"La diplomazia coercitiva degli Stati Uniti e i suoi danni" - Rapporto Ministero esteri cinese

4742
"La diplomazia coercitiva degli Stati Uniti e i suoi danni" - Rapporto Ministero esteri cinese

 

Gli Stati Uniti sono "l'istigatore della diplomazia coercitiva", ha denunciato, ieri, il ministero degli Esteri cinese nel suo rapporto "La diplomazia coercitiva americana e i suoi danni".

"Nell'ultimo mezzo secolo, gli Stati Uniti non hanno mai smesso di impegnarsi in una diplomazia coercitiva, nonostante i grandi cambiamenti nella struttura internazionale. Dalle sanzioni economiche ai blocchi tecnici, e dall'isolamento politico alla minaccia della forza, gli Stati Uniti hanno mostrato al mondo ciò che la diplomazia coercitiva è con le sue stesse azioni", si osserva nel rapporto. 

Come esempi, il ministero degli Esteri cinese ha citato le restrizioni unilaterali contro Cuba, Venezuela, Corea del Nord, Iran, Bielorussia, Sudan e Russia, nonché il blocco tecnologico contro Pechino nel campo dei semiconduttori. Inoltre, ha accusato gli Stati Uniti di applicare sanzioni secondarie, citando come esempio il caso delle società indiane che hanno collaborato con l'Iran.

"Oltre alle sanzioni economiche e finanziarie, gli Stati Uniti sono bravi a interferire, direttamente o indirettamente, negli affari interni di altri paesi sostenendo guerre contrattuali, incitando guerre civili, fornendo armi e munizioni e addestrando forze antigovernative per contrastare paesi e regioni 'disobbedienti'", si evince dal documento. Si aggiunge che, sotto lo slogan della democrazia e della libertà, Washington ha provocato le "rivoluzioni colorate" in Eurasia e la primavera araba in Medio Oriente, oltre a promuovere la Dottrina Neo-Monroe in America Latina, "effettuando gratuitamente vessazioni egemoniche e inviando un chiaro messaggio che chi obbedisce sopravviverà e chi lo sfida perirà".

Il rapporto elenca anche i mezzi della diplomazia coercitiva degli Stati Uniti, tra cui l'egemonia del dollaro, utilizzato per “fare pressione e imporre sanzioni ad altri paesi attraverso la restrizione dei canali di finanziamento e delle transazioni di rimesse”; controllo del commercio, comprese restrizioni all'importazione, all'esportazione e agli investimenti, liste bianche e nere, tariffe senza riguardo al diritto internazionale e alle regole del commercio internazionale; la cosiddetta "giurisdizione del braccio lungo", che estende la legge statunitense oltre gli Stati Uniti, applicandola a entità straniere. Secondo il documento, la diplomazia coercitiva di Washington è sostenuta dalla sua forza militare e dalla sua espansione culturale e tecnico-scientifica.


Conseguenze

Il rapporto ha anche sottolineato che la diplomazia coercitiva degli Stati Uniti "mette in pericolo il mondo intero" sotto quattro aspetti. In primo luogo, Washington distorce la questione della pace e dello sviluppo. "Gli Stati Uniti, mettendo al primo posto i propri interessi, ignorano i bisogni urgenti di tutti i paesi del mondo per la pace e lo sviluppo", manipolano questioni ideologiche e stabiliscono "piccole cricche", si legge nel documento.

In secondo luogo, Washington interrompe il processo di globalizzazione e integrazione regionale. "Per mantenere la loro egemonia, gli Stati Uniti si stanno ritirando dal modello di cooperazione globale formatosi dopo la seconda guerra mondiale e ora sono diventati il più grande disgregatore delle regole della globalizzazione", si osserva, aggiungendo che l'Organizzazione mondiale del commercio è stata "paralizzata" dall'inazione di Washington, e anche la tendenza alla liberalizzazione globale e all'integrazione nei settori del commercio e degli investimenti è stata "bloccata e minata dagli Stati Uniti".

In terzo luogo, imponendo sanzioni unilaterali, Washington danneggia gli interessi economici dei paesi che fanno parte dei BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa), nonché il processo di sviluppo sostenibile di Stati come Venezuela, Cuba, Siria e Birmania.

In quarto luogo, gli Stati Uniti intensificano la divisione e l'antagonismo all'interno della comunità internazionale. In particolare, Washington cerca di costringere altri paesi a aderire alla cosiddetta 'alleanza democratica'. Usando la crisi ucraina, gli Stati Uniti hanno costretto l'UE e altri paesi sviluppati a imporre sanzioni contro la Russia, costringendo i paesi in via di sviluppo a partecipare. Washington ha anche costretto i suoi alleati europei a imporre restrizioni contro l'Iran. "Ciò che gli Stati Uniti hanno fatto ha intensificato l'antagonismo all'interno della comunità internazionale e ha aumentato il rischio che il mondo cada in una nuova guerra fredda", conclude il rapporto.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

L'endpoint di Hormuz e la Grande Guerra Energetica di Giuseppe Masala L'endpoint di Hormuz e la Grande Guerra Energetica

L'endpoint di Hormuz e la Grande Guerra Energetica

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante di Michelangelo Severgnini La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio” di Raffaella Milandri Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio di Paolo Desogus Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Venezuela, la lezione d'aprile di Geraldina Colotti Venezuela, la lezione d'aprile

Venezuela, la lezione d'aprile

Dramma Nazionale       di Alessandro Mariani Dramma Nazionale      

Dramma Nazionale    

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Il PD alla continua ricerca di se stesso di Giuseppe Giannini Il PD alla continua ricerca di se stesso

Il PD alla continua ricerca di se stesso

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti