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L'attentato a Maduro? Solo una messiscena per i fake media del mainstream

 


di Francesco Santoianni
 

L’attentato a Maduro? “È una messinscena!” lo insinuano, oltre a qualche cascame dell’extrasinistra, innumerevoli media mainstream, quali, ad esempio, Rainews, La Stampa, Il Foglio… gli stessi, cioè, che davanti a qualche centinaio di “sospetti” tweet #Mattarelladimettiti (tra i milioni che, nel maggio scorso, venivano prodotti da tutto il web) oggi farneticano di “attentato alla libertà del capo dello Stato”.


Ma su cosa si basa la teoria della “messinscena”? Soltanto su una presunta intervista rilasciata, all’Associated Press da tre vigili del fuoco i quali avrebbero attestato che i boati che avevano scatenato il panico nel nello stadio di Caracas provenivano dall’esplosione di una bombola di gas in un appartamento lì vicino. Peccato che l’intervista sia anonima e che i giornalisti dell’Associated Press non si siano degnati di trovare qualche passante nei pressi della loro “intervista” che, tempestivamente e con nome e cognome, convalidasse la storia della bombola di gas esplosa. Esplosione, tra l’altro, che avrebbe dovuto essere attestata dalle immagini, circolate sul web, di un incendio divampato in un appartamento posto ad un km di distanza dallo stadio; strano davvero che una così potente “esplosione” non abbia neanche rotto i vetri degli appartamenti del palazzo.


Tutte qui le “prove” della “messinscena”. Ora soffermiamoci su ben altre considerazioni.


Intanto, sempre di più, vengono utilizzati in attentati terroristici i droni, non necessariamente quelli militari; bastano a questo scopo anche droni ad uso commerciale come il DJI M600, che secondo la dettagliata analisi - pubblicata su quello che è uno dei più autorevoli siti italiani dedicati ai droni – è stato impiegato a Caracas per trasportare l’esplosivo. Anche per questo, oltre all’utilizzo di sistemi radio anti-drone come il Jammer, la protezione di autorità a rischio viene affidata anche a cecchini. E sarebbero stati proprio tiratori scelti ad abbattere il drone a Caracas, così come documentato da questo video (che, nonostante quello che si è favoleggiato, mostra l’identico cielo sovrastante la tribuna).


Ci sarebbe poi da domandarsi perché mai Maduro (che ha già subito quattro attentati), per rafforzare la sua leaderhip, avrebbe dovuto mettere su una così controproducente “messinscena”: con le autorità che guardano imbambolate in alto, Maduro portato via avvolto in coperte di kevlar e soldati della Guardia Nazionale che, in preda al panico, scappano.


Tutte qui le prove per avvalorare la tesi dell’attentato? No, altre prove sono state già presentate dal governo di Caracas e altre, certamente, saranno illustrate nei prossimi giorni. Ma a chi volete che interessino? Ad una stampa italiana che arriva a presentare come “eroe” un criminale che a Caracas lancia granate sulla folla? Ad una Unione Europea che continua ad inneggiare ad una fantomatica “opposizione democratica venezuelana”? O al nostro governo? A proposito, perché il governo italiano non ha ancora condannato l’attentato a Maduro?

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