destabilizzata, balcanizzata, addirittura annientata, incapace di rappresentare un anello solido nella catena dei BRICS. La Russia può guidare il cambiamento del mondo verso un ordine multipolare, quindi è presto chiaro a chi può tornare utile una sua frammentazione.

La Russia è inoltre un orgoglioso e fiero paese sovrano, possiede un apparato militare e nucleare imponente, con essa condividiamo anche storia, cultura e letteratura, e intratteniamo preziosi rapporti commerciali, legati all’approvvigionamento di risorse energetiche.

Il quadro ipotetico auspicato dal convegno favorisce il vecchio ordine unipolare caro agli Usa, ma conviene all'Italia?

La risposta è un fragoroso no, come del resto molte delle scelte del nostro Governo, piegato alla volontà atlantista anche nelle più drammatiche decisioni che vediamo realizzate oggi in Medioriente.

Grazie a Come don Chisciotte.org per la segnalazione all'evento

 

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