Missili tedeschi contro il ponte di Crimea?

Missili tedeschi contro il ponte di Crimea?

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

 

di Fabrizio Poggi per l'AntiDiplomatico

 

Secondo quanto scritto il 1 marzo sul proprio canale Telegram dalla direttrice di RT, Margarita Simon’jan, sarebbero circolate registrazioni audio in cui alti ufficiali della Bundeswehr stavano discutendo dettagli sul possibile bombardamento del ponte di Crimea e sul numero di missili necessari allo scopo.

La “discussione” sarebbe avvenuta intorno a metà febbraio, così che mentre ora il cancelliere Olaf Scholz nega l’eventualità di una aperta partecipazione NATO al conflitto in Ucraina, due settimane prima quegli stessi ufficiali tedeschi parlavano tranquillamente della partecipazione di USA e Gran Bretagna alla guerra, dandola come cosa acquisita.

Indicativo che, appena alla vigilia Scholz, secondo quanto scritto da Tagesschau, avesse dichiarato che Berlino non fornirà a Kiev missili alati “Taurus” a lunga gittata che, se «non correttamente manovrati, possono colpire obiettivi anche nell’area di Mosca», ribadendo anche il no tedesco all’invio di soldati tedeschi in Ucraina.

E, secondo alcune ipotesi, la “fuga” dei colloqui telefonici tra il capo operazioni-esercitazioni del comando dell'aeronautica militare, l'ispettore della “Luftwaffe” e gli addetti del centro operazioni aeree tedeschi, potrebbe essere non altro che una vendetta dei servizi segreti britannici. È questa l’opinione, ad esempio, dell’osservatore della Rossijskaja Gazeta Timofej Borisov.

A dir poco curioso il fatto che uno degli interlocutori della registrazione audio menzionasse l’intenzione del Ministro della guerra Boris Pistorius di elaborare i termini di consegna dei “Taurus” e parlasse quindi del loro utilizzo contro il ponte di Crimea: «Abbiamo studiato approfonditamente la questione» è detto nella registrazione, «e purtroppo abbiamo concluso che il ponte, per le sue dimensioni, è simile a una pista di decollo. Pertanto, potrebbero non bastare 10 o nemmeno 20 missili».

Si è parlato anche dell’addestramento di militari ucraini, evidentemente all’impiego di tali missili. Importante, vien detto, «nella programmazione di tali operazioni, indicare nelle immagini i punti fondamentali».

Timofej Borisov, nel ricordare le parole pronunciate il 29 febbraio da Scholz, a proposito del rischio di colpire obiettivi vicini a Mosca, ne conclude che, proprio per questo, il cancelliere non consentirebbe alla fornitura di “Taurus” a Kiev. Per la prima volta, osserva Borisov, nelle parole di un leader europeo, è stata menzionata Mosca quale eventuale obiettivo e, soprattutto, Scholz ha affermato di non potersi fidare di Vladimir Zelenskij per il controllo di tali missili a lungo raggio, dal momento che il capo golpista è sotto il completo controllo degli anglosassoni e lui, Scholz, non è sicuro che Zelenskij non le possa utilizzare per scopi propri, contrari a quelli tedeschi.

D’altronde, secondo Scholz, i tedeschi non potrebbero controllare i “Taurus” forniti, perché ciò richiede la presenza di personale della Bundeswehr in Ucraina e per questo è necessaria l'approvazione del Bundestag. Rimane il fatto, chiosa Borisov, che il solo desiderio del cancelliere, per quanto forte e sincero sia, di non mandare i missili è un po’ poco.

Dunque, a parere di Borisov, l'indignazione degli anglosassoni è stata causata dalle parole di Scholz, secondo cui i tedeschi non potrebbero fare ciò che invece stanno tranquillamente facendo anglosassoni e francesi. Vale a dire: il personale militare tedesco non può trovarsi sul territorio ucraino per programmare i lanci di propri missili a lungo raggio, come fanno, ad esempio, gli inglesi con i missili “Storm shadow”.

