L'Ucraina vuole 'liberare' la Crimea

Il Governo di Kiev non ha alcuna intenzione di tutelare i diritti degli abitanti della Crimea, ma è interessato solo al territorio

8787
L'Ucraina vuole 'liberare' la Crimea



di Danilo Della Valle

L' Ucraina pianifica di liberare il territorio della Crimea entro il dicembre del 2019; questo è quello che si evince dalle dichiarazioni rilasciate lo scorso luglio dal rappresentante del Presidente dell’Ucraina in Crimea Babin: “La liberazione della Crimea fa parte del piano di azioni urgenti contro l’aggressione Russa”.

Secondo il documento riportato sul portale youblisher (www.youblisher.com/p/1959204-Plan) Kiev ha intenzione di presentare una denuncia contro la Russia presso la Corte penale Internazionale e Corte Europea dei Diritti dell'uomo in merito all'annessione della Crimea alla Russia e alla successiva violazione dei diritti dei peninsulari. Lo scopo di tale processo è quello di ricominciare la propaganda mediatica nei paesi esteri (principalmente Occidentali), spiegando il ruolo negativo della Russia nella questione Crimeana, oltre ad aumentare le truppe della Guardia Nazionale e rinforzare i confini con la penisola.
Questo piano implica la presenza delle forze speciali che dovrebbero attivarsi sia sul territorio della Crimea sia all’estero (specialmente in Europa). Ciò appare particolarmente imprudente sullo sfondo delle continue accuse alla Russia riguardo i suoi presunti "tentativi di interferire" con la politica interna degli Stati Uniti e dei paesi dell'UE.

Nel documento presentato si parla soprattutto dell’intenzione da parte dell’Ucraina di tenere seminari, conferenze ed incontri presso diversi Paesi Occidentali dove si promuoverà l’idea secondo la quale la Crimea è stata occupata illegalmente dai Russi, tralasciando la storia della penisola, lo status della penisola prima del referendum e le origini della maggior parte degli abitanti della Crimea. Il governo di Kiev crede che le mani europee possano “premere” in modo più forte sulla Russia. La cosa strane, e da sottolineare, è però che l’Ucraina non ha alcuna intenzione di interrompere i suoi rapporti commerciali con la Federazione Russa (come ad esempio la vendita del carbone e dell’energia elettrica) il che contraddice completamente le dichiarazioni dei politici ucraini sul fatto che loro sarebbero “in guerra con la Russia”.

È senza dubbio una strana guerra.

Il piano proposto ignora completamente la questione del riconoscimento dell’autonomia dei tatari della Crimea dopo la eventuale “liberazione”. Si presume che Kiev ha intenzione di utilizzare la forza politicamente attiva dei tatari, Majilis (il congresso del popolo tataro della Crimea), solo per organizzare gli eventi pubblici anti-russi sui territori confinanti con la Crimea.

L'Ucraina sta giocando la carta “della Crimea” senza cedere ai tatari sulla questione principale che ha portato all’annessione - il riconoscimento dell’autonomia (ciò che i tatari hanno cercato di ottenere già negli anni passati sia dal Governo di Kiev che quello dell’USSR). Lo stesso Governo di Kiev che fino al 2014 si rifiutava di riconoscere Majilis come un ente, e l’ha usato esclusivamente per scontrarsi con le organizzazioni pubbliche slave (filo-russe) sulla penisola.

Di conseguenza il Governo di Kiev non ha alcuna intenzione di tutelare i diritti degli abitanti della Crimea, ma è interessato solo al territorio; infatti il documento parla chiaramente del piano della limitazione dell'approvvigionamento energetico della Crimea, del divieto dello svolgimento delle attività delle imprese di Crimea sul territorio Ucraino etc etcetera. Tutto il piano è volto a creare una forte pressione dall’esterno sulla Russia, per poter tutelare gli interessi economici Ucraini, ma in nessun modo quelli della popolazione della penisola, ciò che non interessava il Governo di Kiev nemmeno prima dell’occupazione nel 2014.

Purtroppo l'Ucraina ideando questo piano di azione non ha preso in considerazione né la Crimea né i suoi abitanti, ma li sta solo usando, ed in caso di una fantomatica riuscita del “piano”, dove sarebbe il “cambiamento”?.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Sui fatti di Torino Sui fatti di Torino

Sui fatti di Torino

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni di Loretta Napoleoni Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

Xi varca il Rubicon e e sfida il dollaro di Giuseppe Masala Xi varca il Rubicon e e sfida il dollaro

Xi varca il Rubicon e e sfida il dollaro

La "rabbia" di Ocalan. C'è lui dietro l'accordo tra Al-Sharaa e Curdi di Michelangelo Severgnini La "rabbia" di Ocalan. C'è lui dietro l'accordo tra Al-Sharaa e Curdi

La "rabbia" di Ocalan. C'è lui dietro l'accordo tra Al-Sharaa e Curdi

Ha stato Putin! Epstein e il "giornalismo" di Repubblica... di Francesco Santoianni Ha stato Putin! Epstein e il "giornalismo" di Repubblica...

Ha stato Putin! Epstein e il "giornalismo" di Repubblica...

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

La vera lezione del caso Epstein di Paolo Desogus La vera lezione del caso Epstein

La vera lezione del caso Epstein

Una risposta al professor Giovanni Rezza di Alessandro Mariani Una risposta al professor Giovanni Rezza

Una risposta al professor Giovanni Rezza

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

La censura russofobica arriva a San Marino di Marinella Mondaini La censura russofobica arriva a San Marino

La censura russofobica arriva a San Marino

L'alterazione della realtà nel capitalismo dei disastri di Giuseppe Giannini L'alterazione della realtà nel capitalismo dei disastri

L'alterazione della realtà nel capitalismo dei disastri

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti