La lotta di classe riparte con i 40 mila per la Gkn

La lotta di classe riparte con i 40 mila per la Gkn

Foto (New Press Photo)

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Licenziati con un'email, i 422 operai della Gkn di Campi Bisenzio, fabbrica che produce semiassi per la Fiat, non si sono mai arresi contro le politiche di liberismo selvaggio che li hanno messi per strada dalla sera alla mattina.

Da mesi il collettivo dei lavoratori ha organizzato una lunga serie di iniziative culminata con la manifestazione di oggi a Firenze, si parla di 40.000 persone proivenienti da tutta italia, partiri, associazioni, operai di altre realtà produttive smantellate con la delocalizzaizone come la Whilrpool di Napoli.

 

Un numero che fa riflettere. Nella Storia recente dell'Italia, si ricorda la Marcia dei 40.000 dei quadri e dei capi Fiat contro le proteste per la cassa integrazione di 23 operai. Numero gonfiato, al massimo furono poco più di 10.000, ma tale fu il suo impatto che da quel momento cominciarono le sconfitte dei lavoratori, dalla Scala mobile, l'inizio del precariato come il pacchetto Treu, Legge Biagi fino al Jobs Act di Matteo Renzi.

Inizialmente era stata comunicata la cifra di 10 mila partecipanti, stima al ribasso in quanto il corteo partito da Fortezza dal Basso si è dovuto fermare più volte per raggruppare la grande massa di partecipanti.

Nel corso del corteo lo slogan più scandito è stato "la Gkn siamo tutti noi". Non uno slogan per l'occasione ma per rendere bene l'idea che quello che è avvenuto nella fabbrica di Campi Bisenzio può avvenire in altre realtà lavorative.

Questa di oggi non sarà solo una grande manifestazione, ma l'inizio di un cammino, la ripresa della lotta contro il Capitale.

Saranno i lavoratori a portarla avanti da soli? O ci sarà finalmente un Partito che riuscirà ad intercettare queste istanze e le organizzerà. 

Potrebbero essere proprio queste realtà di fabbrica come la Gkn ed altre che, con la lotta, trovano quella organizzazione necessaria per riprendere la lotta di classe. I lavoratori possono essere di nuovo protagonisti. Perché furono proprio loro, e non i sindacati, ad essere i principali sconfitti nel 1980 alla Fiat, per essersi messi in un oblio durato 41 anni.

Che sia solo l'inizio!

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