In altre parole, gli inglesi avrebbero inteso le parole di Scholz sui militari anglosassoni in Ucraina, come una rivelazione di segreti militari, di cui, peraltro, sembrano essere “all’oscuro” solo le testate liberal-democratiche, in particolare quelle italiche. E, così, per vendicarsi di una “pagliuzza” cacciata dai tedeschi negli occhi degli anglosassoni, questi ultimi hanno risposto con una trave negli occhi degli “avversari”, favorendo la fuga di parole a proposito del ponte di Crimea.

----

L'AntiDiplomatico è un giornale online regolarmente registrato al Tribunale di Roma che subisce la censura di "fact-checker" di testate a noi concorrenti e dell'agenzia statunitense NewsGuard. C'è un solo modo per essere sicuri di rimanere sempre aggiornati con il nostro lavoro: cliccando qui.

 

Fabrizio Poggi

Fabrizio Poggi

Ha collaborato con “Novoe Vremja” (“Tempi nuovi”), Radio Mosca, “il manifesto”, “Avvenimenti”, “Liberazione”. Oggi scrive per L’Antidiplomatico, Contropiano e la rivista Nuova Unità.  Autore di "Falsi storici" (L.A.D Gruppo editoriale)

Strage di Suviana e la logica del capitalismo di Paolo Desogus Strage di Suviana e la logica del capitalismo

Strage di Suviana e la logica del capitalismo

Tra neoliberismo e NATO: l'Argentina sull'orlo dell'abisso di Fabrizio Verde Tra neoliberismo e NATO: l'Argentina sull'orlo dell'abisso

Tra neoliberismo e NATO: l'Argentina sull'orlo dell'abisso

3 LIBRI PER "CAPIRE LA PALESTINA" LAD EDIZIONI 3 LIBRI PER "CAPIRE LA PALESTINA"

3 LIBRI PER "CAPIRE LA PALESTINA"

Trent’anni fa, il genocidio in Ruanda di Geraldina Colotti Trent’anni fa, il genocidio in Ruanda

Trent’anni fa, il genocidio in Ruanda

"11 BERSAGLI" di Giovanna Nigi di Giovanna Nigi "11 BERSAGLI" di Giovanna Nigi

"11 BERSAGLI" di Giovanna Nigi

Lenin, un patriota russo di Leonardo Sinigaglia Lenin, un patriota russo

Lenin, un patriota russo

Il PD e M5S votano per la guerra nel Mar Rosso di Giorgio Cremaschi Il PD e M5S votano per la guerra nel Mar Rosso

Il PD e M5S votano per la guerra nel Mar Rosso

Il caso "scientifico" dell'uomo vaccinato 217 volte di Francesco Santoianni Il caso "scientifico" dell'uomo vaccinato 217 volte

Il caso "scientifico" dell'uomo vaccinato 217 volte

L'austerità di Bruxelles e la repressione come spettri di Savino Balzano L'austerità di Bruxelles e la repressione come spettri

L'austerità di Bruxelles e la repressione come spettri

Ucraina. Il vero motivo di rottura tra Italia e Francia di Alberto Fazolo Ucraina. Il vero motivo di rottura tra Italia e Francia

Ucraina. Il vero motivo di rottura tra Italia e Francia

Liberal-Autocrazie di Giuseppe Giannini Liberal-Autocrazie

Liberal-Autocrazie

Autonomia differenziata e falsa sinistra di Antonio Di Siena Autonomia differenziata e falsa sinistra

Autonomia differenziata e falsa sinistra

L'INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA E L'INTERESSE NAZIONALE di Gilberto Trombetta L'INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA E L'INTERESSE NAZIONALE

L'INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA E L'INTERESSE NAZIONALE

Togg fii: l’Africa è un posto dove restare di Michelangelo Severgnini Togg fii: l’Africa è un posto dove restare

Togg fii: l’Africa è un posto dove restare

Il primo dei poveri di Pasquale Cicalese Il primo dei poveri

Il primo dei poveri

Lenin fuori dalla retorica di Paolo Pioppi Lenin fuori dalla retorica

Lenin fuori dalla retorica

La crisi nel Corno d’Africa di Paolo Arigotti La crisi nel Corno d’Africa

La crisi nel Corno d’Africa

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti