Il CEO di Bayraktar pilota un caccia MiG-29 in formazione con il drone Akinci durante il Teknofest Azerbaijan

Il CEO di Bayraktar pilota un caccia MiG-29 in formazione con il drone Akinci durante il Teknofest Azerbaijan

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

Dal 2 gennaio la nostra pagina Facebook subisce un immotivato e grottesco blocco da "fact checker" appartenenti a testate giornalistiche a noi concorrenti. Aiutateci ad aggirare la loro censura e iscrivetevi al Canale Telegram de l'AntiDiplomatico

 

Selçuk Bayraktar, l'architetto del primo drone TB2 Bayraktar sviluppato in Turchia, ha sorvolato Baku durante il Teknofest Azerbaijan - la prima edizione straniera del festival turco dell'aviazione, dello spazio e della tecnologia - in un Mikoyan MiG-29 appartenente all'Aeronautica Militare dell'Azerbaigian, secondo quato rende noto The EurAsian Times. 

Bayrkatar, che è il Chief Technology Officer di Baykar, ha eseguito il volo con il vice comandante delle forze di combattimento aeree azere, il colonnello pilota aereo Zaur Rustamov. Il volo è durato circa 60 minuti ed è stato condotto in formazione con il successore di TB2, il drone da combattimento Akinci, sviluppato da Baykar.

Lo stesso Bayraktar comandava il MiG-29 durante le manovre e parte del volo di formazione, secondo quanto riporta il quotidiano turco Daily Sabah. Il drone Akinci dovrebbe anche effettuare un volo al Teknofest.

Selçuk Bayraktar si è laureato al Massachusetts Institute of Technology (MIT), USA. Nel 2005, ha tentato di convincere un gruppo di osservatori riuniti in una remota pista di atterraggio circondata da campi di grano che la Turchia sarebbe potuta diventare una grande potenza nel campo dei droni.

"La Turchia può essere il numero uno al mondo in cinque anni", aveva affermato.

Bayraktar fornì ai suoi osservatori una dimostrazione dei suoi piccoli droni, facendoli decollare e atterrare su una piccola pista, e chiese loro di investire nel suo progetto visionario.

Entro il 2011, un team di progettazione creato da Bayraktar ha prodotto il Bayraktar Caliran 1, o TB1, che è stato selezionato tra altri concorrenti di design per l'esercito turco ed è servito come prototipo per il modello di produzione operativo, Bayraktyar 2, o TB2, che per primo ha volato nei cieli di agosto 2014.

Da allora, i TB2 sono diventati un pilastro centrale degli sforzi turchi per rimodellare la guerra e spostare l'esito dei conflitti regionali a favore degli interessi esteri e di sicurezza di Ankara, come nel caso della guerra tra Azerbaigian-Armenia nel 2020.

I droni TB2 hanno svolto un ruolo fondamentale in Azerbaigian, permettendo a Baku di vincere la guerra di 44 giorni contro l'Armenia nel 2020 sulla contesa regione del Nagorno-Karabakh.

I droni TB2 hanno colpito un numero enorme di carri armati armeni, veicoli da combattimento, unità di artiglieria e difese aeree. La loro penetrazione nelle retrovie del Nagorno-Karabakh ha anche indebolito le linee di rifornimento e la logistica armene, consentendo il successo dell'Azerbaigian in battaglia.

"Grazie ai droni turchi avanzati di proprietà dell'esercito dell'Azerbaigian, le nostre vittime sul fronte si sono ridotte", ha affermato il presidente dell'Azerbaigian Ilham Aliyev in un'intervista televisiva al canale di notizie turco TRT Haber.

Il 1 aprile 2021, Selçuk Bayraktar è stato insignito dell'"Ordine del Karabakh" dal presidente Aliyev in commemorazione del ruolo vitale svolto dai TB2.

Il successo dei droni TB2 nel conflitto del Nagorno-Karabakh li ha messi sotto i riflettori internazionali, poiché era senza precedenti nella storia della guerra moderna che una guerra convenzionale a tutti gli effetti tra due paesi fosse vinta quasi interamente grazie all’azione decisiva dei droni.

Allo stesso modo, i droni di fabbricazione turca hanno influenzato in modo decisivo l'esito sui campi di battaglia di Siria e Libia.

 

Dal 2 gennaio la nostra pagina Facebook subisce un immotivato e grottesco blocco da "fact checker" appartenenti a testate giornalistiche a noi concorrenti. Aiutateci ad aggirare la loro censura e iscrivetevi al Canale Telegram de l'AntiDiplomatico

 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

Potrebbe anche interessarti

Referendum, "non ho votato ma non ho nulla da esultare" di Paolo Desogus Referendum, "non ho votato ma non ho nulla da esultare"

Referendum, "non ho votato ma non ho nulla da esultare"

Marmolada: strage del sistema di Giorgio Cremaschi Marmolada: strage del sistema

Marmolada: strage del sistema

Ecco chi pagherà (veramente) la ricostruzione dell'Ucraina di Marinella Mondaini Ecco chi pagherà (veramente) la ricostruzione dell'Ucraina

Ecco chi pagherà (veramente) la ricostruzione dell'Ucraina

Il Liquidatore entra nella fase finale di Savino Balzano Il Liquidatore entra nella fase finale

Il Liquidatore entra nella fase finale

Sulla Denazificazione dell'Ucraina di Daniele Lanza Sulla Denazificazione dell'Ucraina

Sulla Denazificazione dell'Ucraina

“Ucraina. Il mondo al bivio” . Di Giacomo Gabellini di Damiano Mazzotti “Ucraina. Il mondo al bivio” . Di Giacomo Gabellini

“Ucraina. Il mondo al bivio” . Di Giacomo Gabellini

Scuola pubblica di Bari: iPAD Apple o te ne vai  di Antonio Di Siena Scuola pubblica di Bari: iPAD Apple o te ne vai

Scuola pubblica di Bari: iPAD Apple o te ne vai