Macron, il sostegno alle "proteste in Iran" e la fine dell'accordo sul nucleare

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Macron, il sostegno alle "proteste in Iran" e la fine dell'accordo sul nucleare

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Sembra preistoria, eppure lo scorso agosto, sembrava che l’accordo per ripristinare l’intesa sul nucleare iraniano fosse ormai cosa fatta. Con benefici reciproci, sull’Iran non sarebbero gravate più le criminali sanzioni imposte dagli USA in primis, il petrolio iraniano poteva di nuovo essere immesso sul mercato occidentale e, cosa più importante, si sarebbe disinnescato un potenziale fronte di guerra.

Gli Stati Uniti d’America hanno prima posto obiezioni contro l’Iran, successivamente anche l’UE ha cambiato postura, infine, è stato trovato un pretesto, e tutto l’occidente è andato a ruota a seguirlo.

Le proteste legittime in Iran per la morte di Masha Amini hanno subito rivelato che non si trattasse di qualcosa di spontaneo, si sono trasformate presto in atti di vandalismo e terrorismo. Come sempre avviene, per l’occidente quando le proteste non avvengono in paesi allineati alla sua agenda, i terroristi diventano cantori di libertà e rivoluzionari e i nazisti sono kantiani.

Il presidente delle Repubblica francese Emmanuel Macron ha scoperto le carte ribadito con il suo sostegno alle rivolte scatenate in Iran, per la morte della giovane Mahsa Amini.

Secondo Macron, "l'attuale situazione politica in Iran, dove sono iniziate le proteste anti-governative, ha notevolmente cambiato la situazione per quanto riguarda l'accordo nucleare con l'Iran e ha indebolito la possibilità di un accordo con questo Paese".

Inoltre, ha affermato di non ritenere che nessuna nuova proposta possa aiutare a rilanciare l'accordo sul nucleare e che è probabile che sia necessario un nuovo quadro per affrontare la questione.

Macron ha incontrato venerdì scorso all'Eliseo una delegazione di donne, guidata da Masih Alineyad, nota per i suoi discorsi di odio contro la Repubblica islamica e per i suoi continui appelli alla violenza e al terrorismo in Iran, soprattutto durante i disordini in corso nel Paese.

"Voglio sottolineare il nostro rispetto e la nostra ammirazione nel contesto della rivoluzione che [le donne in Iran] stanno guidando", ha detto Macron.

L’incontro è stato condannato da Teheran, che denuncia anche i doppi standard dell'Europa nei confronti dei diritti umani.

Il Re è nudo, senza accordo sul nucleare una guerra contro l’Iran è uno scenario vicino, con conseguenze facilmente immaginabili, soprattutto su chi ne pagherà le conseguenze.

Francesco Guadagni

Francesco Guadagni

 

Nato nell'anno di grazia 1979. Capolavoro e mancato. Metà osco, metà vesuviano. Marxista fumolentista. S.S.C.Napoli la mia malattia. Pochi pregi, tanti difetti, fra i quali: Laurea in Lettere Moderne, Iscrizione all'Albo giornalisti pubblicisti della Campania dal 2010. Per molti anni mi sono occupato di relazioni sindacali, coprendo le vertenze di aziende multinazionali quali Fiat e di Leonardo Finmeccanica. Impegno di militanza politica, divenata passione, è il Medio Oriente. Per LAD Gruppo Editoriale ho pubblicato il libro 'Passione Pasolini - Un Viaggio con David Grieco', prefazione di Paolo Desogus. 

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