L'Ucraina riconosce che i marinai e le guardie di frontiera dell'Isola dei Serpenti sono vivi

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L'Ucraina ha riconosciuto che 82 marinai e guardie di frontiera dell'isola dei Serpenti non sono morti in combattimento con le forze armate russe. Attualmente si trovano a Sebastopoli, in Russia, dove sono stati portati dopo aver deposto volontariamente le armi, come aveva riferito il ministero della Difesa russo. 

"Siamo molto lieti di sapere che i nostri fratelli sono vivi e vegeti e che per loro va tutto bene!", ha affermato la Marina di Kiev in un messaggio apparso sui social network. 

Prima di questa ammissione i media ucraini avevano affermato che i militari erano morti in combattimento dopo aver rifiutato di arrendersi alle forze russe. 

La “difesa eroica” dell’Isola dei Serpenti, non lontano da Odessa, era stata definita leggendaria dai media ucraini per tre giorni. E qualcuno frettolosamente aveva persino soprannominato gli accadimenti sull'isola la "nuova Stalingrado". Nel senso che gli intransigenti difensori della Piazza avevano preferito morire ma non disonorare la patria. 

“Se siamo stati seppelliti, significa che hanno pensato di seppellirci. Tutti i ragazzi hanno una tale opinione...", ecco come ha reagito domenica 27 febbraio il comandante di plotone della batteria di mortai dell'88° battaglione marino delle forze armate ucraine, il tenente Alexander Molotkov. Una delle 82 "leggende" ucraine evacuate dai russi dall'isola "simbolo" dopo aver visto la dichiarazione del presidente ucraino Zelensky sulla loro "grande resistenza e morte".

Cosa è successo?

Il 24 febbraio, l'incrociatore russo Moskva e la nave pattuglia Vasily Bykov si avvicinarono all’Isola dei Serpenti. Da una delle navi venne rivolto un appello al personale militare che si trovava sul posto militare. 

Uno dei comandanti, secondo la leggenda, mandò all'inferno i marinai russi. Quindi fu sparata una salva di avvertimento. La storia fece il giro del mondo, ripresa in Italia con molta enfasi dai soliti dispensatori di fake news quotidiane come potete constatare da questi screen sottostanti. 

 

Siccome per Kiev i veri eroi non devono arrendersi, la Marina ucraina tentò un assalto alle navi russe per recuperare i militari e chissà, forse seppellirli davvero per così rendere reale la leggenda degli indomiti eroi ammazzati dagli invasori russi. 

Invece gli 82 militari delle forze armate dell’Ucraina si trovano adesso sani e salvi a Sebastopoli, presso la base navale che funge da quartier generale della Flotta del Mar Nero.  

 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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