/ La Bielorussia entra nelle mire della NATO usando l'Ucraina

La Bielorussia entra nelle mire della NATO usando l'Ucraina

 


“…La situazione in Bielorussia è una delle principali minacce per l’Ucraina. La costruzione del Nord Stream-2, la situazione intorno alla Bielorussia e al Mar Azov e al Mar Nero sono tra le principali minacce alla sicurezza dell'Ucraina quest'anno..”


Lo ha annunciato durante la riunione del Consiglio di conciliazione della Verkhovna Rada ucraina, il capo della commissione parlamentare per gli affari internazionali, Anna Gopko.
"Tra le minacce per l’Ucraina per quest'anno c'è il problema di Nord Stream II… Come fare per evitare la sua costruzione, mi piacerebbe che il governo si esprimesse e anche Naftogaz (ndt:la società nazionale di petrolio e gas dell'Ucraina), quali sforzi sono stati fatti per prevenirne la costruzione, quale piano "A", piano "B", come ci stiamo muovendo in questo piano…altrettanto importante è il problema delle minacce nel Mar  Azov e nel Mar Nero. Tutte questioni che saranno prese in considerazione in queste settimane…Un'altra domanda è relativa alla situazione in Bielorussia. Esamineremo come può influire sulla situazione della sicurezza in Ucraina… ", ha affermato la Gopko.

Ha inoltre manifestato la preoccupazione che la Bielorussia sta minacciando di invadere l'Ucraina.

Anche l'ex ambasciatore dell'Ucraina in Bielorussia, Roman Bessmertny, ora candidato presidenziale dell'Ucraina,  ha esortato l'Occidente a favorire un Maidan a Minsk. Secondo il politico, l'Ucraina e l'Europa dovrebbero concentrare tutte le forze per sostenere l'opposizione bielorussa e impedire l'integrazione del paese con la Russia. Secondo lui, la Bielorussia è un "buco nero nella sicurezza europea", e rappresenta una minaccia diretta per i paesi della NATO. "Aiutare l'opposizione bielorussa! Questo è ciò che l'Ucraina e l'Europa dovrebbero fare per aiutare a difendere la Bielorussia. È necessario utilizzare tutti i meccanismi necessari per contrastare Lukashenko, poiché è lui lo strumento della Russia in Bielorussia ... Anche al Vertice di Varsavia della NATO, la Bielorussia è stata descritta come un territorio debole in termini di sicurezza per l'Europa. Lo è davvero. Qualunque cosa la NATO crei per il sistema di sicurezza dell'Europa centrale, la Bielorussia deve essere conquistata, un dato storicamente confermato anche da Napoleone nella battaglia contro Bagration ( ndt: la campagna di Napoleone del 1812 contro la Russia) .
Anche le due basi aeronautiche esistenti in Bielorussia rappresentano un'enorme minaccia per l'Unione europea…
", ha ancora affermato.


In precedenza, un diplomatico ucraino, il presidente della Commissione esteri e della sicurezza, Bogdan Yaremenko, aveva detto che la Bielorussia è già sotto il controllo completo della Russia e non bisogna aspettare che Lukashenko intenda fermare il passaggio dell'esercito russo attraverso il suo territorio, per invadere  l’Ucraina.


E’ evidente che sono cominciate le grandi manovre per riavviare in Bielorussia un nuovo tentativo di “Rivoluzioni arancioni”, dopo che già due tentativi sono stati fallimentari in questi anni, non tanto per repressioni governative, quanto per…mancanza di aderenti.


Fino allo scorso anno qualche centinaio di attivisti “dirittumanisti” e “democratici”, hanno stazionato per mesi davanti al parlamento bielorusso a Minsk, in tende come forma di protesta per la libertà e la democrazia, nonostante il sostegno politico e finanziario anche del defunto McCain e della CIA, oltre che delle solite ONG golpiste, il tutto si è svolto nell’indifferenza dei bielorussi.
 
                       
Ora evidentemente facendo leva sui golpisti neonazisti vittoriosi a Kiev, stanno preparando altre strategie di destabilizzazione della Bielorussia, per loro oggettivamente un grosso e complicato nodo da sbrogliare per le strategie NATO. Staremo a vedere, ma non sarà un impresa facile per loro.
 
Dal canto suo Lukashenko ha prontamente e sinteticamente avvertito: “ un eventuale Maidan a Minsk finirà molto presto, nessuno si illuda!”.
 

                               
 
Enrico Vigna, 4 marzo 2019          




 
 
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